venerdì 23 giugno 2017

RAPPORTO BANKITALIA: UIL- CENTRO STUDI , vincere il paradosso lucano - fragilità e virtuosità, ripresa e criticità sociali

Il Rapporto regionale della Banca d’Italia 2017 quest’anno si presta a valutazioni su più fronti. 
Quello tecnico e di lettura dell’economia reale e dei fenomeni finanziari;  quello di diagnosi del posizionamento dei settori e degli
agenti economico-sociali, imprese famiglie lavoro nel contesto della congiuntura e delle politiche del governo centrale.
L’inquadramento ineccepibile che Bankitalia fa dell’economia sotto questi profili coglie nel frangente del 2016  un  ‘ritorno’ alla diminuzione dei valori di crescita, pure registrati nel biennio precedente.
Ora questo è il registro rigoroso dei dati. Così pure esso si è manifestato a noi della Uil ed al Centro Studi Sociali e del Lavoro nell’aprile scorso con un commento in ‘chiaroscuro’ dei fenomeni rilevati. Come ha sostenuto in un intervento davvero originale e coraggioso l’economista ospite nell’evento di presentazione, il prof Nicola Coniglio, le ‘vulnerabilita’ e le fragilità del sistema locale si possono superare. Ma con la individuazione di obiettivi condivisi e non con analisi di bandiera o esaltatorie o deprimenti.



Un passo indietro sulle ombre del rallentamento registrate nel Rapporto. Prima di tutto il ristagno del comparto estrattivo per la nota interruzione delle produzione in Val d’Agri comunque attestato al 10% del valore aggiunto regionale.  Il settore delle costruzioni che ha  beneficiato solo in parte della ripresa delle transazioni nel mercato residenziale. L’ambito dei ‘servizi’nel quale  è proseguito il rafforzamento del comparto turistico, sebbene a ritmi più contenuti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I segni positivi: nel settore della manifattura prosegue una crescita, sia pure più contenuta che nell’anno precedente, a cominciare dal comparto automotive, con la sua costellazione di imprese medio-grandi; una connotazione significativa per gran parte dell’export  regionale (85%) oltre a buone performance del comparto ‘chimico ‘ e ‘metalli’. Un manifatturiero che pure ha consentito con un forte, incisivo impegno sindacale di assicurare una ripresa da un punto di ‘calo’ del 2013, ben documento da Bankitalia, fino a produrre risultati degni di nota su scala nazionale nel 2016. Un settore agricolo che pure con un 5% di contributo al Valore aggiunto regionale consente buoni risultati imprenditoriali  e di qualificazione occupazionale. Ora queste sono le ‘linee spezzate’, i segmenti di un quadro di sviluppo che rimane ancora ‘astratto’, che non ha dominio, e non si pone come intelaiatura, marchingegno di una regione laboratorio.
Tuttavia le cose si possono fare. Lo dimostra la reattività del sistema agli  impulsi provenienti  dalle politiche monetarie e di bilancio, da una ripresa della domanda interna, provocata da più favorevoli condizioni creditizie e da una sia pur contenuta ripresa dei consumi, anche di beni durevoli.
Molto condivisibili le analisi sul mercato del lavoro dove è proseguita la dinamica favorevole dell’occupazione avviatasi dalla metà del 2013. Gli occupati sono aumentati nell’agricoltura, nell’industria, nei servizi commerciali e in quelli connessi alle attività turistiche; nelle restanti attività dei servizi e nelle costruzioni sono diminuiti. È proseguito il calo del tasso di disoccupazione.
Qui l’analisi si affina e sorprende una comune valutazione di una ‘crescita apparente’ del fenomeno occupazionale ritornato ai numeri pre-crisi, quasi a lasciar intuire che vi sia stato un riassorbimento dei rapporti di lavoro persi. Il Rapporto dimostra come realmente ha funzionato questo meccanismo di recupero che pure ha dato risultati positivi ma in un nuovo contesto di lavoro e di lavori frammentati o precari. Difatti in modo autorevole Bankitalia osserva che solo la metà dei perdenti occupazione a tempo indeterminato dal 2007 è riuscita a trovare un impiego della stesso profilo in tre anni e che tanti (il 44%)di essi ha trovato occupazioni meno qualificate fuori regione.
Come vincere questo paradosso lucano - fragilita e virtuosità, ripresa e criticità sociali, impoverimento ed emarginazione giovanile - tessendo il filo delle virtuosità? Tra gli obiettivi da condividere del prof Coniglio invero molto simili a quelli della Marcia per il lavoro (permanenza capitale umano, contrastare l’impoverimento demografico) spicca  un appello al senso civico di solidarietà intergenerazionale per l’impiego delle royalities. Una intonazione del ragionamento molto simile alle analisi da noi svolte sui beni comuni con il Censis. Per questo la scelta centrale del Fondo sovrano regionale alimentato dalle royalties è ispirato da due sentimenti-guida che sono quelli professati nel corso della presentazione del Rapporto: la generatività delle commodities da far attecchire alla economia delle famiglie e delle imprese lucane, massimizzandone i risultati;  il sentimento della generosità e della ‘distesa sul futuro’ spostando quote cospicue degli introiti  verso le nuove generazioni.

Carmine Vaccaro Segretario regionale Uil Basilicata
Giancarlo Vainieri Presidente Centro studi sociali e del lavoro

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