Da questo fine settimana si avvierà ufficialmente la
stagione dei saldi estivi per il 2014.
Sarà
una occasione per poter acquistare qualche capo di vestiario a basso costo,
alla luce del difficile contesto di crisi economica che stiamo ancora vivendo.
I commercianti della regione Basilicata applicheranno lo sconto alla loro merce
dal 2 luglio prossimo. Cosa fare per spendere in modo sicuro, facendo
attenzione a potenziali truffe e raggiri? Ve lo spiega il “decalogo del consumatore”,
che rappresenta un esempio delle nuove disposizioni introdotte dal D.lgs n. 24
del 02/02/2002 circa la disciplina della vendita dei beni di consumo. Si
raccomanda anzitutto di controllare il prezzo dei capi da acquistare prima dell’inizio degli sconti, magari può essere utile “immortalarlo” con una foto per capire se
veramente c’è stato un abbassamento del prezzo rispetto a quello iniziale.
Ecco
dieci preziose regole per fare buoni affari pubblicate dalla Federconsumatori
Nazionale :
1) Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non
si possono sostituire. Il
negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che
i capi in saldo non si possono cambiare. Inoltre il D.lgs n. 114/1998 ha
stabilito che il consumatore deve denunciare al venditore il difetto di
conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il
difetto.
2)
Le vendite devono essere
realmente di fine stagione: la
merce posta in vendita sotto la voce
“Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non
fondi di magazzino. Infatti, l’art. 15 del D.lgs n. 114/1998 stabilisce che “le
vendite di fine stagione riguardano i prodotti, di carattere stagionale o di
moda, suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono venduti entro un
certo periodo di tempo”. Gli articoli vecchi non stanno “rischiando” un forte
deprezzamento, perché sono ormai andati fuori moda e dunque sono già
deprezzati. Diffidate degli sconti superiori al 50%: spesso nascondono merce
non proprio nuova.
3)
Servitevi preferibilmente nei
negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la
qualità, in modo da
poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.
4)
Diffidate delle vetrine
coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. Non fatevi abbagliare dei marchi molto simili a
quelli noti. Verificate che il prodotto offerto in vetrina sia lo stesso che vi
verrà presentato in negozio. La merce “vecchia” offerta in saldo deve essere
separata dalla nuova.
5)
Pubblicità. Ricordate che sulla
merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo,
quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato; il prezzo deve
essere inoltre esposto “in modo chiaro e ben leggibile” (Dlg n. 114/98). I
messaggi pubblicitari devono essere presentati in modo non ingannevole per il
consumatore.
6) Prova dei capi: non c’è l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati e non provati. Controllare attentamente l’etichetta e la taglia.
7) Consigli per gli acquisti. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti, ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Meglio se avete tenuto d’occhio un capo e/o una merce, annotando il vecchio prezzo.
8) Negozi. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce “vecchia” offerta in saldo deve comunque essere separata dalla “nuova”.
9)
Pagamenti. Nei negozi che
espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il
commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i
saldi.
10) Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi all’Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili Urbani.
Una
piccola riflessione di chiusura: nel “libero
mercato” ha ancora senso parlare di distinzione fra vendita promozionale e
saldo? Non sarebbe più opportuno incentivare i consumi apportando delle
modifiche alla legislazione vigente, così da permettere al consumatore di poter
giovare di un risparmio quotidiano?

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