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Una tragedia improvvisa ha sconvolto la comunità di Castelluccio dei Sauri: Alessio, un bambino di soli 10 anni, è deceduto dopo una fatale caduta mentre giocava in piazza. Il piccolo sarebbe scivolato battendo violentemente il capo; nonostante il disperato tentativo di rianimazione da parte di un medico presente sul posto e il successivo intervento del 118, per lui non c'è stato nulla da fare.
L'intero paese si è fermato in segno di lutto, stringendosi attorno alla famiglia di origine albanese. La scomparsa di Alessio è stata definita dalle istituzioni locali come una ferita profonda per ogni cittadino, un dolore immenso che ha lasciato l'intera comunità sgomenta e priva di parole di fronte a una giovane vita spezzata così tragicamente. La Procura della Repubblica di Matera ha disposto il sequestro preventivo del complesso residenziale in costruzione nell'area dell'ex Hotel Palace in Piazza Bianco. L'operazione, eseguita dalla Guardia di Finanza, scaturisce da un'indagine che vede coinvolte cinque persone (tra committenti, progettisti e costruttori) per presunti reati edilizi legati all'esecuzione di lavori in totale difformità o in assenza di validi titoli abilitativi.
Gli accertamenti tecnici hanno rilevato macroscopiche violazioni dei parametri urbanistici: l'edificio presenta infatti 12 piani anziché i 10 consentiti, un'altezza di 38,40 metri rispetto al limite di 36 metri e una superficie lorda eccedente di oltre 3.000 mq rispetto a quella autorizzata. Il provvedimento si è reso necessario per evitare il completamento dell'opera e il conseguente aggravamento del carico urbanistico e dei servizi cittadini. Attualmente il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e vige per tutti gli indagati la presunzione di innocenza.
Il 3 marzo 1944 la Basilicata si fermò nel cuore della galleria "Delle Armi", presso Balvano, teatro della più grande tragedia ferroviaria d'Europa. In un'Italia devastata dalla guerra, il treno merci 8017, carico di oltre seicento persone in cerca di cibo e speranza, rimase intrappolato nel tunnel.
A causa del carbone di scarsa qualità e dell'umidità, le locomotive stallarono, sprigionando monossido di carbonio. Il gas invisibile uccise nel sonno oltre 500 passeggeri, colpevoli solo di tentare la sopravvivenza in tempi di estrema miseria. Per anni dimenticata dai libri di storia, questa strage resta oggi una ferita aperta e un simbolo del sacrificio del popolo lucano e meridionale. Ricordare Balvano significa onorare chi, tra le macerie del conflitto, perse la vita inseguendo un pezzo di pane.
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