CRONACA. ATTENTI ALLA SPESA E OCCHIO SULLA PROVENIENZA DEI PRODOTTI CHE PORTIAMO A TAVOLA, MENTRE 129 ATTIVITÀ HANNO CHIUSO NEL POTENTINO
Avevo promesso ad un amico di fare un giro tra i mercati e supermercati della città di Potenza, in Basilicata, e dintorni e così come già fatto in passato ho tenuto fede al mio impegno recandomi, nei giorni scorsi, presso alcuni supermercati della città. Quasi ovunque frutta e verdura ed altri articoli in vendita con
etichetta soltanto con la provenienza della nazione e se dovesse arrivare merce dalla "Terra dei Fuochi",
etichetta soltanto con la provenienza della nazione e se dovesse arrivare merce dalla "Terra dei Fuochi",
grazie a imprenditori senza alcuno scrupolo, viene citato soltanto "Italia", su un'etichetta adesiva o per risparmiare scritta addirittura con pennarello per non incorrere in un verbale che raramente viene fatto per controlli molto rari a causa di mancanza di "controllori" o di troppo tempo necessario per stilarlo. Come sempre nessuna chiarezza nelle nostre leggi italiane e sarebbe più opportuno specificare sempre la città di provenienza e non il Paese. Nei miei giri invece in alcuni mercati molti non espongono neanche il prezzo e nemmeno la provenienza e la Polizia Municipale passa il più delle volte per incassare soltanto la tassa spettante per il suolo pubblico, dove lì invece non sfugge proprio nulla. Spero che le forze dell'ordine preposte facciano comunque il proprio dovere, oltre il necessario, nell'interesse di noi consumatori che a volte risultiamo ingenui e troppo fiduciosi, mentre intanto da una recente statistica in Basilicata, hanno abbassato definitivamente le proprie saracinesche 129 attività commerciali soltanto nel potentino.
Rocco Becce

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