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Oxfam/Federconsumatori: Risultati del sondaggio sullo sfruttamento dei lavoratori nel settore agroalimentare.


Oxfam e Federconsumatori hanno realizzato un sondaggio su un campione di oltre 2000 consumatori italiani dai 16 anni di età in su per sondare la consapevolezza dell’opinione pubblica in merito allo sfruttamento dei lavoratori nella filiera della produzione alimentare. Dai risultati emergono evidenze importanti, che dimostrano un notevole interesse dei cittadini nei confronti di una tematica drammaticamente attuale. Solo il 3,09% non si ritiene affatto informato sull’argomento, mentre il 25.59% si dice leggermente informato e ben il 51,67% si sente mediamente informato. Più contenuta, infine, la percentuale degli utenti molto informati (19,65%). Per quanto riguarda le cause dello sfruttamento del lavoro nei campi, i rispondenti vedono nelle infiltrazioni mafiose una delle principali problematiche che alimentano il fenomeno (63,34%). Al secondo posto si collocano gli imprenditori agricoli che fanno affari sulla pelle di chi ha bisogno di lavorare per sopravvivere (54,11%), seguiti dalla mancanza di controlli nelle aziende agricole (51,62%), dalle scelte dei consumatori che, per scarsa informazione, acquistano in base alla convenienza economica (44,24%), dai prezzi troppo bassi imposti dalla Grande Distribuzione Organizzata (43,74%), dall’eccesiva complessità delle filiere (43,59%) e da un mercato che non permette agli imprenditori agricoli di coprire adeguatamente i costi di produzione garantendo il giusto salario ai lavoratori (41,95%). Fanalino di coda, infine, l’inefficienza dei centri per l’impiego (30,62%). E’ preoccupante, poi, constatare come ben il 78,20% del campione dichiari di non avere adeguate informazioni per poter riconoscere sugli scaffali dei supermercati i prodotti che assicurano una equa redistribuzione del valore tra tutti gli attori della filiera. La rilevanza di questa evidenza aumenta ulteriormente, poi, se il dato si incrocia con le risposte relative alla disponibilità ad acquistare, qualora fossero chiaramente riconoscibili, prodotti di buona qualità che garantiscano anche salari e condizioni lavorative dignitose: il 74,41% sarebbe disposto ad effettuare questo tipo di scelta, mentre il 21,80% degli intervistati adotterebbe tale criterio solo in presenza di un prezzo sia simile a quello di altri prodotti di pari categoria e qualità. Gli utenti, inoltre, riconoscono alla GDO un ruolo importante in questo contesto. Secondo il 57,61% del campione i supermercati dovrebbero accertarsi di commercializzare prodotti ortofrutticoli coltivati senza sfruttamento del lavoro e il 52,92% ritiene che sia necessario la trasparenza delle informazioni sugli scaffali. Il 45,09% degli intervistati sostiene che sia opportuno verificare che il costo pagato ai fornitori per l’acquisto dei prodotti permetta ad agricoltori e operai agricoli di ottenere un reddito/salario dignitoso e secondo il 43,49% i supermercati dovrebbero offrire ai consumatori prodotti “liberi” dallo sfruttamento a prezzi accessibili per tutti

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