lunedì 17 luglio 2017

Ginestra (Pz). In tre decidono di percorrere a piedi 170 km per raggiungere Santiago di Compostela

In una calda giornata estiva, tre codardi del piccolo centro arbereshe, decidono di intraprendere a piedi un viaggio di 170 km, direzione Santiagio di Compostela, la città spagnola, che fin dal Medioevo i pelegrini intraprendono, attraverso la Francia e la Spagna, per giungere in questo luogo, presso cui ci sarebbe la tomba dell'Apostolo Giacomo il Maggiore.
Nino Arlotto, il più grande, Enzo Urana e Mauro Labriola in aereo da Ciampino raggiungono Madrid, poi 170 km a piedi da O. Cebrairo per Santiagio di Compostela. Sei giorni, incontrando sulla strada tanti “coraggiosi” provenienti da ogni parte del mondo. 

Di ritorno ecco le sensazioni provate dai tre: Nino Arlotto: “Tornato alla vita quotidiana gia' provo una grande nostalgia per le sensazioni e le emozioni che provato nel corso dell'ultima settimana. 


Il cammino di Santiago ha dato una risposta a tante mie domande, ma soprattutto mi ha arricchito dentro, soprattutto quando arrivano quei momenti che non ce la fai piu', che il tuo ginocchio da 80 km fa i capricci, barcolli, sudi, il tuo zaino che pesa 100 kg ma niente, continui imperterrito a camminare verso la tua meta di Santiagio. Sul percorso ho visto di tutto: francesi, tedeschi, portoghesi, canadesi, inglesi, Americani, coreani, Giapponesi, Cinesi, brasiliani, spagnoli, finlandesi e chiaramente Italiani. 


E' un'esperienza unica ed indimenticabile. Comporta tanti sacrifici ed offre tante soddisfazioni. Ho avuto conferma che nel mondo c'e' tanta gente di cuore, umile, sensibile, disponibile e simpatica. Questo mi fa guardare avanti senza pensare a chi la vita la vive solo sotto l'egida del potere, dei soldi, della fama e dell'egoismo. I pellegrini di Santiago? Gente umile, rispettosa quanto gli Spagnoli. Sempre pronti a darti una mano in caso di bisogno. Grazie Enzo e Mauro due navigatori da grandi viaggi. Con voi e' stato fantastico condividere questo sogno, lo portero' per sempre nel mio cuore”. Enzo Urana ha aggiunto: “6 giorni di percorsi impetuosi immersi nella natura selvaggia per un totale di 170km . Già alla prima tappa dall'Italia arrivano notizie che ti lasciano sorpreso e allibito, ti innervosisci, ma cammini e continui a camminare senza sosta , trovi la pace e il giusto equilibrio e pensi che questo ormai non ti tange, le cose importanti nella vita sono altre, a suo tempo verrà affrontato tutto. Durante il cammino l'unica cosa che ti viene spontanea di fare è quella guardare solo ed esclusivamente avanti, di questo ne fai tesoro e capisci che nella vita vale lo stesso guardare sempre avanti e mai voltarsi indietro. Della fatica e del sacrificio fare il tuo punto di forza, una forza che quando pensi stai per crollare ti tira su e ti fa percorrere i restanti kilometri. Degli sbagli farne tesoro,delle delusioni e del sacrificio farne punto di forza per risalire e ripartire. Paesaggi incantati, sembra che il tempo si sia fermato, emozioni uniche ,tutto impresso nella mente, da tener ben custodite in un posto speciale dentro di noi, trovi una pace interiore che ormai non sentivi più avere, hai paura che la normalità dell vita quotidiana la faccia nuovamente andar via. Dai importanza a quello che hai, incontri gente da provenienti da tutte le parti de mondo, capisci quanto sei fortunato a vivere la vita che hai sempre sognato...... Una vita tranquilla ,immerso nella natura, circondato da persone che ti amano , è un sogno amici miei è un sogno per davvero. "La felicità non è reale se non è condivisa" Parole sante amico mio. Se non sei circondato da amore hai una vita vuota”. Mauro Labriola ha concluso il suo commento su questa avventura: “Dopo aver percorso circa 170 km del cammino, da O Cebrairo a Santiago, ci sono molti ricordi che rimangono dentro. Però il mio ringraziamento va a tutta la gente che abbiamo incontrato durante il percorso. Gente di tutto il mondo che con un filo di voce ci salutava con un semplice "buen camino". Abbiamo visto posti bellissimi come se il tempo si fosse fermato e la gente spagnola veramente gentilissima con noi. Ogni mattina ti alzavi e partivi sapendo che ti aspettava una nuova avventura. Un grazie va a i miei amici d'avventura Enzo Urana e Nino Arlotto per questa bellissima esperienza!”. 

Lorenzo Zolfo

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