Celebrato a Rionero il giorno della Memoria delle vittime dell’Olocausto
di Michele Traficante
Settantuno anni non possono e non devono cancellare la memoria dell’orribile tragedia dell’Olocausto. Soprattutto le nuove generazioni devono sapere, conoscere e non dimenticare l'immenso dramma della deportazione e della strage di
milioni di cittadini di origine ebraica per opera delle forze
nazifasciste.
La scelta del 27 gennaio ricorda il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in
direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz) scoprendo il tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta
di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti
rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore della Shoah, il genocidio degli
Ebrei operato dai nazisti. Il 27 gennaio è detto anche “Giornata della Memoria”, cioè giornata
per commemorare le vittime del nazismo e del fascismo e onorare coloro che, a
rischio della propria vita. hanno protetto i perseguitati.
La “Giornata della Memoria” è una ricorrenza istituita con la legge n.
211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano aderendo la proposta
internazionale.
Infatti, in tale legge, fra l’altro, si afferma:
« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data
dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria",
al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi
razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno
subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in
campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a
rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
In occasione del "Giorno
della Memoria" di cui all'articolo 1, sono organizzate cerimonie,
iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione,
in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto
al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti
in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro
periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non
possano mai più accadere».

Ecco perché,
giustamente, anche in Italia per tale ricorrenza si promuovono e si organizzano
manifestazioni varie, soprattutto nelle scuole, per richiamare alla memoria
quei tragici eventi e trarre da essi la forza e la determinazione perché non si
ripetano mai più. E’ opportuno, pertanto, far rivivere quei tragici eventi con
l’uso di documenti inoppugnabili, immagini e documentari che ne presentino gli
aspetti più disumani. Ma quale testimonianza più credibile di quella dei
sopravvissuti ai lager e ai campi di sterminio nazisti? Anche se sono sempre di
meno, però quelli che sono ancora viventi assolvono lodevolmente la funzione di
“ non far dimenticare” soprattutto ai giovani e anche agli increduli, ai
fomentatori di antisemitismo e di odio razziale. Alcuni di questi “superstiti”,
da anni, instancabilmente, partecipano a convegni e girano per le scuole per
portare la loro testimonianza per tenere viva la fiaccola della pace.
Anche Rionero conta
tutt’oggi alcuni dei sopravvissuti i quali hanno raccontato gli strazi e le inenarrabili sofferenze patite nei campi di
sterminio. Anzi, le toccanti testimonianze di Michele Liberatore (nato nel
1924), di Antonio Di Lucchio (n.922), di Angelo Chieppa (n.1920, deceduto nel
2013), di Giuseppe Giansanti (n.1924, deceduto nel
2013), di Angelo Parisi (n. 1923, deceduto nel 2011), sono state raccolte in un
DV documentario. Quelle di Liberatore, Di Lucchio, Giansanti e Chieppa
pubblicate, a cura del prof. Antonio Pallottino, in un interessante volume dal
titolo indicativo” I sopravvissuti”.
Testimonianze dei prigionieri militari rioneresi nei campi di concentramento
tedeschi”.

Il volume pubblicato
nel 2011 (Bicentenario dell’autonomia comunale) a cura del Comune di Rionero in
Vulture, Assessorato alla Cultura nell’ambito della collana “I Quaderni della
Memoria”, ideata e curata dal prof. Antonio Pallottino con la collaborazione
delle locali sezioni dell’A.N.C.R. (Associazione Nazionale Combattenti e
Reduci) e dell’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), ha avuto
larga diffusione e oggetto di proficui dibattiti in diversi incontri anche nei
comuni viciniori. “Quelle dei nostri
sopravvissuti – scrive il sindaco di Rionero, Antonio Placido nella Presentazione sono giovani vite sbattute nel “tritacarne”
della storia. I loro racconti rielaborano ciò che hanno visto ed ascoltato e lo
ripetono, nel tentativo di liberarsi di un peso, di colmare con le parole lo
scarto tra ciò che hanno vissuto e quanto ne è riferibile”.
Si tratta di veri
crimini contro l’umanità quelli perpetrati dai nazisti, su cui tutti dobbiamo
riflettere e avviare un discorso con le nuove generazioni per evitare che
questi orrori abbiano a ripetersi; orrori realisticamente descritti da Primo
Levi nel suo libro- poesia “Se questo è
un uomo”, che ogni alunno dovrebbe leggere per capire quei tragici
avvenimenti.
Ecco perché bisogna non
abbassare la guardia poiché ciò che accaduto, purtroppo, può sempre
ripetersi. Ce lo ricorda e ci ammonisce
Bertold Brecht quando dice: ”Questo
mostro stava, una volta, per governare il mondo! I popoli lo spensero, ma non
cantiamo vittoria troppo presto; il grembo da cui nacque è ancora fecondo”.
Proprio per non
dimenticare gli orrori della Shoah, la ricorrenza della 71^ ”Giornata della
Memoria” è stata celebrata a Rionero, a cura dell’Amministrazione comunale con
la collaborazione dell’A.N.P.I, della locale Sezione Combattenti e Reduci, con
una significativa cerimonia presso l’auditorium dell’Istituto comprensivo
“Michele Granata” dal titolo “Raccontare per non dimenticare”.

Nel corso della
manifestazione, alla presenza di tantissimi giovani studenti e non solo, dopo
l’indirizzo di saluto del dirigente scolastico Domenico Quatrale, è
intervenuto, per conto dell’Amministrazione comunale di Rionero, il consigliere
Mario Di Nitto, Armando Urbino, presidente sez. A.N.P.I di Rionero e per la
locale sezione Combattenti e Reduci il cav. Giuseppe Grieco. Toccante la testimonianza del sopravvissuto
al lager nazista, di Antonio Di Lucchio che ha fatto rivivere il dramma di quei
giorni di prigionia. La prof.ssa Giovanna Bochicchio, presidente onoraria del
locale Sez. Combattenti e Reduci, ha esaltato il valore della pace. Dal canto
suo il dott. Gianluca Paternoster, operatore di pace in missioni internazionali
e presidente del Consiglio d’Istituto, ha illustrato alcune importanti
iniziative realizzate nelle zone più povere dell’Africa e non solo. Magnifica
l’esecuzione di alcuni canti della Shoah da parte degli alunni delle classi
3^A, 3B, 3^ C con le classi terza e quarta della scuola Primaria. Interessanti
lavori ( cartelloni e striscioni) e i cortometraggi preparati dagli alunni
quale messaggio di pace, di solidarietà umana e accettazione di tutte le razze,
senza discriminazione alcuna. Coinvolgenti la lettura di alcuni brani di “Se questo, è un uomo” di Primo Levi e di
“Uomo del mio tempo” di Salvatore Quasimodo. Appropriati, i brani musicali da “ La
vita è bella” che l’orchestra di flauti “Schekinà, diretta dal prof. Donato
Santoro, ha eseguito, fra cui, “Schindler’s
list” e “Auschwitz”, mentre
l’orchestra Ensemble, diretta dal prof. Giuseppe Rosa ha eseguito “Buongiorno Principessa” e “Gam Gam”, canto ebraico.
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