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Forenza, splendida esibizione della compagnia teatrale “Né Arte Né… Parte”

Lo spettacolo si è tenuto in occasione della festività del SS. Crocifisso.  
Il Santuario del SS. Crocifisso: “faro di spiritualità”, continua ancora oggi, come in passato, ad essere meta di visitatori devoti del Cristo in Croce provenienti da ogni regione e non solo dai paesi vicini. La festività religiosa del SS. Crocifisso ricorre il 3
Maggio, e si rinnova, solo per il culto, il 14 Settembre di ogni anno. Anche quest’anno grande interesse ha riscontrato la Festa del SS. Crocifisso, con la tradizionale processione. A conclusione della festa c’è stato lo spettacolo in vernacolo forenzese “ Tott’(a) colp’ r’ don Savaltour “ ( Tutta colpa di Salvatore ) messo in scena della locale compagnia teatrale “Né Arte Né… Parte”. L' Associazione culturale e teatrale "Né arte né. ..parte" opera a Forenza e sul territorio lucano già da qualche anno affinché il patrimonio di saggezza del passato non si disperda nel futuro. Essa si occupa non solo di teatro ma anche di studio e di ricerca nel vernacolo forenzese oltre che di recupero di tradizioni culturali perse e di storia del paese, in particolare di quella dei contadini. Attualmente è costituita da nove soci fondatori ma via via si aggiungono sempre nuovi elementi. 


 "Ritrovarsi e divertirsi e poi far divertire il pubblico è il nostro motto", sostengono i soci dell’Associazione. “ Le lunghe serate invernali sono le migliori per farlo : incontrarsi al calduccio, godere delle prelibatezze culinarie preparate a turno da qualcuno di noi, scambiarsi le idee, i progetti e anche qualche ricetta ripescata dalla lontana infanzia o dai ricordi dei nonni”. “Ed è d'inverno che si preparano e si provano quelle "gemme" che in primavera sbocceranno e daranno vita ai nostri spettacoli teatrali. Recitare in una realtà dove le strutture , i mezzi tecnici ed economici sono carenti se non assenti è impresa ardua ma siamo armati di pazienza , buona volontà e tanta passione. Il tutto avviene in compagnia dei figli e in armonia con gli impegni lavorativi di ciascuno. “Non siamo infatti professionisti dello spettacolo ma tutta la nostra fantasia e creatività esplode fuori e sul palcoscenico”. Pirandello diceva " Chi ha la ventura di nascere personaggio, può ridersi anche della morte. Non muore più...Chi era Sancho Panza? Chi era Don Abbondio? Eppure vivono eterni, perché, vivi germi, ebbero la ventura di trovare la matrice feconda, una fantasia che li seppe allevare e nutrire, far vivere per l'eternità”. In Né arte né...parte la fantasia che crea i personaggi, i luoghi , i tempi e le storie è quella di Carmela, medico di professione. I" germi vivi" come direbbe Pirandello (rimanendo poi anche in tema medico) sono gli interpreti e attori: Nicola (finanziere), Giusy e Giusi (studentesse), Vitina, Marisa e Rosalia (asalinghe), Mario e Pietro (artigiani) Raffaello (commerciante) Luigi ed Emanuele (studenti) e Donato e Iris (ultimi acquisti del gruppo). “Le nostre commedie - dicono gli interpreti della commedia - raccontano tutti i drammi della civiltà contadina: povertà, miseria, soprusi ed emigrazione, il tutto arricchito di simpatia, creatività ed un pizzico di comicità”

di Pino Di Lucchio

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