Signor Ministro ,
Autorità,
Magnifici Rettori e loro delegati,
cari studenti e studentesse ,
cari colleghi e colleghe ,
cari ospiti,
a tutti rivolgo il benvenuto alla cerimonia di inaugurazione del XXXVII anno Accademico
dell’Università degli Studi della Basilicata.
A tutti il mio più cordiale ringraziamento per la vostra partecipazione.
Ringrazio la prof. Flora Carrijn Presidente della Rete delle Università delle Città Capitali
europee della Cultura (UNeECC) – e rettrice dell’Università K. di Leuven (Lovanio) Belgio.
Ringrazio il Presidente della Regione per la sua personale vicinanza alla nostra Università, e
come rappresentate della massima istituzione territoriale con cui abbiamo avviato e rilanciato una
rinnovata stagione di collaborazione.
Ringrazio poi in modo particolare il Ministro Roberto Speranza, che ci onora con la sua
presenza . Ci riempie di orgoglio, infatti, il suo essere nostro Dottore di ricerca in Storia, con una
tesi su Carlo Rosselli e il “socialismo liberale”.
Questa volta abbiamo derogato dalla data tradizionale del 23 novembre per il nostro giorno
inaugurale. Ma abbiamo ricordato quel drammatico evento con un convegno organizzato a Matera,
in collaborazione con altri enti, dal titolo “ La fragilità della bellezza . Riflessioni sull’Italia
vulnerabile, la necessaria prevenzione del rischio sismico e la salvaguardia del patrimonio
culturale”.
Ma è opportuno, anzi necessario ricordare sempre che il nostro Ateneo, nato dopo il
terremoto del 1980, ha rappresentato e continua a rappresentare, un riferimento centrale per lo
sviluppo dell’intera regione, così come era nell’intento lungimirante dei legislatori della
ricostruzione, e continua in questo compito con forza, in modo coerente, esercitando con
de terminazione una forma speciale di resilienza, anzi direi di resistenza, che noi tutti
rivendichiamo con orgoglio, come ho avuto modo di ribadire recentemente a Matera anche al
ministro Fioramonti, operiamo in questa regione - e non solo - per combattere d a queste latitudini,
“l’interminabile lotta per il progresso del sapere e della pietas” come ci ammoniva Umberto Eco
in occasione della firma della Magna Charta (1988).
Come docenti, infatti, siamo impegnati, in un’ azione costante e quotidiana, al fianco dei
nostri studenti non solo per fare didattica e ricerca di qualità , ma anche per sviluppare in loro
spirito critico e per mobilitare le coscienze nelle dimensioni sempre più urgenti che il nostro tempo
impone: ambiente, diritti, discriminazioni, libertà, giustizia.
Una resistenza , caro Ministro e c aro P residente, che è anche una lotta sociale e culturale per
questa nostra Regione , una lotta , necessaria e giusta, per difendere e ottenere pari opportunità per i
nostri studenti e per tutta la comunità accademica.
Anche questa volta abbiamo dovuto constatare una perdita di circa 35 0.000 € sul Fondo di
Finanziamento ordinario assegnato al nostro Ateneo per il 2019.
Quest’anno solo 15 atenei potranno leggere il segno + davanti all’indicazione delle risorse
assegnate loro nel 2019, rispetto a quelle trasferite nel 2018; tutti gli altri avranno di meno.
M inistro, il Governo deve dare risposte certe al sistema universitario; le università ha nno
bisogno di ulteriori finanziamenti. Il Governo è chiamato innanzitutto a garantire l’integrità del
sistema con un progetto, capace di tenere assieme atenei forti e atenei deboli, piccoli e grandi,
antichi e di recente istituzione, questo va fatto nell’interesse dell’intero Paese.
Perché la forza del nostro Paese è nella sua varietà, nella relazione tra aree forti e aree
marginali, tra centro e periferie, tra città e paesi. Ma spesso proprio dai margini, dalle periferie,
dalle zone interne di questo nostro Paese arrivano nuove forme di conoscenza e sviluppo, idee dirompenti, possibilità e speranze. E, il valore del sistema universitario italiano , sistema di assoluta
qualità scientifica e culturale in tutto il suo complesso, risiede anche nella sua funzione connettiva
di un paese che altrimenti imploderebbe nelle sue contraddizioni storiche e in quelle di nuova
emersione.
Mi accingo a completare il mio incarico di Rettrice, che si chiuderà il 30 settembre del
prossimo anno; e da questa condizione posso affermare con una certa esperienza che il nostro
lavoro, il lavoro della governance degli atenei, è diventato o ramai insostenibile.
È impossibile gestire un ateneo con risorse che diminuiscono progressivamente e
ininterrottamente dal 2009, con un carico economico che invece aumenta continuamente
nonostante i pensionamenti . Penso agli aumenti dei costi fissi per l’applicazione di norme di legge
quali gli scatti stipendiali e l’applicazione alle retribuzioni dell’indice ISTAT; l’applicazione del
nuovo contratto Nazionale p er il personale tecnico amministrativo; il costo di buona parte del
diritto allo studio. Tutti costi scaricati interamente sui bilanci degli Atenei. Su questi temi mi sono
battuta in CRUI ed ho avuto il sostegno di molti rettori, sostegno che mi ha consentito di essere
eletta quale loro rappresentante nella Giunta della Conferenza dei Rettori.
Vi pongo una riflessione: come è possibile assicurare qualità, come è possibile generare
innovazione, se a fronte di una riduzione, che prossimamente raggiungerà una quota di circa il
25% del personale tecnico amministrativo e prossima al 15% del personale docente, questo Ateneo
non può, per ragioni di sostenibilità economica, procedere all’assunzione di altro personale? Come
può essere affrontata la sfida dall’innovazione della didattica, dei processi, della qualità richiesta
dal sistema universitario e dall’agenzia nazionale di valutazione? Com’è possibile richiedere
sempre e di più ai nostri docenti, ricercatori, molti dei quali precari, se non diamo loro prospettive
di crescita professionale e di superamento della precarietà?
Nonostante il finanziamento Regionale che, come sapete tutti, garantisce all’Ateneo 10 ML €
all’anno, Unibas riesce, con grande affanno seppur con efficacia, a realizzare le attività
dell’Ateneo, senza però riuscire a immaginare prospettive di crescita e senza avere la possibilità di
programmare nuovi corso di studio, né avere la possibilità di pianificare corsi più attrattivi per gli
studenti e più in linea con i fabbisogni di competenza e di occupazione espressi dal territorio; non
riusciamo, in questa condizione di ateneo che vede costantemente ridursi le risorse a sostegno della
sua azione, a programmare investimenti per poter acquistare nuove attrezzature scientifiche né
realizzare nuovi laboratori e servizi. Eppure tante sono le possibilità, le idee, le sollecitazioni; si potrebbe programmare l’avvio di
progetti di qualità, si potrebber o rafforzare servizi a sostegno dei nostri studenti, per esempio
nell’orientamento e nel placement post laurea, si potrebbe scegliere di ampliare gli orari di
apertura dei nostri tre campus – due a Potenza e uno a Matera – attrezzandoli ed innovandoli per
una migliore fruizione; si potrebbe avviare un sistema di trasporto rapido tra Potenza e Matera,
magari con mezzi elettrici e sostenibili, servizio che sarebbe utilissimo per la nostra comunità di
studenti e dipendenti – e non solo -. Si potrebbe sostenere un ampliamento dell’offerta di corsi di
laurea, ma anche di competenze trasversali, cruciali per la ricerca di una occupazione; si potrebbe
potenziare l’Academy U - Link, che abbiamo lanciato a luglio a Matera, per formare in maniera
ancor più efficace giovani lucani - e non solo – sui temi dell’innovazione tecnologica e del sapere
digitale; si potrebbe potenziare la nostra capacità di sostenere la mobilità degli studenti e di tutto il
personale, rafforzando il presidio delle attività di internazionalizzazione svolte del nostro Ateneo.
Tanti progetti, tanta qualità, tanti giovani con speranze ed aspettative giuste, poche le risorse,
sempre meno. Per queste ragioni chiedo alla Regione l’avvio di una rinnovata stagione di
collaborazione, una più forte sinergia; rilanciamo lo spirito fondativo dei nostri costitutori,
ampliando e modificando sia l’accordo dodicennale - ormai datato - che l’accordo di programma
con il MIUR, ridiscutendo finanziamento e finalità, date le condizioni mutate del siste ma
universitario e data anche l’imminente scadenza (il 2024) del suddetto accordo.
Oggi dobbiamo stringere ulteriormente i rapporti di collaborazione tra gli enti di ricerca e la Regione, dobbiamo essere ancora più attenti a ciò che accade sul nostro territorio ed a come
favoriamo la rete di collaborazioni. Pens o alla richiesta del comune di Matera di estendere la
formazione nel campo delle arti e del design, penso che da poco sia stato inaugurato un centro di
r icerca a Metaponto su una tematica sulla quale il nostro Ateneo ha gruppi di ricercatori di
eccellenza. O ggi ospitiamo tre borse di dottorato finanziate su quel centro. Probabilmente. Sarebbe
stato un buon investimento coinvolgerci nella fase di istituzione. Ringrazio a tal riguardo
l’assessore all’ambiente Gianni Rosa per la sua apertura ad una collaborazione stretta con i nostri
ricercatori sui temi dell’ambiente.
Questa non è una lamentazione. Posso certamente affermare, infatti, che UniBas non è
l’esempio di chi chiede in una posizione passiva e di attesa, i nostri risultati nel campo della
qualità della ricerca e della didattica dimostrano che facciamo “miracoli”, come con grande onestà
intellettuale è stato riconosciuto in Commissione Bilancio della Regione Basilicata dove ho
recentemente relazionato sul nostro operato, ricevendo complimenti e attestazioni di stima.
Non ripeterò in dettaglio l’elenco delle molte cose fatte, di cui sono davvero orgogliosa,
elenco raccontato e presentato in molteplici occasioni pubbliche e istituzionali, tra cui fra le più
recenti, l’inaugurazione del Campus di Matera alla presenza del ministro Lorenzo Fioramonti, e in
un incontro con la comunità accademica; C’è un lungo anno di lavoro e ci sarà certamente un
momento più in là nel tempo, per restituire un rendiconto complessivo dell’attività.
Accenno solo a alcuni recenti passaggi che ritengo essenziali. L’accreditamento da parte
dell’Anvur di tutti i nos tri corsi di studio e di dottorato ; i progetti competitivi conquistati nei vari
bandi europei e del Miur; circa 60 borse di dottorato industriale in 3 anni, realizzati per facilitare
processi di trasferimento tecnologico con le aziende ; la conquista di 20 ricercatori nel bando AIM
in cui siamo stati i primi classificati nel rapporto “ n. di posizioni ottenute/n. docenti dell’Ateneo ”.
I più di mille eventi tenuti in questi anni di coinvolgimento dei cittadini sulle due sedi, con grandi
nomi dell’arte della scienza e del sociale, penso a Zigmund Bauman, Agnes Heller, Gino Strada,
Eusebio leal, Fabiola Gianotti, Muhammad Yunus, Luigi De Filippo, e tanti altri, vorrei
aggiungere anche il maestro Salvatore Sebaste che ci ha donato la sua collezione delle opere
Matematicarte, e il maestro Michelangelo Pistoletto, assoluta autorità nell’arte contemporanea,
che ha donato la sua opera il terzo Paradiso al nostro Ateneo, oggi esposta nell’atrio di ingresso del
Campus di Matera, E in fine, ma non per ultimo, vorrei sottolineare i l gradimento dei nostri
studenti che è tra i più alt i in Italia.
È evidente che si possa considerare quindi che ciò che la R egione destina all’Unibas non è
un soste gno , non è un regalo, ma un vero e proprio investimento. Ed è possibile dimostrare come
quell’investimento, sul piano meramente economico, attraverso la spesa dell’Università in stipendi
e acquisti di beni e servizi, generi annualmente un impatto diretto superiore a 60 milioni di euro,
attivando una produzione indotta sul sistema economico pari a 180 milioni, di cui due terzi a
livello regionale e un terzo nel resto d’Italia; tale produzione attiva , inoltre, un impiego di ulteriori
550 unità di lavoro. A questo deve aggiungersi la spesa, stimata in c irca 60 milioni annui,
risparmiata alle famiglie lucane che hanno i propri figli iscritti nel nostro Ateneo e parimenti la
ricaduta economica della presenza degli studenti fuorisede nella nostra regione.
Sugli effetti sul piano culturale e sociale, e sulle ricadute positive della presenza di
un’ Università in un territorio – che poi generano condizioni ottimali per lo sviluppo economico -
esistono ormai biblioteche intere di studi e ricerche che ne raccontano e dimostrano il valore.
A bbiamo oggi graditissima ospite Flora Carrijn Presidente della Rete UNeECC, che saluto
con grande piacere. La sua presenza è anche testimonianza del ruolo strategico svolto dalle
Università nel sistema delle Capitali Europee della Cultura.
Posso affermare , con orgoglio, che il nostro ruolo è stato cruciale per Matera 2019; una
vera terza missione dell’Ateneo, per aver disincagliato il progetto in un momento particolarmente
difficile della sua gestazione , per averlo rilanciato e portato al riconoscimento e uropeo certificato
dal premio Melina Mercouri ; e per aver realizzato una delle più importanti infrast rutture previste nel dossier, il campus di Matera già centro di riferimento con moltissime iniziative realizzate e in
programma.
Siamo e saremo impegnati nel ruolo di monitori del progetto e, soprattutto, nel difficile
impegno di raccogliern e la Legacy. E la rete UNEEC offre, anche con il nostro contributo, la
possibilità di una partecipazione continua e pie na al movimento delle Capitali Europee della
Cultura, promuove la cooperazione interuniversitaria per sviluppare e rimodellare la posizione
regionale delle università al fine di creare nuove attività nelle relazioni città/ università. Ancora una
volta attestiamo il nostro lavoro sul territorio portand olo nel mondo e nelle nostre reti
internazionali.
L a prolusione sarà tenuta da l più giovane ricer catore della Scuola di Scienze Agrarie,
F orestali e Ambientali Mauro Viccaro con un tema dal titolo: Sostenibilità e sicurezza alimentare:
sfide ed opportunità, ancora una volta il nostro territorio sarà al centro dei nostri studi e delle
nostre ricerche. Questa scelta penso facilmente possa raccontarvi del valore che diamo - che do -
alla promozione e al sostegno dei nostri giovani ricercatori.
Ma vorrei concludere toccando un tema che mi è particolarmente caro, il rapporto tra
università e democrazia.
L’università , e la scuola , sono organi vitali della democrazia come noi la concepiamo.
Il nostro ruolo è quello di essere uno strumento per incoraggia re la lettura critica del reale,
di creare cittadini coscienti e non sudditi. Il ricercatore e il docente o sono liberi o non sono.
“Se si dovesse fare un paragone tra l’organismo costituzionale e l’organismo umano, si
dovrebbe dir e che la scuola e l’università corrispondono a quegli organi che nell’organismo
umano hanno la funzione di creare il sangue che porta ossigeno al cervello”, così affermava il
padre costituente Piero Calamandrei, citato anche nel messaggio di saluto della Senatrice Liliana
Segre.
Prosegue “ Il compito dell’università e della scuola è quello di formare la classe dirigente,
non solo quella politica, ma anche la classe dirigente culturale e tecnica, e, nel nostro pensiero di
democrazia, la classe dirigente deve essere aperta e sempre rinnovata dall’afflusso verso l’alto
degli elementi migliori di tutte le classi, di tutte le categorie.”
Questo pensiero si è tradotto nell’art. 34 della Costituzione in cui è detto: “La scuola è aperta
a tutti. I capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti
degli studi”. E ancora oggi dopo 70 anni discutiamo di diritto allo studio. All’art. 9 della
costituzione è riportato che “ La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca
scientifica e tecnica [33, 34]. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
I padri costituenti non agirono a caso, non scrissero “ lo stato promuove ” ma la R epubblica
promuove, perché si era appena usciti dal dominio di un Ministero della cultura che imponeva le
linee culturali, linee che purtroppo le università applicarono , accettando di espellere i colleghi e gli
studenti ebrei, sostenendo perfino assurde teorie razziali.
La Repubblica che nella sua funzione primaria, condiziona e dirige l’organizzazione
democratica dello Stato.
L’università dunque è tema di competenza della Repubblica, e l’Università “è una o
non sarà” come ha ribadito in un suo recente discorso a Reggio Calabria, Ivano Dionigi presidente
di “Alma Laurea”, e a lungo straordinario Rettore dell’Alma Mater di Bologna. Stiamo attenti
dunque a proposte di autonomia differenziata, così come si sono configurate non faranno altro che
a pprofondire un divario voluto e attuato – anche per inerzia - dal 2009 da tutti i governi che si sono
succeduti. L’unico finanziamento aggiuntivo al sistema universitario è stato quello che giudico
sciagurato dei dipartimenti di eccellenza , che ha creato d isparità all’interno degli atenei e disparità
tra gli atenei, 10 Università si sono viste escluse completamente dal progetto e per loro non è stata
definita alcuna forma alternativa di sostegno. Raccogliamo oggi i cocci di un P aese che ha creato un contesto economico/cultura le che
sembra non credere nel valore della conoscenza, della cultura, se osserviamo l’andamento de g li
investimenti in cultura e ricerca degli ultimi 50 anni.
La situazione è aggravata oggi dal ruolo della rete , con tutto quello che ne consegue.
Dobbiamo interrogarci e chiederci come mai la ret e riesc a tanto facilmente ad influenzare, a
condizionare, spesso spargendo no tizie false. Non solo i caricaturali terrapiattisti o no - vax, ma
fenomeni di razzismo, antisemi tismo, omofobia e violenza di genere.
Q ualcosa è cambiato nel nostro paese ed è cambiato purtroppo in peggio. La mozione Segre
e la risoluzione europea in tema di totalitarismo segnano due elementi fondamentali e ci
ammoniscono sul fatto che il rapporto tra cultura e politica può ri-diventare un’emergenza. I
negazionisti avanzano ed avanza la cultura dell’odio e dell’ intolleranza. Ieri a Roma sono state
imbrattate le targhe delle vie intitolate alle “vittime legg i razziali” , questo gesto non solo offende
le vittime e i loro familiari ma imbratta noi tutti, la nostra dignità e la nostra intelligenza.
Dobbiamo essere vigili tutti.
E’ necessario dunque un atto di coraggio per uscire da questa palude , bisogna investire in
cultura e di conseguenza nell’Università.
Ho invitato il Ministro per l’Università Lorenzo Fioramonti e il Ministro per il Sud e per la
Coesione Sociale, Giuseppe Provenzano ad un incontro con le Università poste nelle aree interne
del paese per discutere, qui, di Università e Sviluppo . Invito accettato da entrambi. Colgo
l’occasione per estender e l’invito anche al presidente della Regione e a lei signor ministro che in
questo momento si trova a gestire la difficile situazione della carenza di medici e di specializzandi,
ancora una volta un problema legato all’Università.
Concludo ringraziando nuovamente tutti i Colleghi, il Prorettore vicario, i Prorettori delegati,
i Direttori delle Strutture Primarie di Ricerca e Didattica e dei centri di ateneo, che in questi anni
mi hanno aiutato e sostenuto, il Personale Tecnico Amministrativ o che non ha fatto mancare la
propria professionalità e il proprio sostegno, i Dirigenti e il Direttore Generale per l’impegno e la
professionalità e perché insieme a me si trova no continuamente a far fronte e a dare risposte ai
numerosi problemi che vivia mo .
Vorrei chiudere , come sempre, con il pensiero rivolto ai nostri studenti che in questi anni
hanno lavorato fianco a fianco con noi in modo responsabile e maturo. Siamo uno degli Atenei con
il più alto indice di gradimento da parte degli studenti – già lo accennavo - pari al 92% !
H o chiesto che questo dato veni s se inserito in una classifica delle Università analoga a
quella sulla qualità della vita nel le città.
Ringrazio inoltre i colleghi del personale che hanno reso possibile la realizzazione di questa
giornata.
Ringrazio come sempre la mia famiglia che mi sostiene e sopporta con me il peso dei miei
impegni.
Voglio concludere con il ricordo affettuoso di due persone che hanno lavorato per il nostro
Ateneo e sono venute a mancare improvvisamente: la professoressa Silvana Rinauro e la
studentessa di Scienze Umane Ve ra Manco , due persone generose, entrambe nei loro ruoli
appassionate del proprio lavoro e di grand e spessore umano. Ci mancheranno, ma, lo dico
accomunando in un abbraccio caloroso i loro famigliari, non dimenticheremo quanto ci hanno
lasciato. Continueremo nel nostro impegno anche pensando a loro.
Aurelia Sole – Rettrice

Commenti
Posta un commento