Il Decreto Sblocca Italia ha ricevuto la fiducia in Senato.
Le considerazioni sul voto di fiducia sono sicuramente negative ma quello che è
opportuno approfondire sono le conseguenze per il territorio.
Con l’art 35 il Governo parla di misure urgenti per gli
impianti di recupero di energia e di trattamento dei rifiuti.
In effetti, i termovalorizzatori per il trattamento di
rifiuti urbani e speciali sono classificati come opere strategiche di preminente interesse
nazionale da ubicare, sul territorio, con decreto del Presidente del Consiglio
e su proposta del Ministro dell’Ambiente.
Stessa accelerazione è prevista per i gasdotti, i terminali di
riclassificazione e gli stoccaggi di gas naturale considerati tutti come opere
di pubblica utilità, indifferibili e urgenti.
Per questi impianti si prevede un’agevolazione
nell’iter
amministrativo delle autorizzazioni con la modifica dell’art. 52 del DPR
327/2001 che stabilisce che se i soggetti titolari o gestori di beni
demaniali
non inviano osservazioni contro, le opere s’intendono comunque
assentite definitivamente
e approvate con il decreto di autorizzazione alla costruzione.
Si configura così l’applicazione
del principio del silenzio-assenso che rende ancor più agevole lo svolgimento
dell’iter amministrativo delle società che potranno beneficiare della difficoltà
tecnica dei soggetti titolari o gestori di beni demaniali, di poter elaborare,
nell’esiguo periodo prescritto dal legislatore, deduzioni tecnicamente efficaci
per difendere il territorio.
Inoltre, con l’articolo art. 38 il
Governo ha introdotto, per le istanze di ricerca d’idrocarburi, il titolo
concessorio unico.
Il vincolo preordinato all’esproprio da applicare sui terreni
già durante la fase di ricerca di petrolio o gas può comprimere per un periodo
inaccettabile, il diritto di proprietà dei cittadini.
Nessuna possibilità di determinazione effettiva e concreta da
parte dei comuni e delle Regioni è prevista durante tutte le fasi dell’iter amministrativo
di autorizzazione senza considerare che qualora le opere di ricerca d’idrocarburi
comportino variazione degli strumenti
urbanistici, il rilascio dell'autorizzazione ha effetto di variante urbanistica
Per quanto concerne le trivelle in mare, si prende in
considerazione l’effetto della subsidenza solo se questa ha la grazia di
manifestarsi concretamente a termine del periodo di validità dell’autorizzazione
di ricerca del petrolio in mare.
Non dimentichiamo che il Governo ha scelto la decretazione d’urgenza
per consentire un intensivo sfruttamento del territorio.
Tuttavia, in passato il Governo ha incassato già una bocciatura
per incostituzionalità quando ha cercato di bypassare le autonomie locali.
In effetti, in merito al decreto legge 9 febbraio 2012
n.5-Disposizioni urgenti in materia di semplificazione di sviluppo, la Corte
Costituzionale con la sentenza n. 39 del 15 marzo 2013 ha dichiarato che l’assunzione di un atto unilaterale del
Governo non è possibile con sacrificio della sfera costituzionalmente
attribuita alla Regione.
Non dimentichiamo che l’art. 17 della Costituzione non è
stato riformato ed è ancora pienamente efficace e in vigore.
Inoltre, la Consulta ha precisato che il rilievo nazionale
degli interessi menzionati nella norma censurata non è da solo sufficiente a
rendere legittimo il superamento dei limiti della potestà legislativa dello
Stato e delle Regioni fissate dal riparto costituzionale delle competenze.
La Costituzione non consente che una situazione di necessità
possa legittimare lo Stato a esercitare funzioni legislative in modo da
sospendere le garanzie costituzionali di autonomia degli enti previste dall’art.
117 della Costituzione.
Considerando l’importanza di un così autorevole precedente
della Consulta, e a fronte dei gravi rischi ambientali e della volontà popolare,
chiaramente contro lo sfruttamento intensivo del territorio da parte delle
lobby del petrolio, le Regioni più direttamente colpite come Puglia,
Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Abruzzo, hanno il dovere di fare
ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge di conversione del decreto
Sblocca Italia.
Non c’è molto tempo per difendere la salute e l’ambiente.
Ogni indugio, al riguardo, è inammissibile.
Mediterraneo No triv

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