giovedì 6 luglio 2017

Potenza. PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI SERENA CARRANO

Il Circolo Silvio Spaventa Filippi organizza domani alle 18.30 a Potenza nel Ridotto del Teatro Stabile la presentazione del volume di Serena Carrano "Un fiore di bellezza tra i briganti. Maria Rosa Marinelli" Erreci Edizioni. L'iniziativa è inserita nel cartellone di eventi "Estate in Città 2017" promosso dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Potenza. Interverranno: Santino Bonsera, Presidente del Circolo Silvio Spaventa Filippi e curatore dell'introduzione al libro; Nicola Lisanti, storico e giornalista; Angela Maria Salvatore, Direttore della Rivista Leukanikà e responsabile della comunicazione del Circolo e del Premio Letterario
Basilicata.
Sarà presente l'autrice. Serena Carrano, laureata in scienze dell'educazione, è coordinatrice di una cooperativa sociale. Ha all'attivo svariate ricerche sulla presenza dei Punjabi in Val d'Agri, ed è in corso di pubblicazione un testo sugli insediamenti Sikkim in Val d'Agri. La protagonista dell'opera di Carrano è Maria Rosa Marinelli, affascinante diciottenne di Acquatiepida un villaggio nei pressi di Marsico Nuovo, che per un triennio fece parte di una delle più feroci bande brigantesche della Lucania postunitaria: la banda di Angeloantonio Masini e di suo cugino Nicola. Maria Rosa Marinelli, la brigantessa dal cuore tenero e dallo sguardo deciso, nel libro è descritta come "un fiore di bellezza" da Enrico Rossi Pani, consigliere di prefettura che la conobbe durante il processo al Tribunale di Guerra di Potenza. Il libro di Serena Carrano è il frutto di un approfondito lavoro di ricerca d'archivio che mira a recuperare aspetti marginali della storiografia tradizionale sul brigantaggio. Pochi e fugaci, infatti, sono i ragguagli biografici sulle brigantesse che, nella maggior parte dei casi, ricoprivano all'interno delle bande ruoli maschili, e negli scontri non erano meno efferate degli uomini. Le vicende e le figure descritte nel saggio di Serena Carrano sono lontane da tesi precostituite e non concedono spazio all'enfasi femminista, ma rispondono a una precisa esigenza di ricostruire uno spaccato di storia del Mezzogiorno e della Basilicata sulla base di specifici documenti. In appendice al libro, infatti, è presente la "difesa innanzi il Tribunale di Guerra di Potenza del Sottotenente Antonio Polistina."

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