Comunicato Congiunto Associazioni Contro Concerto Jovanotti: EVENTO JOVA BEACH PARTY DI TORRE MOZZA-POLICORO-: LA NATURA VA RISPETTATA E NON CALPESTATA
In merito al Jova Beach Party in programmati a Policoro per il
prossimo 13 agosto 2019 sulla spiaggia Località Torre Mozza, le
associazioni ambientaliste Mediterraneo no triv, Cova Contro, No
scorie Trisaia, Medici per l'ambiente e Mamme libere, esprimo forti
dubbi e perplessità.
In effetti, l'evento musicale si svolgerà nel sito di interesse
comunitario (SIC) IT9220080 denominato “Costa Ionica Foce Agri”,
individuato ai sensi della Direttiva Comunitaria 92/43/CEE
“Habitat” .
Poiché l'evento avrà impatti su un'area protetta e Sito di Interesse
Comunitario (SIC) doveva essere sottoposto non a Valutazione
d'incidenza ma, piuttosto, alla Valutazione d'Impatto Ambientale
(VIA) ai sensi dell'art. 6 del D.Lgs 152/2006 poiché si tratta di
intervento che ricade all'interno di aree naturali protette come
definite dalla legge 6 dicembre 1991 n. 394.
E' sicuramente discutibile aver scelto un luogo naturale e per di più
protetto per svolgere un concerto musicale di tali dimensioni.
In effetti, i luoghi saranno oggetto di lavori di livellamento con
posizionamento di impianti e transenne in grado di porre in serio
pericolo l'habitat.
La zona, per stessa ammissione dell'estensore della relazione sulla
Valutazione di Incidenza, è particolarmente delicata e la presenza
delle dune potrebbe essere danneggiata in maniera irreversibile
anche con il semplice calpestio di un flusso notevole di persone
stimato intorno a 30.000
persone, calpestio che può accelerare il
fenomeno dell'erosione della costa.
La duna costiera rappresenta una fascia di terra e un habitat di
eccezionale valore naturalistico e paesaggistico con habitat
aloigrofili ben rappresentati,
Eppure l
a Direttiva habitat impegna, in attuazione del principio di
prevenzione “... gli Stati membri ad adottare tutte le opportune
misure per evitare, nelle zone speciali di conservazione il degrado
non ché la perturbazione”.
Le associazioni esprimono forti dubbi anche in merito al pericolo di
modifica dei luoghi con sbancamenti, livellamenti, movimento terra,
tutti lavori che possono distruggere le specie protette e la flora
presente in queste zone considerate di particolare interesse scientifico e conservazionistico con particolare riferimento alla flora
vascolare.
In effetti, nella relazione se da una parte si evidenziano tali
incredibili peculiarità del luogo, tanto da affermare che l
a flora
vascolare è quella che detiene la maggiore importanza nella
caratterizzazione del paesaggio dei SIC IT9220080 Costa ionica
Foce Agri anche perché si afferma che molte delle specie presenti
sono esclusive di questi ambienti
tanto da avere
grande
interesse scientifico.
Eppure,
dall'altra nonostante tutto, lo studio
si conclude con ampie rassicurazioni e con la dichiarazione che
l'evento, adottando le misure di mitigazione/soluzioni alternative
indicate da chi ha elaborato la relazione, non causa incidenze
significative su habitat, specie e/o habitat di specie di interesse
comunitario.
Un altro aspetto che preoccupa è l'inquinamento acustico con
un
“
livello di pressione compreso tra 80 e 70 dB(A)Leq 15minuti, nelle
fasce di più limitrofe al perimetro dell'area attrezzata per lo
spettacolo”
mentre lo scenario della Basse frequenze sarà con
“ un
livello di pressione esterno all'area attrezzata compreso tra 95 e 90
dBLeq 15 minuti, nelle fasce perimetrali all'allestimento e in genere
tutta l'area sarà esposta con valori oscillanti tra 90 e 80 dBLeq 15
minu “(
cit. pag 28 della relazione sulla Valutazione di incidenza).
Ma le emissioni acustiche si avranno anche durante la fase di
cantiere, che potranno avvenire per le fasi di “allestimento
dell’area”, “produzione e villaggio” e “disallestimento” anche di
notte.
Eppure le
specie protette presenti nell’area di influenza del presente
intervento progettuale sono (ai sensi delle direttive 79/409/CEE,
85/411/CEE, 91/244/CEE, ed ai sensi della Legge 11/02/92 n. 157)
tutte le specie di cicogna (Ciconiidae), la spatola (Platalea
leucorodia), la volpoca (Tadorna tadorna), la
gru (Grus grus), il
cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), il
gabbiano corallino
(Larus melanocephalus)
E' facile immaginare che tali specie protette subiranno gli effetti
nefasti sia dell'inquinamento acustico e dell'inquinamento luminoso
che l'evento “Jova Beach Party” del 13 agosto provocherà a Policoro
e non solo.
L’ inquinamento acustico andrà ad impattare non solamente
l'avifauna acquatica del Parcoornitologico di Marinagri, ma anche
tutta quella residenziale e migratoria ospitata nella prospiciente
pineta anch’essa area SIC. La pineta confinante è parte integrante
della riserva Foce Agri Sic e rappresenta per gli abitanti di Policoro e per la fauna che custodisce, un santuario imperturbabile che sarà
violentato per giorni non solo dall'inquinamento acustico ma anche
dalle migliaia di persone che attraverseranno la spiaggia e la pineta
per raggiungere il luogo del concerto.
Le associazioni ambientaliste hanno anche chiesto di scongiurare,
durante lo spettacolo di Jovanotti, la sperimentazione della
tecnologia 5G.
In effetti, numerosi studi scientifici indipendenti ne acclarano la
pericolosità e i tanti spettatori presenti non devono certo essere
usati come cavie per sperimentarne le potenzialità ma, piuttosto, la
loro salute va preservata e protetta in ogni modo.
Inoltre, è lecito anche domandarsi l'impatto che questo evento avrà
non solo sull'ambiente ma anche sul bilancio economico del
Comune di Policoro se si considera l'enorme quantità di rifiuti
prodotte da oltre 30.000 persone in spiaggia e che dovranno essere
raccolti e smaltiti.
E chi paga per tutto ciò?
A pagare, di certo, in termini economici e ambientali, sarà l'intera
comunità di Policoro per il potenziale danno che l'evento provocherà
all'habitat, alle numerose specie protette e alle dune, ma che
comporterà anche un impegno di uomini, di mezzi e di somme di
denaro che saranno a carico della collettività.
Le associazioni ambientaliste si chiedono anche se le istituzioni
hanno tenuto in debita considerazio
ne anche
il fatto che per
arrivare a Torre Mozza si deve attraversare la zona interessata dal
canale
C7
.
Purtroppo il restringimento del canale
C7
ha provocato, quale
effetto diretto, il ridotto deflusso dell'acqua nella misura dell'80%
della sua portata naturale, situazione che ha indotto il Comune di
Policoro a dichiarare la zona a rischio idrogeologico.
Non si comprende come sia stato possibile ignorare la delibera di
Giunta del 6.09.2017 con cui si acclara
“della presenza di un
tombino circolare del DN 2000 posto in corrispondenza
dell’attraversamento di Via San Giusto che costituisce un ulteriore e
significativo ostacolo ai deflussi di piena in quanto, parzializzando
sensibilmente la sezione idrica disponibile, riduce la capacità di
smaltimento del canale a circa 1/3 di quella potenziale in assenza
della stessa causando esondazioni distribuite lungo il Canale 7
anche con tempi di ritorno dell’ordine di qualche anno; tale
situazione, se da un lato, nell’immediato, non consente di
raggiungere pienamente gli obiettivi fissati nel Regolamento
Urbanistico,
dall’altro pregiudica i livelli di sicurezza per
le persone
e per i beni esistenti, esponendoli frequentemente
ed in maniera significativa al rischio idraulico, come si è avuto
modo di osservare direttamente durante le recenti inondazioni
del 2011 e del 2013” (
http://www.policoro.gov.it/attachments/article/1757/G00106CO
.DLB%20STUDIO%20DI%20FATTIBILITA%27%20DGC.PDF
).
Quindi le criticità sono molteplici tra mancato rispetto di un
habitat che andava preservato per le future generazioni e
soprattutto per i tanti giovani che parteciperanno al concerto
di Jovanotti.
Sembra, infatti, che la tutela dell'ambiente sia un prodotto di
marketing particolarmente lucroso, ma gli ambientalisti radical
chic possono provocare molti danni anche quando veicolano un
messaggio fuorviante ossia che la natura debba cedere il
passo al guadagno e non il contrario.
In effetti, il Jova Beach Party promette di sensibilizzare i
giovani alla questione ambientale,
con particolare riferimento
al Plastic free, nonostante le attività di somministrazione
interne all'evento distribuiscano bevande in bottiglie di
plastica,
in realtà lo fa mentre utilizza un Sito di Interesse
Comunitario ed esponendolo a un fortissimo impatto negativo.
Ad ogni modo le associazioni invieranno un documento formale
a tutte le istituzioni per evidenziare tutti i possibili rischi
nonostante il silenzio assordante di associazioni locali che pur
avendo una struttura organizzativa molto strutturata sul
territorio, preferiscono tacere.
Si spera che possa prevalere il buon senso, il senso civico e il
rispetto della legge in materia ambientale, tutti elementi che le
nostre Istituzioni dovrebbero utilizzare quando si tratta di prendere
decisioni difficili
a tutela del nostro territorio.
La natura va rispettata e non calpestata.

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