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DC: UNA BASILICATA A DOPPIA FACCIA, SPENDACCIONA E SPRECONA

"I conti in Basilicata non tornano: da una parte il report di Confcommercio sulla spesa pubblica considera la Basilicata per spesa pubblica, con una media di 3.163 euro pro-capite, tra quelle che “sperperano” di più; dall’altra Centro Studi Sociali e del Lavoro, Censis e Uil parlano di acqua, petrolio e foreste quali simboli del paradosso lucano fatto di risorse naturali che danno poco reddito, pochi consumi, pochi investimenti”.

E’ il commento di Giuseppe Potenza, segretario regionale della DC-Libertas Basilicata per il quale “siamo alla fotografia di una Basilicata a doppia faccia: spendacciona di soldi pubblici e sprecona di risorse proprie. Quindi la prima indicazione che dovrebbe diventare strategia politica regionale condivisa da tutti i soggetti politici e sociali è che la riduzione delle inefficienze e degli sprechi nelle Amministrazioni pubbliche, condizione necessaria per intraprendere un percorso di graduale, sicura e generalizzata riduzione del carico fiscale su famiglie e imprese, va di pari passo con la piena valorizzazione di quelli che il sindacato e i Centri Studi chiamano beni comuni (acqua, petrolio, foreste). E' forse tutto qui, senza voler schematizzare eccessivamente, il limite più vistoso e insostenibile della programmazione regionale. Per la spesa locale, in qualche misura soggetta a economie di scala (maggiore è la popolazione servita, minore è il costo pro capite), non si devono confondere gli sprechi con i tagli al welfare e ai servizi essenziali ma – aggiunge – togliere risorse a spese e settori improduttivi per riversarle al soddisfacimento dei bisogni primari di famiglie e cittadini. Penso alla macchina burocratica e ai costi della politica in primo luogo, dove oltre a quanto è stato già fatto (eliminazione dei vitalizi, ecc.) si può fare certamente di più. Del lavoro dei Centri Studi e della Uil ci piace, invece, il richiamo a Papa Francesco per il quale i beni comuni devono essere amministrati con ‘socialità’ “Chi ne possiede una parte è solo per amministrarla a beneficio di tutti. Se non lo facciamo, ci carichiamo sulla coscienza il peso di negare l'esistenza degli altri”. Gestione pubblica, gestione privata senza fini di lucro e autogestione possono, a diversi livelli, valorizzare i beni comuni in un quadro certo di diritti, di tutele, di responsabilità e di accountability democratica. Occorrono perciò, condividiamo l’analisi del sindacato, relazioni virtuose intorno ai ‘beni comuni’ lucani. Ci sono spunti di idee e proposte perché il Consiglio Regionale – dice Potenza – invece di cercare la rissosità e la polemica ad ogni costo lavori per mettere a profitto le risorse naturali uniche del nostro territorio a vantaggio del benessere sociale dei cittadini e riducendo le sacche di povertà diffusa”.

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