Diga di Monte Cotugno: parte di uno schema idrico interregionale strategico


Nota di Francesco Pietrantuono - Assessore Ambiente ed Energia Regione Basilicata 

La Diga di Monte Cotugno, sul fiume Sinni in agro di Senise, è stata costruita tra il maggio 1972 e marzo del 1983; l’esercizio sperimentale è iniziato nel luglio del 1983. La diga è del tipo omogeneo realizzata con ghiaie e sabbie, con il paramento di monte rivestito in conglomerato bituminoso per la tenuta idraulica. Il bacino imbrifero sotteso alla sezione di sbarramento è pari a 804,00 kmq; esso comprende una vasta estensione, che va dalla stretta di Masseria Nicodemo (Alto Sinni), ove è ubicato il serbatoio omonimo dell’ENEL, fino alla stretta di M. Cotugno (circa 40 Km più a valle ). La diga di Monte Cotugno è gestita da EIPLI e alimenta uno schema interregionale strategico ed importantissimo in termini di volumi erogati che comprende la Basilicata e la Puglia, le cui utenze sono di carattere irriguo, industriale e potabile. Infatti, a mezzo di una condotta lunga 145 km, del diametro di 3 m e con una portata massima di 12 mc/s, l’acqua raggiunge la Puglia, alimentando nel tragitto tutte le utenze irrigue della fascia ionica, ricomprese nel Consorzio di Bonifica delle Basilicata. La gestione dell’acqua è regolamentata dall’ ”Accordo di Programma Quadro per la gestione condivisa delle risorse idriche”, sottoscritto a giugno 2016 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla Regione Basilicata e dalla Regione Puglia che ha sostituito il precedente Accordo del 1999. Attualmente la Diga di M. Cotugno presenta una forte limitazione della quota d’invaso a 240,00 m s.l.m. cui corrisponde un volume utile di 271 Mm3 rispetto alla capacità d’invaso massima di 530 Mm3 (q.ta 255,80 m s.l.m.) e al volume utile di regolazione di 433 Mm3 (q.ta 252,00 m s.l.m.). Tale limitazione è stata imposta dall’Ufficio Tecnico per le Dighe di Napoli in seguito a delle prescrizioni relative a lavorazioni da eseguirsi sul corpo diga, quali il completamento del ripristino dell’impermeabilizzazione del paramento di monte oltre all’efficientamento di alcuni impianti ed organi di manovra.

Importanza dell’intervento 
Gli interventi programmati permetteranno di ripristinare totalmente la capacità d’invaso della diga consentendo l’accumulo e l’erogazione di volumi di acqua notevolmente maggiori, scongiurando il sempre più pressante problema di crisi idriche e garantendo una gestione più efficiente ed efficace dell’acqua. L’importo totale dell’operazione è di € 2.300.000,00 riguarda essenzialmente il completamento del manto del paramento di monte, l’esecuzione di opere di messa in sicurezza dell’invaso e di sistemazione dei versanti

Gli interventi 
Al fine di ripristinare la capacità d’invaso del serbatoio sono in corso di esecuzione gli interventi di rifacimento del manto in conglomerato bituminoso sul paramento di monte della diga (1° Stralcio) che riguardano la fascia interessata dalle variazioni stagionali del livello d’invaso, maggiormente esposta agli agenti atmosferici e all’irraggiamento solare, che negli anni ha subito un maggior degrado dello strato superficiale di tenuta, compresa tra le quote 235.00 m s.l.m. e 252.00 m s.l.m., rispetto alla quota di coronamento pari a 258.00 m s.l.m.. Tale intervento è finanziato dalla Regione Basilicata (economie rinvenienti dall’opera “Ristrutturazione e telecontrollo dell’Adduttore Sinni” di cui alla Delibera CIPE 138/2002 per l’importo di € 4.530.184,48). Sono, inoltre, in corso di esecuzione presso la diga di M. Cotugno interventi impiantistici finalizzati al ripristino della funzionalità degli organi di scarico, dell’illuminazione nei cunicoli d’ispezione del corpo diga e della pubblica illuminazione sulla strada di coronamento. Tali interventi sono stati finanziati dal Ministero delle Politiche Agricole (MIPAAF). Il completamento del ripristino del manto fino alla quota di coronamento e la rifunzionalizzazione delle opere accessorie a corredo dell’invaso (Scarichi – casa di guardia – sponde e versanti) sono inseriti negli interventi ammessi a finanziamento dal Ministero delle Infr. e Trasporti (Delibera CIPE 54/2016) e dalla Regione Basilicata (DGR n. 881/2018 di cui alla procedura negoziata avviata con DGR 562/2017). Con DGR n. 751/2017 la Regione Basilicata ha finanziato, inoltre, nell’ambito dei fondi PO FESR-FSC 2014/2020 (Azione 6B.6.3.2), i lavori di rifunzionalizzazione della Traversa sul Torrente Sarmento. Questo intervento è stato ritenuto urgente e prioritario per garantire il vettoriamento delle acque verso l’invaso di M. Cotugno ed è stato, pertanto, stralciato dalla procedura negoziata avviata con DGR 562/2017. L’intervento è stato concluso ad Aprile 2018 ed attualmente la traversa permette la derivazione delle acque verso la Diga di Senise a mezzo del canale in c.a., anch’esso oggetto di pulizia, e della galleria i cui lavori sono stati conclusi a Marzo dello stesso anno. Infine, un ulteriore intervento ammesso a finanziamento con DGR 881/2018, relativo al completamento dei lavori sulla Traversa del Sarmento, prevede il ripristino strutturale delle opere in c.a. e la sistemazione dell’alveo a monte della traversa al fine di completare la rifunzionalizzazione dell’intera traversa e garantire, quindi, la massima capacità di vettoriamento, stimata in 80 Mm3 /anno, verso la diga di M. Cotugno. Infine, è opportuno ricordare, tra le opere che completano lo Schema Jonico – Sinni gestite dall’EIPLI, le Traverse sul Torrente Sauro e sul Fiume Agri che, a mezzo di canali con funzionamento a pelo libero, assicurano la derivazione delle acque verso la diga di Monte Cotugno. A tal riguardo, è importante evidenziare che i lavori di completa ricostruzione della traversa sul Torrente Sauro finalizzati al ripristino della funzionalità idraulica dell’opera saranno consegnati a breve e sono stati finanziati dalla Regione Puglia. Una volta completata la ristrutturazione della Traversa sul T. Sauro, si stima che il volume destinato all’invaso di Monte Cotugno a mezzo della galleria che raccoglie le acque provenienti dal Sauro e dall’Agri sarà di 60 - 80 Mm3 /anno

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