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EMENDAMENTO PETROLIO - LIUZZI: LA BASILICATA NON E’ IL CONDOMINIO DI DI MAIO


Con tariffe da condominio la deputata 5 stelle Liuzzi pensa di far guadagnare il Governo di Di Maio lasciando però trivellare la Basilicata e tutto il Mar Ionio? Cos’è questa, una sorta di campagna mediatica messa in piedi per giustificare eventuali futuri rinnovi delle concessioni petrolifere su cui proprio Di Maio in qualità di Ministro dello Sviluppo Economico dovrà pronunciarsi? Senza alcuna verifica dopo tutto quello che è già successo in tutti questi anni di inteso sfruttamento del territorio a pagare le conseguenze saranno sempre i Lucani. Dov’è finito il cambiamento del modello dello sviluppo energetico sostenibile professato dai 5stelle in campagna elettorale? I Lucani hanno chiesto di uscire dal petrolio ma la proposta della Liuzzi non ascolta certo le richieste della popolazione delle tre regioni meridionali più coinvolte dalla politica dello sfruttamento petrolifero del mare ossia la Basilicata, la Puglia e la Calabria che proprio sull’arco ionico hanno difeso il mare. Il Governo non ha ancora capito, o forse non vuole capire, che è l’agricoltura, il turismo e la pesca la vera e più importante ricchezza di questo territorio straordinario. Ma questo non potrà accadere e non accadrà con scelte che vanno nella direzione opposta, con l’illusione che con un piatto di lenticchie in più da far pagare alle compagnie petrolifere queste potranno rinunciare. Quanta pia illusione, quanta superficialità o mancanza di conoscenza della questione può portare a ritenere che un leggere aumento dei costi per le lobby petrolifere le indurrà a desistere? Anche la Norvegia ha preferito investire sul salmone piuttosto che sulle trivelle sulla semplice considerazione che il primo è un investimento che si riproduce nel tempo e all’infinito mentre lo sfruttamento del petrolio ha una scadenza e poi finisce lasciando però distruzione e inquinamento. Quattro danari in più da far pagare a chi fa guadagni vertiginosi con l’estrazione del petrolio è una proposta che ci indigna perché l’acqua, la salute dei cittadini, il territorio non si difendono contrattando qualche spicciolo tanto è vero che la Liuzzi si è ben guardata dal proporre l’aumento delle royalties all’80% cine avviene in altre nazioni oppure togliendo le franchigie. E certo che no. In proporzione addirittura uno stabilimento balneare paga molto di più di una società petrolifera perché la prima su una superficie di 5000 mq paga circa 0,71 eu/mq contro i 0,002 eu/mq delle compagnie petrolifere, circa 335 volte di più. In un batter d’occhio con l’emendamento della parlamentare lucana 5 stelle Liuzzi torniamo indietro di 5 anni quando il PD proponeva più tassazione ai petrolieri. 

 LE ASSOCIAZIONI 

 No scorie trisaia 
Mediterrano no triv 
 Cova Contro

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