L’idea e l’intera architettura organizzativa della manifestazione portano la firma del Presidente Francesco Pio Paolino, il quale ha voluto trasformare l'I.I.S. "G. Fortunato" di Rionero in un laboratorio pulsante di cittadinanza attiva.
Grazie alla determinazione di Paolino e al lavoro sinergico dell'Associazione, l'evento è riuscito a coniugare l'eccellenza atletica con la missione educativa, creando un ponte solido tra istituzioni scolastiche e territorio.
Questa intuizione ha permesso di trasformare il perimetro scolastico in un'arena di valori, dove il movimento diventa lo strumento principale per abbattere le barriere sociali e promuovere un benessere collettivo e inclusivo.Si è chiusa tra gli applausi la prima edizione del
"Villaggio Olimpico Scolastico", l'evento che nelle giornate del 26 e 27 febbraio
2026 ha trasformato l'Istituto di Istruzione Superiore "G. Fortunato" in un vibrante
laboratorio di cittadinanza attiva e sport.
Uno dei momenti più suggestivi e
carichi di significato è stato il bellissimo corteo che ha visto sfilare, in un clima
di festa e unione, gli studenti del "Fortunato" insieme agli alunni dell'I.C.
"Granata" e dell'I.C. "Preziuso", creando un legame intergenerazionale sotto il
segno dei cinque cerchi.
A guidare la parata è stata la torcia olimpica, simbolo
di speranza e continuità, passata con solennità dagli studenti nelle mani del
campione paralimpico Nicky Russo, in un gesto che ha incarnato perfettamente
il valore dell'inclusione.
Fondamentale è stato anche il coinvolgimento
dell'AIRC, che ha permesso di unire il valore della pratica sportiva alla cultura
della prevenzione e alla solidarietà verso la ricerca scientifica, ribadendo che lo
sport è salute a 360 gradi.
La manifestazione, arricchita dalla prestigiosa presenza
di atleti plurimedagliati a livello nazionale ed europeo, ha saputo tradurre in
realtà il motto Citius, Altius, Fortius – Communiter, dimostrando che la vera sfida
non è solo superare il limite individuale, ma crescere insieme nella condivisione
e nella solidarietà.
Attraverso un percorso interdisciplinare che ha unito pratica
motoria, riflessione sul benessere e confronto con esperti, i giovani partecipanti
hanno vissuto un’esperienza educativa integrata, capace di contrastare la
sedentarietà e la fragilità relazionale dei nostri tempi.
Particolare risonanza ha
avuto il richiamo ai valori del movimento paralimpico, trasformando il concetto
di limite in quello di possibilità e celebrando la diversità come talento collettivo.
In queste due giornate, Rionero ha scelto di rilanciare il messaggio più autentico
dell'Olimpismo di Pierre de Coubertin: lo sport come strumento di educazione
morale prima ancora che competizione agonistica.
Il gran finale ha visto lo
spegnimento del braciere olimpico affidato alla Coordinatrice Regionale di
Educazione Motoria, Fisica e Sportiva, Giovannina Molinari, a suggello di un
evento che ha rafforzato il dialogo tra scuola e territorio, consolidando un senso
di appartenenza che va ben oltre il perimetro scolastico.
Il successo di questa
iniziativa risiede proprio nella capacità di aver creato un ponte solido verso una
società più inclusiva, dove il premio più importante non è stato il podio, ma la
riscoperta della bellezza di camminare e correre l'uno accanto all'altro.


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