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IL DRAMMA DELLE FOIBE: CAPIRE NON STRUMENTALIZZARE


Oltre alla complessità della vicenda, all’interno della quale va senz’altro collocata quella delle ”foibe”, il “Giorno del ricordo”, in questi ultimi anni, viene in parecchie località, piegato e strumentalizzato a fini di parte politica, oggi per allora. Infatti sarebbe meglio, molto meglio, come fanno gli storici, parlare della questione dei “Confini orientali”, così come indicato dalla Commissione di storici italo-sloveni del 2000 che ha prodotto una documentazione diffusa l’anno successivo.

Infatti, è all’interno della vicenda nel suo complesso: l’esodo, il fascismo nell’area di confine,la Resistenza italiana e jugoslava e naturalmente le “foibe” che quest’ultima questione può essere spiegata, indagata approfondita. Non isolandola dal resto delle questioni che hanno interessato popolazioni, nazioni, etnie, territori e regimi diversi, per oltre un decennio, dal 1941 fin dentro la “guerra fredda”. Questo è compito precipuo degli storici, anche se non esclusivo, per avvicinarsi ad una sempre più auspicabile, accertata e accettata verità storica dei fatti, che hanno investito i confini orientali. Del resto, basterebbe attenersi alle motivazioni del “Giorno del ricordo” istituito con legge nel 2004, il cui primo comma ha stabilito che “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani, e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”. Anche se la sua collocazione, subito dopo quella del “27 Gennaio-Giornata della memoria” viene percepita come in contrapposizione, quasi a voler mettere sullo stesso piano i due terribili eventi, nascondendo le responsabilità dei campi di sterminio: ad iniziare dalla risiera di S.Sabba a Trieste, unico campo di concentramento in territorio italiano, con forno crematorio. Non saranno le parate, i cortei, le marce, i simboli, che sotto mentite spoglie potranno far risorgere un nefasto passato, condannato dalla storia e dagli italiani. Non servono le strumentalizzazioni che i nostalgici di varia sfumatura operano, dimenticando le responsabilità grandi, diffuse, precise, che il fascismo ha avuto delle molte decine di migliaia di civili di quella realtà, che sono stati uccisi in vario modo. 

 ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) Comitato Provinciale di Potenza

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