FILOLOGIA E STORIA DEL CANTO DEGLI ITALIANI
Interessante e molto partecipata è stata la presentazione del libro "L’Italia s’ desta” L’inno di
Mameli: un canto di pace di Massimo Castoldi (Donzelli editore,2024) organizzata da
Associazione “Francesco Saverio Nitti”, con il patrocinio del comune di Melfi, tenutasi presso
l’auditorium del centro culturale Nitti.
L’evento si è aperto con il canto degli italiani eseguito con la tromba dal giovane Alessandro Di
Croce, studente della classe 3 C dell’Istituto Comprensivo “Berardi-Nitti”, e cantato dal folto
pubblico presente tra i quali l’assessore comunale alle Politiche Sociali Luigi Spera, i
rappresentanti delle Forze dell’ordine e delle associazioni d’arma.
Il direttore di Associazione Nitti Gianluca Tartaglia, introducendo l’evento, ha ricordato
l’imminente giornata dell’Unità d’Italia, dell’Inno, della Bandiera e della Costituzione.
“Una
ricorrenza importante, che bisognerebbe vivere con partecipazione ideale ed emotiva oltre che
con orgoglio nazionale, che abbiamo voluto celebrare con la presentazione di un libro che ci
permette di fare chiarezza, sia dal punto di vista storico sia da quello filologico, sul nostro inno
nazionale”.
Il compito di animare il dialogo con l’autore è toccato alla giornalista Grazia Napoli che ha
sottolineato come il libro scritto da Massimo Castoldi sia “un testo frutto di ricerca rigorosa e
studio delle fonti, a cominciare dai manoscritti autografi di Goffredo Mameli, che aiuta a capire
l’origine, la diffusione e l’affermazione del nostro inno, nato a Genova nel 1847 dalla penna di
un ventenne, poeta colto, intriso dei valori patriottici e rivoluzionari di chi credeva – con Mazzini
– nella possibilità di un’Italia unita e repubblicana.
Uno studio filologico, storico e filosofico in
cui, attraverso l’analisi dei versi risorgimentali, si racconta la nostra storia frammentata, che si
credeva potesse trovare l’Unità nella ‘fratellanza’, nella solidarietà, nel comune sentire, nelle
radici della classicità.
Un testo quello di Massimo Castoldi che è anche divulgazione, senza mai
derogare dal rigore scientifico, che è continuo rimando a documenti custoditi in archivi e musei”.
Le numerose domande del pubblico, che hanno caratterizzato il dibattito finale, hanno concluso
l’incontro culturale che ha riscosso l’apprezzamento sia dei presenti sia dell’autore del libro.
“Ringrazio l'Associazione “Francesco Saverio Nitti” e in particolare Gianluca Tartaglia e Grazia
Napoli per l'invito, l'organizzazione e l'ottima gestione dell'evento – ha dichiarato Massimo
Castoldi-.
Sono rimasto felicemente sorpreso non solo dalla presenza di un pubblico numeroso,
ma anche e soprattutto dalla partecipata attenzione e dalle domande del dibattito tutte
pertinenti.
Abbiamo così potuto discutere dei valori e dell'attualità dell'esperienza
risorgimentale, che l'inno rappresenta, in rapporto coi principi fondativi della nostra Carta
costituzionale. Raramente ho visto un pubblico così eterogeneo per età anagrafica, motivazioni
e ragioni.
Un grazie particolare dunque alle associazioni d’arma e al giovane Alessandro Di Croce
che ha mirabilmente suonato alla tromba le note di Novaro”.




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