E' Guerra per l"oro" degli agricoltori e i pastori lucani.


Scarto di produzione dei produttori cerealicoli, consente guadagni facili ma significativi. È la paglia, risorsa economica e appetibile per i raccoglitori in quanto fortemente ricercata dal mercato sia per l’utilizzo nei sistemi di produzione di materiali isolanti sia per gli allevamenti e l’impiego nelle centrali termoelettriche a biomasse. È stata l’egemonia su questa fetta di mercato il motivo del “violento scontro” tra le famiglie di agricoltori-pastori Parrini e Delli Gatti di Melfi, in provincia di Potenza. Una “rapida escalation di violenza” secondo le forze dell’ordine e che, a seguito delle indagini della Procura di Potenza condotte dalla Polizia di stato, ha portato all’esecuzione di quattro misure cautelari personali disposte dal gip del Tribunale di Potenza. Sono finiti agli arresti domiciliari Daniel Parrini e Antonino Delli Gatti - rispettivamente classe 1987 e classe 1996 – insieme a Francesco Parrini e Lorenzo Delli Gatti, classe 1959 e classe 1980.Per questi ultimi il gip ha disposto anche il braccialetto elettronico. L’ordinanza cautelare rappresenta l’epilogo di una complessa attività d’indagine condotta dalla sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Potenza e della squadra di Polizia giudiziaria del commissariato di Melfi, che ha consentito di rintracciare una “pluralità di condotte estorsive, azioni intimidatorie e di ritorsione”, compiute anche attraverso l’utilizzo di armi da fuoco, da parte degli agricoltori e pastori impegnati nella raccolta, nell’imballaggio e nella commercializzazione della paglia nei territori della zona del “Basso-Melfese” e “Alto Bradano”. Si tratta di zone a forte vocazione cerealicola e, di conseguenza, a elevata produzione di paglia. Da quanto emerso dalle indagini, i membri della famiglia Delli Gatti avrebbero minacciato più volte, anche muniti di arma da fuoco, Francesco Parrini e i suoi figli affinché smettessero di raccogliere la paglia in quei territori. Di fronte a un loro rifiuto, sarebbero passati alle aggressioni fisiche, in particolare nei confronti di Daniel Perrini, che avrebbe riportato anche delle lesioni. A quel punto si sarebbe scatenata una vera e propria “guerra” tra famiglie rivali, che vede anche i Parrini passare alle minacce con comuni armi da sparo “detenute illegalmente” e sequestrate durante le attività di perquisizione insieme alle banconote contraffatte ritrovate nell’abitazione di Lorenzo Delli Gatti.

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