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Imparare a conoscersi per volersi bene

L’Associazione “Donne 99” di Tito con il Comitato Provinciale Unicef di Potenza alla scoperta delle emozioni. 

Eccole, bellissime! 

Giovedì 9 maggio, dalle 17,30 alle 19,30, le donne dell’Associazione “Donne 99” di Tito si sono incontrate per la seconda volta a distanza di circa un mese con me, Mario Coviello, presidente del Comitato Provinciale Unicef di Potenza, per scoprire “le proprie emozioni”. Quest’anno tra le proposte educative di “Scuola Amica Unicef “ in molte scuole della provincia di Potenza , con ragazzi della scuola primaria e della scuola media, ho avviato il progetto “ Non perdiamoci di vista” che educa alla prevenzione e al contrasto del bullismo e del cyberbullismo attraverso l’educazione emotiva. L’Unicef combatte la cultura che legittima la violenza in molte sue forme nei giovani e negli adulti con l’educazione ai diritti umani e al benessere.Crediamo che sia necessario accrescere la capacità di combattere l’aggressività e la paura verso l’altro, il diverso, con percorsi educativi di alfabetizzazione alle emozioni che migliorano in ciascuno la competenza empatica, attraverso una riflessione sul modo in cui si costruiscono e si vivono le relazioni. Per questo anche giovedì, per la seconda volta, seduti in cerchio attorno ad un grande tavolo nella biblioteca comunale di Tito, ci siamo presi per mano, guardandoci negli occhi e senza mai interrompere chi prendeva la parola, e abbiamo cominciato a raccontare la nostra più grande gioia e il nostro più grande dolore, le paure e tristezze.Queste donne si conoscono e sono amiche. Da quasi venti anni animano la comunità di Tito con la pubblicazione di libri, concorsi di poesia, incontri con gli autori, attività nelle scuole,anche in collaborazione con l’Unicef. 

Le faccine delle emozioni. 

 Molte di loro nel primo incontro avevano raccontato le loro emozioni più forti attraverso un crocifisso in oro regalato dal padre, la pietra della casa della nascita che è stata demolita, le foto di figli, nipoti, con piccoli oggetti, carichi di amore o sofferenza. Questa volta hanno raccontato l’affetto per i figli,la capacità di superare i propri limiti, la paura che induce ad “accontentarsi”.E ciascuno si è confrontato con l’anima dell’altro per scoprire e scoprirsi. Subito dopo hanno mimato le emozioni suggerite da faccine che ho distribuito a caso. E si sono divertite nella scoperta che ogni emozione è associata ad una espressione del viso, ogni sentimento è legato a gesti e segni del corpo. Hanno preso consapevolezza che “mettersi nei panni dell’altro” è prestare attenzione al viso, ai gesti, alla mimica. In un secondo momento ho invitato ciascuna delle donne a scrivere su un foglietto l’emozione che è per lei più frequente. I foglietti capovolti e anonimi sono stati disposti sul grande tavolo e dopo averli girati, abbiamo fotografato il “quadro del gruppo”. Quali sono le emozioni prevalenti : di gioia, serenità, amore, o invece di noia, tristezza, malinconia, paura, dolore ? E sopratutto ciascuna è stata invitata a chiedersi il perchè di questa emozione prevalente.Un abbraccio finale fatto di sorrisi, piccole confidenze ha concluso l’incontro. 

Carmela Laurino e Vittoria Dellacasa con le pigotte #Unicef 

Prima di darci lasciarci abbiamo organizzato il “compleanno” di Clara Gentile, una nostra cara amica docente di scuola dell’infanzia, prematuramente scomparsa meno di un anno fa. La ricorderemo il 29 maggio nella chiesa di Tito scalo con la celebrazione della Santa Messa e una raccolta fondi per la campagna #Unicef#Tutti a scuola. E assicurare così ai bambini in guerra in Siria almeno una valigia con quaderni, penne, matite, colori che i maestri di strada Unicef portano con sè nelle cantine, nei luoghi di fortuna dove continuano a fare scuola per dare ai bambini siriani speranza e futuro.

Mario Coviello

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