L’agricoltura è dentro la nostra quotidianità di persone e di cittadini.
L’agricoltura
contribuisce ad arginare i fenomeni di esodo e di urbanizzazione.
Previene calamità naturali. Garantisce posti di lavoro. Soddisfa una
quota significativa della domanda alimentare. Contribuisce a costruire
realtà geografiche coese, compresa l'Europa politica, indirizzandone le
direttrici a favore dello sviluppo, delle garanzie per i cittadini,
della modernizzazione dell’economia, della riduzione delle sacche di
povertà e di emarginazione.
Preservare
il patrimonio di saperi e di valori offerto dall'agricoltura equivale
quindi a salvaguardare l'ambiente, l'identità, la salute, il nostro
domani.
Intorno a tale consapevolezza si muove da sempre l'azione dell’Unione Coltivatori Italiani,
organismo storico di rappresentanza del mondo agricolo italiano, nato
sul finire degli anni sessanta dalle istanze del movimento contadino e
costituitosi legalmente nel 1972.
Confermando
la propria natura di Organizzazione autonoma aperta al confronto con i
Partiti e i Governi, in occasione delle elezioni per il rinnovo del
Consiglio regionale, l’UCI BASILICATA sottopone all’attenzione
dei Candidati Presidenti per il governo della Regione, le proposte sulle
principali questioni da affrontare nella nuova legislatura e sugli
impegni da assumere per rilanciare l’agricoltura, affermandone il ruolo
decisivo che essa svolge nel contesto economico e sociale regionale.
A
tal fine, ritenendo di poter considerare, da parte di tutti, come
acquisito e scontato l’impegno di carattere generale a riconoscere la
massima importanza al mondo rurale, l’UCI BASILICATA, alla luce delle
grandi difficoltà che gravano sul settore primario regionale, assegna
una valenza decisiva alla possibilità e alla volontà di affrontare,
adeguatamente, TRE specifiche problematiche, quella della
TRASPARENZA DELLE DEGLI ATTI E DELLE PROCEDURE, quella della
SBUROCRATIZZAZIONE DEL SETTORE, quella della CONCERTAZIONE E DELLA
RAPPRESENTANZA DEGLI OPERATORI, che sono state, finora, di rilevante
freno e di ostacolo agli operatori del settore.
1. LA TRASPARENZA DELLE DEGLI ATTI E DELLE PROCEDURE
In
agricoltura siamo in presenza di una situazione molto preoccupante, per
le difficoltà che devono fronteggiare gli agricoltori e per la mancanza
di un vero sostegno alle imprese del settore. Finora, “tanta spesa ma
poca resa”, come confermano i dati e gli indicatori del settore, che
mostrano l’infruttuosità della politica, prevalentemente assistenziale e
clientelare, messa in atto. Giova ricordare che gran parte dei
finanziamenti erogati attraverso il Psr 2014-2020 sono stati appannaggio
principalmente delle amministrazioni pubbliche e dei soliti
raggruppamenti di operatori privilegiati dalle disposizioni regionali, e
solo in misura ridotta dai veri titolari delle risorse destinate allo
sviluppo agricolo. E’ evidente la necessità di adottare un sistema di
procedure basato sulla correttezza e la trasparenza, capace di interrompere il circolo vizioso che in questi anni si è creato tra politica e gruppi di interesse economico.
L’Uci Basilicata
ha già fatto presente, a più riprese, l’inaccettabile comportamento
della Regione e degli Uffici del Dipartimento Agricoltura nella gestione
dei programmi di sviluppo, denunciando il rischio di un uso improprio
di ingenti risorse finanziare per finalità diverse da quelle per cui
sono state programmate. Il superamento della discrezionalità degli Uffici attraverso il ricorso a valutazioni “terze” di Bandi e Progetti, e dei favoritismi,
attraverso la “trasparenza degli atti”, rappresenta la condizione per
evitare la caduta di credibilità politica e istituzionale e, al tempo
stesso, di mortificare e penalizzare ingiustamente i sacrifici di tutti
coloro che, con onestà e impegno, si adoperano per costruire una
comunità progredita e sviluppata.
La
proposta dell’UCI per una “Buona Governance” degli interventi per il
settore agricolo porta a contemplare, necessariamente, l’adozione di
pratiche e procedure adeguate per assicurare la Sostenibilità, l’Efficienza, la Partecipazione, la Trasparenza, delle azioni.
Si stratta, in sostanza, di introdurre tutti gli accorgimenti indispensabili ad una spinta decisiva per il superamento del dirigismo e dell’autoreferenzialità
politica e istituzionale che, finora, si sono materializzati in quella
specie di “ossessione gestionale”, che ha portato ad un utilizzo
improprio, discrezionale e inefficace dei fondi pubblici.
2. LA SBUROCRATIZZAZIONE DEL SETTORE
In
Agricoltura si è creato un corto circuito ad elevato voltaggio, tra i
centri di indirizzo e i centri di controllo. L’aspetto più preoccupante
di tale situazione è quello del disorientamento degli agricoltori: i
beneficiari, spesso, RINUNCIANO ad utilizzare le risorse concesse,
esclusivamente A CAUSA DELLE PROCEDURE BUROCRATICHE.
a) La
semplificazione delle procedure di attuazione degli interventi in
agricoltura è da considerare considerata una priorità assoluta.
Allo stato attuale, le imprese agricole denunciano, giustamente, un eccessivo carico burocratico. Fonti autorevoli stimano in 50-100 le giornate che un imprenditore agricolo deve dedicare alla burocrazia.
Oltre
che un costo divenuto insostenibile, la burocrazia sottrae tempo alla
gestione tecnico-economica dell’azienda, divenendo, così, un limite
inaccettabile alla competitività e all’innovazione. Tale situazione, in
Basilicata, ha indotto un numero significativo di operatori, stimabile tra il 10 e il 20% dei beneficiari,
a rinunciare alla realizzazione dei progetti presentati, influenzando
negativamente, in tal modo, il livello di utilizzo dei fondi a
disposizione e lo stato di attuazione dell’intero PSR.
In
considerazione del notevole appesantimento delle procedure burocratiche
adottate per il ciclo di programmazione 2014-2020, è da considerare,
pertanto, opportuna e necessaria l’introduzione, da subito, di quelle
innovazioni procedurali più utili ad interrompere il corto circuito che
si è determinato, adottando i correttivi e i provvedimenti che
consentono di raggiungere gli obiettivi prefissati.
b) Criteri di riferimento
Le
funzioni attinenti i controlli e l’erogazione dei contributi in
agricoltura, devono essere espletate tenendo conto del seguente quadro
generale di riferimento:
• Finalità improntata allo sviluppo del tessuto produttivo e sociale;
• Principio della SUSSIDIARIETA’;
• Regole CERTE per i beneficiari;
• Responsabilità dei beneficiari;
• Controlli non invasivi sull’utilizzo dei fondi per le attività programmate e approvate;
•
Riduzione dei tempi di erogazione delle risorse a seguito di verifica
della documentazione attestante l’effettiva spesa realizzata;
• Osservazione del principio della Prescrizione, quindi della Diffida e in ultimo della Multa.
In
particolare, si rappresenta l’opportunità di agire sui punti di
criticità registrati e sulle soluzioni da ricercare in ordine:
- ASSENZA DI SPECIFICHE REGOLAMENTAZIONI PROCEDURALI
In
assenza di specifici Protocolli e Mansionari cui attenersi, al fine di
evitare ridondanza dei controlli e difformità di valutazione a seconda
dell’interpretazione dei soggetti delegati a svolgere le funzioni di
controllo e pagamento, deve essere stabilito:
- di Adottare, come riferimento generale, quanto previsto dalle “Linee guida sull’ammissibilità delle spese relative allo sviluppo rurale e a interventi analoghi”;
- di Istituire una sorta di “Arbitrato” in capo ai Responsabili di Misura, cui affidare l’interpretazione autentica dei provvedimenti oggetto di contestazione;
- INCERTEZZE SU TEMPI E MODALITA’
La
complessità dell’architettura sull’utilizzo dei fondi europei e sui
meccanismi di controllo ha determinato una situazione di incertezza e di
disorientamento degli operatori, che può essere recuperata attraverso
la definizione di alcuni punti, su aspetti che riguardano la volontà
immediata e futura, di operare in un quadro di chiarezza e certezze; in
particolare, è richiesto di adoperarsi per:
- Accorciare i tempi di istruttoria a giorni 30 e quelli di erogazione a giorni 45;
- mantenere l’obbligo di comunicare “una sola volta” i documenti sullo status giuridico;
- contenere entro ulteriori 30 giorni i cosiddetti controlli in loco e/o di secondo livello;
- portare in contenzioso soltanto le spese non riconosciute, liquidando quelle per le quali non sussistono problemi;
- assicurare la piena trasparenza, tramite servizi telematici, delle informazioni sullo stato dei procedimenti amministrativi;
- limitare le attività di controllo non necessarie rispetto alla tutela degli interessi pubblici;
- ritenere probatorie
le notizie contenute negli atti deliberativi della Regione in ordine
alle informazioni propedeutiche alla rendicontazione di spese rientranti
in programmi approvati (es. personale, manifestazioni, ecc);
- non considerare necessarie
le attestazioni ripetitive che comportano aumenti di costi per
l’attuazione dei progetti (es. specifiche delibere degli organi ogni
qualvolta si è chiamati a partecipare a interventi già previsti e
obbligati a seguire);
- ammissibilità delle spese sostenute per garantire il funzionamento degli strumenti attuativi fino a completamento dei programmi e degli interventi;
- certezza
per l’esito delle rendicontazioni chiuse positivamente, senza la
possibilità di rivedere a posteriori (tranne i casi di evidenza di
illegalità) le determinazioni già assunte;
- possibilità
di rivedere in autotutela le determinazioni che presentano difformità
di valutazione su elementi simili e/o identici (es. casi diversamente
valutati);
- impegno
per istituire, con l’avvio della nuova PAC, il RUC (Registro Unico dei
Controlli) e la de-materializzazione delle domande. Con tale modalità, i
tempi di istruttoria di una pratica, dalla scadenza del bando
all'assegnazione del finanziamento, dovrebbero ridursi da una media di
circa 300 giorni a 90, mentre la media dei documenti da presentare,
sempre secondo le stime, dovrebbe passare da 23 a 10. Contemporaneamente
si attende una sensibile riduzione di documentazione cartacea (dal 65%
al 10%) e un aumento di quella veicolata per via informatica (dal 35% al
90%).
Complessivamente,
la riduzione dei costi a carico delle imprese finanziate è stimata
intorno al 32%, con un effetto significativo in termini di riduzione
delle rinunce e delle revoche.
- PROCEDURE CHIARE
- nessuna sovrapposizione tra Controllori ed Erogatori;
- nessun rimpallo delle responsabilità tra Regione ed Organismi Pagatori.
Le
regole da rispettare devono essere previste in un “mansionario” cui
attenersi e non “pescate” di volta in volta in modo discrezionale e
difforme. Bisogna, inoltre, escludere qualsiasi forma di “mobbing
amministrativo” da parte dei controllori, ma limitarsi al rispetto e
all’osservazione del principio della PRESCRIZIONE, quindi della DIFFIDA e
in ultimo della MULTA
3. LA CONCERTAZIONE E LA RAPPRESENTANZA DEGLI OPERATORI
Il
confronto e la concertazione tra le diverse componenti della governance
del mondo rurale, rimane un obiettivo valido, benchè siano evidenti i
limiti della prassi “consociativistica” del “Tavolo Verde”, adottata in
Basilicata.
L’UCI Basilicata considera
indispensabile innovare profondamente il metodo della concertazione,
partendo dal principio della Sussidiarietà, che dovrà essere non solo di
tipo “verticale o funzionale”, tra i diversi livelli delle
articolazioni pubbliche e private, ma anche di tipo “orizzontale”, in
modo da consentire il giusto protagonismo alle rappresentanze di
territorio e di comunità.
La
“Rappresentanza” non deve significare “stare al posto di qualche
altro” per decreto o disposizione burocratica, ma, deve rispettare e
valorizzare la diversificazione delle componenti economiche e sociali,
indispensabile per dare nuove prospettive e nuova dignità alle realtà
locali, superando il sistema delle sovrastrutture precostituite con la
pretesa di imporre dall’alto le scelte che riguardano specifici ambiti e
popolazioni.
Sperimentare
nuove forme di Rappresentanza e di Concertazione in una visione
Integrata e di Rete, rappresenta la nuova frontiera per costruire
programmi e alleanze con quanti interessati al bene della comunità,
dando forza al binomio “risorse del territorio - sviluppo”, del sistema
Basilicata.

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