Caporalato: NARDIELLO (UILA-UIL), con la nuova legge vincono i lavoratori, il sindacato e la legalità
“La legge per il contrasto al lavoro nero in
agricoltura dimostra che il caporalato, da noi
purtroppo ancora diffuso, non è invincibile e che, al contrario, è possibile
spezzare il legame tra organizzazioni della criminalità e grandi campagne di
raccolta nei campi. È una grande giornata per tutti: per il sindacato
che questa legge ha fortemente voluto,
per le lavoratrici e i lavoratori che
hanno scioperato e manifestato per realizzarla; per i Ministri Martina e
Orlando che si sono impegnati in prima persona per raggiungere questo
obiettivo; per il parlamento di questo paese, infine, che in maniera rapida e condivisa
ha approvato questa importante legge.
E’ una sfida
positiva per l’intero paese perché finalmente istituzioni, organizzazioni
datoriali e sindacali sono accomunate da un unico obiettivo condiviso: la lotta
senza quartiere alla illegalità e la scelta di costruire insieme soluzioni
alternative che consentano l’incontro trasparente tra domanda e offerta di
lavoro e garantiscano a imprese e lavoratori un sistema
di trasporti efficiente per raggiungere i posti di lavoro.
Si volta pagina e si sceglie l’etica del lavoro, in
un contesto, quello agricolo, che fino a oggi ha spesso preferito la
scorciatoia del caporalato.
Oggi l’Italia agricola sceglie la strada della
qualità, non solo delle produzioni ma anche del lavoro e avvia un nuovo
percorso virtuoso in cui le parti sociali saranno chiamate ad assumersi in
prima persona la responsabilità e l’impegno di far funzionare l’incontro tra
domanda e offerta di lavoro.
In questo impegno sindacati e imprese potranno
essere sostenute dalle istituzioni e da tutti coloro, a cominciare dagli
autotrasportatori autorizzati al trasporto di manodopera, che vorranno
impegnarsi in questa scommessa. Si volta pagina e si sceglie l’etica del
lavoro, in un contesto, quello agricolo, che fino a oggi ha spesso preferito la
scorciatoia del caporalato.
Ora dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare per
applicare la legge e poter passare da un mercato del lavoro gestito in parte
dai caporali, a un mercato del lavoro trasparente e legale gestito dalle parti
sociali.
Primo obiettivo: garantire un
trasporto efficace ed efficiente su tutto il territorio, che favorisca le
aziende agricole che non ricorrono alla schiavitù e che, nella legalità,
provano a mantenere sano e vitale un settore fondamentale per l’economia di
tante regioni del Sud è pertanto il primo urgente passo da compiere. Bisogna
riappropriarsi della legalità con azioni concrete, colmando il vuoto nel quale
il caporalato agisce indisturbato o quasi, offrendo condizioni di lavoro
disumane, costringendo anche le donne a lavorare per la miseria di poche decine
di euro al giorno in situazioni a dir poco massacranti”.
Gerardo Nardiello, segretario
regionale UILA-UIL

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