Ginestra. Dicembre 2018. un Natale con Canti della tradizione napoletana tra religiosità ed affetto popolare, letture per bambini e lo spettacolo su Passannante con Ulderico Pesce
Un ricco programma natalizio nel piccolo centro del Vulture,guidato dal Sindaco Fiorella Pompa,
nonostante le ristrettezze economiche che attanagliano i piccoli paesi, come Ginestra.Si inizia
sabato 22 dicembre alle ore 18,00 nella sala consiliare di piazza Albania con Il Cast "Lucania
Sinfonietta Ensemble" composto da Iole Cerminara, soprano, Francesco Scorza, Pianoforte
tastiere e programmazione; Dino Rigillo, Chitarra, Luciano Brancati, Percussioni, Teodosio
Bevilacqua, tastiere e arrangiamenti.
Musiche del settecento e dell’ottocento napoletano con un repertorio d’eccezione per
uno spettacolo straordinario. "Il Lucania Sinfonietta Ensemble", riferisce Iole Cerminara, una voce
che incanta ed appassiona,interpreta un repertorio raffinato che seleziona dallo scrigno della
“canzone Napoletana” i brani che più rappresentano Napoli in Italia e nel mondo e l’autenticità del
Natale napoletano tra religiosità e affetto popolare: ‘Quando nascette Ninno’, ‘Santa Allegrezza’,
‘Nascette lu Messia’, ‘Fermarono i cieli’ e tanti altri indimenticabili successi, riletti con intimità e
sonorità calde e sognanti. Un’espressione autentica che proietta la poeticità della lingua
napoletana in un microcosmo emozionale in cui i personaggi e le maschere della canzone si
trasformano in figure autentiche ed attuali commuovendo e coinvolgendo l’ascoltatore". I
brani: ‘Quando nascette Ninno" , "Santa Allegrezza" , " Nascette lu Messia"; "Rosa d’amore", "Madonna de’ la grazia","Fermarono i cieli","La leggenda del lupino", "Tu scendi dalle stelle". Il 23
dicembre sempre alle ore 18.00 "Letture e laboratorio ricreativo per bambini: "Favole di Pace".
Per
finire il 27 dicembre nella sala consiliare di piazza Albania (ore 18.00) l'attore-regista Ulderico
Pesce in "Passannante". Lo spettacolo ha partecipato al Festival Internazionale di Teatro di
"Santarcangelo di Romagna" e a festival in Cile, Argentina e Perù.
C’era una volta un paese in Basilicata che si chiamava Salvia dove era nato un uomo: Giovanni
Passannante. Nel 1878 con un coltellino con una lama di quattro dita cercò di uccidere il re
Umberto I di Savoia. Condannato a morte la pena gli fu convertita in ergastolo mentre sua madre e
i suoi fratelli furono immediatamente internati nel manicomio di Aversa. Passannante fu rinchiuso in
una torre sull’isola d’Elba in una cella senza finestre sotto il livello del mare dove fu isolato per dieci
anni. Si ammalò, cominciò a cibarsi dei propri escrementi. Anni dopo fu trasferito in un manicomio
criminale dove morì nel 1910. Grazie alle teorie del Lombroso al cadavere fu tagliata la testa. Il
cranio e il cervello esposti nel Museo Criminologico di Roma dove sono stati “ammirati” per quasi
un secolo.
Grazie alle firme raccolte i resti di Passannante sono stati sepolti nel suo paese natale.
Quel paese si chiamava Salvia, ma fu ribattezzato “Savoia di Lucania” come ancora oggi si
chiama.
Lorenzo Zolfo


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