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Comunicato Federconsumatori: Sovraindebitamento

 

FEDERAZIONE PROVINCIALE Via del Gallitello 163 85100 Potenza 

Cos’è il sovraindebitamento e come fronteggiarlo? Sempre più famiglie sono costrette ad affidarsi a banche e finanziarie, sostenendo oneri eccessivi e spesso sconosciuti, dall’altro verso società di recupero crediti corrono dietro al consumatore con fare “quasi” persecutorio. 

Un fenomeno, quello del sovraindebitamento, che sta crescendo chiamando in causa la necessità di rivedere i rapporti fra consumatori, banche, finanziarie e società di recupero crediti. Situazioni molto diversificate fra loro vedono numerosi utenti impegnati ad estinguere debiti di varia natura: dal consumatore che si rivolge alla finanziaria per pagare il conguaglio di una bolletta, al lavoratore dipendente cui la cessione del quinto si porta via quasi l’intera busta paga, lasciando poche centinaia di euro per sopravvivere, fino a chi arriva addirittura a chiedere aiuto per aver attivato più di dieci linee di credito. Sono questi i problemi delle famiglie che si ritrovano in una situazione di sovraindebitamento, tema affrontato il 24 luglio scorso nell’incontro “Sdebitiamoci”, organizzato a Roma da Federconsumatori e dall’Ambulatorio Antiusura per “provare a risolvere alcuni problemi fra banche, finanziarie, società di recupero crediti e consumatori”- come ha detto in apertura Sergio Veroli, vicepresidente Federconsumatori. Durante il convegno si sono riferiti dati importanti: nel 2000 in Italia c’erano 190 mila famiglie sovra indebitate: pari allo 0,9%; nel 2012 sono diventate 1 milione 200 mila: pari a circa il 5% del totale. Tutto questo in un contesto che non promette bene: i redditi non aumentano, la disoccupazione sale, i costi dei servizi sono in costante rincaro e volano più dell’inflazione. Nel rapporto con banche e finanziarie, l’asimmetria del consumatore è sempre più evidente e ciò riguarda sia le informazioni che ha a disposizione che il suo potere contrattuale. Un esempio di riequilibrio nei rapporti è venuto recentemente dal Tribunale di Catania, che ha omologato un piano del consumatore nel quale una famiglia che era stata affidata a sette finanziarie e due banche è stata letteralmente “liberata” da una parte consistente dei debiti contratti. “Altro problema da sviscerare – ha detto Veroli – riguarda gli oneri eccessivi che si pagano: spesso gli indebitati non conoscono il tasso di interesse delle proprie carte revolving o della cessione del quinto. Il terzo aspetto riguarda la persecuzione attuata da alcune società di recupero crediti”. Per Veroli non basta l’approvazione di un codice di condotta con le società di recupero crediti: bisogna chiamare in causa la “corresponsabilità” di banche e finanziarie nel momento in cui si affidano a una società di recupero crediti. “Dal 2009 – ha aggiunto Veroli – c’è l’Arbitro Bancario Finanziario che è importante e funziona. Ci aspettiamo però che la Banca d’Italia non intervenga solo ex post, ma che lo faccia a monte dei problemi”. L’Ambulatorio Antiusura (che gestisce circa mille utenti l’anno) ha denunciato delle vere e proprie modalità vessatorie esercitate da alcune società di recupero crediti nei confronti dei debitori, per mezzo di telefonate ossessive anche nei giorni festivi, presentazione alla porta di casa di personale che si qualifica come “esattore” e simula una telefonata col giudice. Chi si ritrova in questo “girone infernale” rischia di impazzire. Ciò evidenzia sempre più la necessità di promuovere un uso responsabile del denaro e di una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori stessi. Ma “un recupero corretto è anche un modo per garantire un recupero più efficace”, ha detto Luigi Ciatti, presidente dell’Ambulatorio Antiusura, sottolineando ancora una volta l’espansione del fenomeno. Nel 2013 c’è stato un aumento del 20% delle richieste di aiuto arrivate all’Ambulatorio, su una tendenza già in crescita nel 2012 che tenderà a perdurare anche quest’anno. Negli anni di attività dell’Ambulatorio è inoltre cambiata l’utenza assistita: prima si trattava soprattutto di imprenditori, artigiani, commercianti, ora “il sovraindebitamento riguarda per più del cinquanta per cento le famiglie”, i lavoratori dipendenti e i pensionati. “Bisogna fra l’altro considerare che il problema di maggiore compromissione deriva dall’eccesso di credito che viene erogato – aggiunge Ciatti – ci sono persone che arrivano con dodici linee di credito”. Il confronto internazionale vede l’Italia in una situazione di minore indebitamento rispetto ad altri paesi. I numeri dati da Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo Assofin (Associazione italiana del credito al consumo e immobiliare) dicono che sul piano internazionale l’indebitamento dei privati a livello procapite è pari a circa 70 mila euro in Svizzera contro i circa 10/11 mila euro in Italia e che il peso medio delle rate rispetto al reddito delle famiglie è del 9,2%, in flessione negli ultimi anni. Piano Mortari ha ricordato le iniziative attuate per affrontare il problema del sovra indebitamento; fra le principali sono state menzionate: la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con Unirec (Unione nazionale imprese a tutela del credito) sulle condizioni generali di contratto e di un codice deontologico che le associate si impegnano ad adottare, il progetto Monitorata che intende dare la possibilità di valutare preventivamente la sostenibilità dell’impegno finanziario che si vuole attivare, il progetto “cosa fare in caso di difficoltà” per rivedere determinati piani di rimborso, il sostegno all’iniziativa legislativa per l’introduzione della disciplina sulla procedura di composizione delle crisi da sovraindebitamento. Inoltre il direttore operativo Assofin, ha mostrato evidente disponibilità rispetto all’ipotesi di sottoscrivere un codice di condotta che impegna ad affidarsi solo a società di recupero crediti che seguano determinate linee guida. Un’esperienza di dialogo con le associazioni di consumatori è quella che viene da Unire, che dialoga con le associazioni dal 2004 e che a maggio ha lanciato il Forum Unirec-Consumatori (insieme ad Adiconsum, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino). “Le finalità del Forum – ha spiegato il presidente Unirec, Gianni Amprino – sono varie e comprendono la realizzazione di un codice comportamentale, l’attivazione di strumenti di conciliazione fra consumatori e imprese del recupero crediti, il monitoraggio del rapporto, delle attese e della soddisfazione dei consumatori nei confronti dei servizi di recupero crediti, la possibilità di consentire scelte consapevoli da parte dei consumatori e quella di definire regole certe per gli operatori. L’intento finale è dunque quello di promuovere azioni di collaborazione con le imprese titolari del credito, le loro associazioni e le authority e se l’associato non rispetta questo Codice lo cacciamo” – ha concluso Amprino. Con i primi piani del consumatore si stanno muovendo i primi passi verso un nuovo modo di pensare il credito.

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