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Cambiamenti climatici, in viaggio verso Parigi COP21

Sempre più spesso l’Italia è colpita da fenomeni atmosferici più intensi, frequenti e localizzati, che ormai ogni anno provocano alluvioni, smottamenti e frane, e sono le conseguenze del riscaldamento globale in atto. Nel nostro Paese, tali precipitazioni mettono in pericolo la vita delle persone e sotto pressione un
territorio già in larga parte a rischio idrogeologico e reso vulnerabile dal crescente consumo di suolo e dagli errori di un’urbanizzazione senza regole. Solo a contare quanto accaduto in alcune città, sono circa 140 i principali fenomeni meteorologici che hanno provocato danni dal 2010 a oggi (consultabili sulla mappa di Legambiente del rischio climatico nelle città italiane). La Calabria è stata pesantemente colpita da un violento nubifragio ad agosto. A settembre la violenza delle precipitazioni e delle conseguenti alluvioni si abbatteva su Piacenza e il piacentino. A ottobre era allerta meteo di livello rosso in Sardegna, con Olbia e la Gallura. Nei giorni scorsi nel Beneventano ed in vaste aree della Campania ed a Taranto. L’intensità e l’andamento delle piogge, gli episodi di trombe d’aria e di ondate di calore stanno accelerando con il riscaldamento globale e assumendo caratteristiche in parte nuove. Le conseguenze di un ulteriore crescita della temperatura del pianeta, se non si riuscirà a contenerla almeno entro i due gradi centigradi, saranno molto rischiose. Per questo è imprescindibile ridurre le emissioni di gas serra e investire per la messa in sicurezza dei territori con l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi centigradi. Milioni di persone nel mondo stanno pagando le conseguenze di un sistema economico, di produzione, di consumi insostenibile e ingiusto che va radicalmente cambiato, per salvare il clima del Pianeta, per restituire dignità e speranza alle persone. La XXI Conferenza delle parti (Cop 21) aprirà i battenti il 30 novembre a Parigi per concludersi l’11 dicembre. È una conferenza organizzata dalla Convenzione quadro delle nazioni unite sui cambiamenti climatici (Unfccc), un trattato voluto dalla Conferenza sull’ambiente e sullo sviluppo delle Nazioni unite (Unced). Dopo oltre 20 anni di mediazioni quest’anno si intende formalizzare un accordo condiviso e accettato da tutte le nazioni che vi parteciperanno, Italia inclusa. Si dovrà definire il nuovo accordo internazionale sul clima. Una partita non scontata. I governi dovranno assumere impegni significativi per ridurre le emissioni di gas serra, attivare aiuti per le comunità e i territori maggiormente colpiti dall'effetto devastante dei mutamenti climatici, e, non ultimo, definire strategie e investimenti per uno sviluppo senza fonti fossili. Ci stiamo avventurando verso un surriscaldamento del Pianeta di 4°C con scenari apocalittici se non interverremo rapidamente. A Parigi ci saranno anche Usa e Cina, refrattari a ratificare il protocollo di Kyoto, ma che sembrano presentarsi in Francia con ritrovato spirito di collaborazione. In vista della conferenza di Parigi è nata la Coalizione italiana “Parigi 2015: mobilitiamoci per il clima” con l’auspicio che si possa aprire un percorso concreto e condiviso da tutti i Paesi, nel quadro di una responsabilità comune e differenziata in rapporto al contributo storicamente dato alle emissioni di CO2. Legambiente con la campagna "In marcia per il clima" vuole contribuire a mettere in moto il cambiamento stimolando cittadini, amministrazioni, piccole e medie imprese verso un modello di sviluppo differente, sostenibile, nel rispetto dei territori e delle comunità. Uno degli appuntamenti in vista della COP21 si terrà in piazza Prefettura a Potenza Sabato 24 Ottobre, alle ore 11.00 dove Legambiente attraverso un flash-mob cercherà di sensibilizzare la cittadinanza sulla questione climatica.

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