Incontro con ANCI BASILICATA
SONO
ALMENO TRE LE RAGIONI CHE ASSIEME AI COMUNI E ALL’ANCI LA CIA DI BASILICATA PROPONE DI RIVEDERE E FAR MODIFICARE IN
SEDE DI CONVERSIONE DEL DECRETO LEGGE 4/2015 DA PARTE DEL GOVERNO CENTRALE. All’incontro hanno preso parte Salvatore Adduce, presidente Anci,
una delegazione di sindaci delle due province e i componenti Della direzione
regionale Cia.
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IN
PRIMO LUOGO A PARERE DELLA CIA E’ NECESSARIO MODIFICARE ALCUNE PARTI DELLA
NORMATIVA in ragione del fatto che TALE
IMPOSTA NON RISPETTA I PRINCIPI FONDAMENTALI DEL CONTRIBUENTE : EQUITA’,
SOSTENIBILITA’ E PROGRESSIVITA’.
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INOLTRE
VI SONO ALMENO ALTRI DUE RILEVANTI ASPETTI VERSO I QUALI D’INTESA CON I COMUNI
E CON L’ANCI SI PROPONE DI MODIFICARE E RIVEDERE.
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primA questione
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riguarda
il riconoscimento dell’esenzione nei comuni parzialmente montani e della
riduzione del coefficiente di rivalutazione nei comuni di pianura al solo c.d. AGRICOLTORE PROFESSIONALE.
Intendendosi per agricoltore professionale la figura di cui all’art. 1
del d.lvo 99/2004, iscritto nella previdenza agricola INPS.
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La volontà del legislatore che ha voluto espressamente circoscrivere
solo a tale figura alcune esenzioni e agevolazioni di fatti limita a poco più
di 400.000 posizioni previdenziali esistenti in Italia e poco più di 8.000 in
Basilicata con la possibilità di estendere tali benefici ad una platea di
almeno il doppio 16.000/18.000.
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Appare estremamente limitativo
e in evidente contraddizione la decisione del legislatore avvalorata dalla nota
del Dipartimento Finanza del Ministero, di
restringere alle sole figure iscritti negli elenchi previdenziali INPS, in
particolare rispetto a decisioni assunte pochi mesi fa sempre dal governo
Italiano quanto è stato chiamato a definire con apposita norma la figura di
AGRICOLTORE ATTIVO per acceder ai benefici in materia di aiuti, integrazioni e
benefici a valere sui fondi strutturali UE ed in particolare sul FEASR, FESR,FSE
e fondo coesione.
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In questo caso la norma annovera
oltre 800.000 beneficiari e figure addette, quasi il doppio di quelle
attualmente riconosciute e che in Basilicata il dato in nostro possesso si
attesta con ulteriori 10.000 aziende potrebbero beneficiare dell’esenzione e
dell’agevolazione allocate nei 9 comuni parzialmente montani e nei 16 comuni
non montani di pianura.
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SECONDA QUESTIONE: che s’intendiamo sottoporre a modifica sempre
del DL 4/2105 riguarda l’interpretazione data dal legislatore circa i terreni
oggetto di concessione a AGRCOLTORI PROFESSIONALI.
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In questo caso nessuna
agevolazione o esenzione è riconosciuta se le due parti, concedente da un lato e
concessionario dall’altro non rivestono congiuntamente la figura di Agricoltore
professionale con iscrizione INPS.
A fronte di tale
interpretazione la CIA propone quanto segue.
Appare
del tutto evidente e assolutamente iniqua, oltre che contradditorio tassare il
bene concesso e utilizzato da
un Agricoltore professionale solo in ragione della proprietà.
A fronte di tale stato di cose la CIA propone di
riconsiderare l’impianto normativo riguardo le figure
e i soggetti che conducono e lavorano il terreno secondo il principio Europeo dell’AGRICOLTORE
ATTIVO, cosi come previsto dalla Conferenza STATO/REGIONI e contenuto
nel
decreto MIPAF 6513 del 18/11/2014 all’art. 3, in applicazione della regolamentazione comunitaria
1307/2013.
Secondo
la Cia tale modifiche al decreto 4/2015, produrrebbe:
a)
Un allineamento
delle nostre disposizioni normative agli indirizzi Europei.
b)
Pone le basi per un sistema impositivo più equo e
sostenibile e premiale per chi svolge attività e produce in Agricoltura.
c)
Fornirebbe un impulso alla mobilità fondiaria e un
diretto accrescimento sul versante del
dimensionamento fondiario delle singole aziende.
d)
Una più ampia e significativa crescita di SAU e di
territori preservati, manutentati e sottratti all’abbandono e al dissesto.

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