Le polemiche durante la cerimonia di consegna dei David di Donatello precedono di qualche giorno l’inizio di un’edizione del Festival di Cannes senza alcuna opera né artista italiani in concorso. Le due cose sono ovviamente collegate, ma la crisi del cinema italiano nasce da lontano e sarebbe miope addossarne tutte le colpe all’attuale governo. Certo il mancato finanziamento del docu-film su Giulio Regeni, che ha scatenato l’ennesima resa dei conti in seno al Consiglio dei Ministri, grida vendetta, ma di scelte a dire poco scandalose nell’assegnazione dei fondi pubblici per lo spettacolo non se contano in tutte le legislature, di ogni colore e composizione. Chiacchiere a parte i fatti sono innegabili. Dopo il Covid il settore dell’audiovisivo, già in crisi da tempo appunto, è franato del tutto e proprio laddove risiedono le sue fondamenta, vale a dire nelle piccole e medie produzioni che da sempre costituiscono la vera fonte di sostentamento per i professionisti del settore, i qu...