LAGOPESOLE – Si è tenuto un importante appuntamento di riflessione e approfondimento culturale dedicato alla figura e al pensiero di Giustino Fortunato, intellettuale e politico meridionalista tra i più lucidi della storia italiana. L’evento, promosso dal Centro Studi Leone XIII di Rionero in Vulture — fondato e presieduto da Pasquale Tucciariello — ha offerto un'attenta analisi sull'attualità del meridionalismo fortunatiano, tracciandone i contorni storici, le sfide odierne e le prospettive future per il Mezzogiorno.
L'iniziativa si è inserita nel solco delle attività culturali che l'associazione porta avanti da anni per valorizzare le radici storiche, economiche e sociali della Basilicata e del Sud Italia, ponendo al centro il dovere della memoria e la geografia dello sviluppo.
I Temi e l'Attualità del Pensiero di Giustino Fortunato
La figura di Giustino Fortunato continua a rappresentare un faro imprescindibile per comprendere i divari strutturali del Paese e le potenzialità ingesse di riscatto delle aree interne e del Mezzogiorno. Durante gli interventi, i relatori si sono confrontati su come la "profezia" fortunatiana — basata sulla centralità dell'agricoltura, sulla necessità di infrastrutture adeguate, sulla riforma dello Stato e sulla valorizzazione delle risorse locali — mantenga una straordinaria validità anche nell'era contemporanea.
I contributi hanno spaziato tra:
- Il dovere della memoria: la riscoperta degli scritti e dell'azione politica di Fortunato come antidoto all'oblio e strumento di crescita civile per le nuove generazioni.
- Ieri e Oggi: il confronto tra i problemi sollevati all'indomani dell'Unità d'Italia e le attuali problematiche legate allo spopolamento delle aree interne, alla fuga dei cervelli e alle disuguaglianze territoriali.
- Domani: le linee guida e le prospettive di sviluppo sostenibile per un Sud che non deve più solo subire le dinamiche dello sviluppo nazionale, ma porsi come motore propositivo nel panorama mediterraneo ed europeo.
L'evento ha confermato la vitalità del dibattito culturale e la necessità di continuare a investire sulla conoscenza e sulla valorizzazione identitaria dei territori.
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