lunedì 24 luglio 2017

CONCLUSA LA PRIMA PARTE LUCANA IL MIGRANT FILM FESTIVAL SBARCA AL CINEPORTO DI LECCE

Conclusa la prima parte lucana tenutasi a Palazzo San Gervasio, il Migrant Film Festival (vincitore del secondo bando Migrarti 2017 del Mibact) da lunedì 24 luglio al 28 luglio “migrerà” al CineLab Giuseppe Bertolucci presso il Cineporto di Lecce. Ricche ed interessanti le cinque giornate a Palazzo San Gervasio (terminate con un video di saluto da parte dell’eurodeputata on. Cecile
Kyenge) con una grande partecipazione di pubblico, di addetti ai lavori ed appassionati che hanno potuto visionare diciannove lavori tra cui lungometraggi, corti e documentari. Tanti i momenti importanti della manifestazione: la testimonianza dell’insegnante del Liceo Scientifico di Venosa, Tonia Lamanna che, per anni, è stata animatrice ed insegnante della Scuola di Boreano; il racconto del siriano Bhadr Eddin Fakhour, da tempo presente in Italia, che ha evidenziato il dramma di Aleppo e della fuga del popolo siriano; le testimonianze dei Richiedenti Asilo del CAS Borgo Saraceno di Spinazzola e della Masseria il Cardinale di Poggiorsini alcuni dei quali presenti anche come volontari del festival. 


Molti richiedenti asilo hanno partecipato ai laboratori organizzati all’interno della rassegna e sostenuti dal Programma SENSI CONTEMPORANEI dell’Agenzia per la Coesione Territoriale e da Regione Basilicata e Regione Puglia, Lucana Film Commission. 


Tanti i registi presenti: Cristina Mantis, regista del documentario Redemption Song (viaggio a ritroso di un uomo per far conoscere cosa offre l’Europa a chi dall’Africa migra ed attraversa il Mediterraneo); Nico Angiuli, regista del film Tre Titoli il quale ha ricordato come eravamo e in quale condizione si sviluppava l’organizzazione del lavoro fino alla nascita del sindacato menzionando anche la figura di Di Vittorio; Pierfrancesco Li Donni ha presentato il suo lungometraggio Loro di Napoli uno spaccato dell’Afro-Napoli squadra “meticcia” napoletana. 


 I registi hanno speso parole durante il dibattito sullo IUS SOLI e la irrazionalità a voler mantenere lo ius sangui per chi nasce in Italia da genitori provenienti da altri Paesi. 


 In tanti, inoltre, hanno aderito al laboratorio di pittura tenuto dall’artista Savina De Nigris nel quale si è partiti dall’idea di casa per arrivare in un luogo di “sogno”e al laboratorio di videoreporter tenuto dalla regista Milena Kaneva durante il quale i ragazzi hanno raccontato momenti del festival attraverso la realizzazione di video. 

Chiara Lostaglio

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