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Migrant Film Festival, 15-19 Palazzo San Gervasio, Largo Caprone; 24-28 Lecce, Cineporto

Ha avuto inizio sabato 15 luglio a Palazzo San Gervasio, presso la Pinacoteca e Biblioteca Camillo d’Errico e presso Largo Caprone, la presentazione della prima edizione del Migrant Film Festival. All’inaugurazione hanno partecipato gli ideatori della kermesse: Milena Kaneva, direttrice artistica, Gervasio Ungolo e Bernardo Bruno dell’Osservatorio Migranti Basilicata- Centro di documentazione Associazione Michele Mancino;
il sindaco Michele Mastro e la giunta comunale composta dalla vicesindaco Edda Orlando e dagli assessori Livio Buonconsiglio, Luca Festino e Mariangela Grieco, alla loro prima uscita pubblica dopo l’elezione. “Una grande festa in cui è possibile meditare sulle logiche migratorie ma soprattutto sconfiggere i pregiudizi e la paura che ci frenano nella conoscenza dell’altro”, così esordisce la regista e produttrice Milena Kaneva spiegando le motivazioni che hanno condotto alla creazione dell’evento. Non è un caso che la prima edizione si svolga nei territori di Palazzo San Gervasio e Lecce, protagonisti nell’accoglienza degli immigrati, luoghi deputati all’integrazione e ad un incontro costruttivo che faccia da trampolino ad un’evoluzione culturale e sociale nel nostro Paese. Raccontando la fuga dal regime totalitarista bulgaro, la regista svela il suo forte attaccamento con l’Italia insistendo nella lotta contro ogni barriera culturale e affermando che “siamo tutti migranti e la differenza culturale non deve essere un impedimento ma un valore aggiunto da cui trarre insegnamento, un sentiero da battere per crescere insieme e conoscere se non conoscersi ”. Bernardo Bruno, responsabile dei laboratori : “Siamo grati al programma Sensi Contemporanei che ci ha creduto e per questo numero zero ci consente di avviare delle attività collaterali al Festival, riguardanti dei workshop: uno di pittura sul tema del “Viaggio”, seguito da Savina De Nigris, uno di video-reportage, diretto dalla regista e direttrice artistica del Festival Milena Kaneva , un laboratorio di cucina denominato “Il cibo Unisce” guidato da Gianni Madio ed infine ci sarà una partita di calcio tra i ragazzi dello Spinafrica e la squadra locale di Palazzo San Gervasio”. Gervasio Ungolo, coordinatore dell’Osservatorio Migranti Basilicata ha salutato chi ha sostenuto il Festival. Dal Programma Sensi Contemporanei dell’ Agenzia per la Coesione territoriale al Presidente del Consiglio della Regione Basilicata- F. Mollica, alla Regione Puglia e all’Assessore regionale- N. Benedetto, dalle due Film Commission, quella Lucane e quella Pugliese, alla Fondazione Matera 2019. In Largo Caprone il festival entra nel vivo con proiezioni ed esperienze, come quelle dei volontari del centro C.A.S. Borgo Saraceno di Spinazzola. Primo film in programma è La mia classe di Daniele Gaglianone con Valerio Mastrandrea nei panni di un maestro in una classe composta da immigrati. Le loro storie compongono trame una trama di dolori e false aspettative. Sempre alle ore 20.00 di domenica si degusteranno i cibi preparati durante il workshop denominato “ il Cibo Unisce” a cui seguirà la proiezione dei cortometraggi vincitori del primo bando Migrarti 2016 alla Mostra del cinema di Venezia: Amira di Luca Lepone, Asi Stanala Siena – Buongiorno Restelica di Nicola Contini e Babbo Natale di Alessandro Valenti e, poi, Io sto con la sposa , lungometraggio realizzato da Gabriele Del Grande, Antonio Augugliaro e Kgaled Soliman Al Nassiry. Quindi Io sto con la sposa, un road movie atipico in cui cinque palestinesi fuggono dall’Italia per raggiungere la Svezia, il Paradiso degli immigrati. 

Chiara Lostaglio

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