Con Angelo Raffaele
Dinardo scompare una figura passionale
non solo per la politica quanto per il mondo che forse amava di più: la scuola
e la cultura. Il ricordo personale, per le diverse situazioni sociali che
abbiamo condiviso, ci riconducono con la memoria al Pianeta Maratea, fine anni
’90,
dove si celebrava un congresso nazionale della Cisl-Scuola. Migliaia i partecipanti: Dinardo, in qualità di Presidente della Regione, prende la parola da grande affabulatore; parlò per un’ora e forse più, ma rimasero tutti attenti ad ascoltarlo e ad ammirare la sua immensa eloquenza, circostanziata e lucida da vecchio maestro e uomo di scuola. Alla fine della giornata, dovendo noi rientrare, chiedemmo se avessimo potuto usufruire di un “passaggio” per Potenza con l’auto regionale; e il Presidente, con la consueta aria serafica e sorridente, rispose immediatamente: “Certo, questa automobile mica è mia, è vostra!”
dove si celebrava un congresso nazionale della Cisl-Scuola. Migliaia i partecipanti: Dinardo, in qualità di Presidente della Regione, prende la parola da grande affabulatore; parlò per un’ora e forse più, ma rimasero tutti attenti ad ascoltarlo e ad ammirare la sua immensa eloquenza, circostanziata e lucida da vecchio maestro e uomo di scuola. Alla fine della giornata, dovendo noi rientrare, chiedemmo se avessimo potuto usufruire di un “passaggio” per Potenza con l’auto regionale; e il Presidente, con la consueta aria serafica e sorridente, rispose immediatamente: “Certo, questa automobile mica è mia, è vostra!”
Indimenticabile
quell’episodio, come pure un altro, da appassionato di cinema qual era (ha
fatto bene Destradis a ricordarlo nel suo editoriale) in una delle passate
Mostre di CineEtica a Rionero, in pieno inverno. Lo avevamo più volte invitato di persona ad
intervenire per la visione dei film d’autore che il CineClub “De Sica”
proponeva (e continua a fare). Ma gli impegni della sua intensa vita politica
gli impedivano puntualmente di seguire quella sua passione un po’ celata.
Eppure una fredda sera di inverno, prima della proiezione, lo vediamo arrivare
(nel suo inseparabile loden verde) davanti al cinema Vorrasi. Lo abbiamo accolto con sorrisi
e gentilezza come si fa con un padre (così ci piace ricordarlo da sempre). E
Dinardo ci confidò: “Presiedevo una lunga discussione in Consiglio, lunga che
non ne potevo più. Ad un certo punto mi sono alzato e ho detto agli astanti:
continuate pure, io me ne vado a Rionero a vedere un bel film che propone
Lostaglio”.
Sì, proprio così ci
disse. Poche altre volte abbiamo poi incrociato quel suo sorriso coinvolgente. Lo
ricorderemo sempre, con affetto.
Armando Lostaglio
CineClub “V. De Sica”

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