Inaugurazione Trentasettesimo Anno Accademico 2019 - 2020. Indirizzo di saluto della Senatrice a vita Liliana Segre e Prof. dr. Flora Carrijn
autorevoli membri del Corpo Docente,
ma soprattutto care ragazze e cari
ragazzi,
con vero piacere saluto l’inaugurazione del XXXVII anno accademico
dell’Università di Basilicata.
Quando lo scorso anno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella mi
fece l’onore di conferirmi la carica di Senatrice a vita , superata la sorpresa, chiesi
subito di essere collocata presso la Commissione Cultura del Senato. Ho avuto
infatti sempre chiaro che memoria e cultura debbono andare insieme. La mia stessa
testimonianza degli orrori della Shoah non andrebbe davvero ad effet to se non
incontrasse un’opinione pubblica quanto più possibile formata e informata,
recettiva e attenta.
Di qui il mio impegno in Commissione per il ripristino di un esplicito tema di
storia all’esame di maturità. Il nuovo Ministro dell’istruzione, univer sità e ricerca
ha mostrato disponibilità , lo considero un segnale importante , che spero significhi
però anche una svolta nelle politiche nazionali per la scuola e l’Università.
Vorrei concludere questo saluto con un richiamo del Professor Salvatore
Settis , che di recente abbiamo aud i to sempre i n Comm i ssione Cultura del Senato .
R iprendendo le parole di Piero Calamandrei il professor Settis ha ricordato a tutti
noi come scuola e università costituiscano a pieno titolo “un organo
‘costituzionale’”, insieme a musei , istituti e centri di ricerca. Una delle colonne
della nostra democrazia costituzionale. Perché l a cultura è ricchezza. Da
valorizzare. Ma da valorizzare prima di tutto come r icchezza personale e morale,
formazione di uomini e donne migliori, cittadi ni più consapevoli e democratici.
R icchezza poi anche per la Nazione, per la sua economia, per la sua immagine nel
mondo. Particolarmente per le regioni del Sud che tutto hanno da guadagnare dalla
qualità della cultura e della formazione dei cittadini, dei giovani, dei lavoratori,
della classe dirigente.
Un cordiale saluto a voi tutti e i migliori augur i di buon lavoro e buono studio,
Liliana Segre
CARRIJN Flora Carrijn (ita).pdfAzioni
Onorevole Rettrice, membri del Senato Accademico e del Consiglio di Direzione,
Onorevole Ministro della Sanità,
Onorevole Presidente della Regione Basilicata,
Cari colleghi e student i,
Cari ospiti,
In qualità di Presidente dell’ UNeECC ( University Network of European Capitals of
Culture ) , è per me un privilegio essere stata invitata ad indirizzare questo discorso alla
comunità accademica dell’Università della Basilicata ed ai suoi illustri ospiti in occasione
dell’inaugurazione dell’ Anno Accademico.
Per un’università questa cerimonia rappresenta sempre un’occasione per ribadire la
propria missione accademica e l e proprie r esponsabilità nei confronti degli studenti, del
mondo scientifico e del la società, cioè per quanto attiene formazione , ricerca e
divulgazione , il triplice dovere di un’università . Questa cerimonia è anche
un ’affermazione festosa dell’impegno del l’intera comunità accademica a dispiegare tutte
le proprie risorse — individuali e collettive, intellettuali, tecnologiche e pedagogiche — per
continuare a creare opportunità per le generazioni future e gettare solide basi per
assicurare a tutti un futuro sost enibile, fiorente e culturalmente ricco.
E’ un momento commemorativo che assume particolare importanza per un’istituzione
relativamente giovane come l’Università della Basilicata che è stata fondata dopo il
terremoto del 1980. Quella catastrofe ha avuto un costo elevatissimo in termini di vite
umane e d anni alle infrastrutture ed ha sconvolto il normale andamento della vita
normale e del l’attività economica. E tutto ciò è accaduto in una regione che aveva già
bisogno di sostegno per il suo sviluppo sociale ed economico.
La decisione presa dal governo di fondare un’università in Basilicata come incubatrice di
cervelli e quindi motore dell’attività economica della regione è stata una scelta giusta. È
stato dimostrato che gli investimenti sulla ricerca e l’istruzione superior e , cioè sulle
università, hanno per l’economia e la società un rendimento superiore a qualunque altra
forma di introito . Le università hanno sempre avuto un ruolo cruciale nello sviluppo della
vita intellettuale degli i ndividui e della società. Il fatto stesso che le università ruotino
intorno a ricerca e formazione, che si interro ghino con duttilità sulla loro missione, sul
contributo che possono dare a cultura, economia e benessere, illustra il ruolo sociale
delle univ ersità come parte integrante della responsabilità di un paese. Nella primavera
del 2009, i ministri dell’Università dei pae si dell’Unione Europea hanno incontrato a
Leuven il gruppo di follow - up del processo di Bologna e sottolineato che l’istruzione
superiore favorisce l’innovazione e la creatività che sono necessari e per ricerca e
sviluppo e che la cultura è uno dei fondamenti della democrazia.
La ricerca è finalizzata all’arricch imento e alla salv aguardia della conoscenza, alla
raccolta cr itica di nuove idee e all’introduzione creativa dell’innovazione. Quind i la ricerca
è il vero motore dell’evoluzione intellettuale della società , e va ad accrescere ciò che noi
descriviamo come cultura. Un aspetto fondamentale della forma mentis di un ricercatore
universitario deve essere quello di allargare e superare i confini di quanto è già noto, ma la ricerca può anche portare alla valorizzazione economica attraverso brevetti, spin - offs ,
o collaborazioni con il mondo dell’industria che abbiano un impatto sulle opportunità di
lavoro, il reddito pro capite, la qualità della vita e il PIL.
La formazione universitaria mira alla disseminazione di quanto finora esplorato e
acquisito e a nuove scoperte , e alla loro v alutazione critica in una prospettiva sociale . È
pertanto nodale nel favorire l’evoluzione intellettuale degli individui e nel motivarli ad
offrire un personale contributo all società e alla cultura.
In sintesi, da un lato le università sono templi univers ali del sapere, dall’altro sono parchi
ricreativi per viaggi di esplorazione scientifica, ma sono anche custodi di valori culturali.
Nel creare, custodire , comunicare o disseminare il sapere , le università hanno un ruolo
determinante per l’ evoluzione intellettuale degli individui ed il contributo che essi
possono dare alla civiltà. Attraverso attività di ricerca, formazione e divulgazione , le
università producono innovazione economica e benefici sociali e q uindi contribuiscono a
formare la società e a salvaguardare la cultura. L’università è un ambiente ideale dove le
menti aperte possono continuare a produrre crescita intellettuale e culturale, dove la
collaborazione inte rdisciplinare e la creatività po ssono portare all’innovazione, dove la
cultura nel la sua interezza è preservata e difesa. Ed è per questo motivo che nei paesi
democratici le autorità hanno il dovere di finanziare la ricerca e la formazione
universitaria.
Molte un iversità europee fondate nel tardo Medio Evo nacquero dal l'evoluzione
dell’ insegnamento impartito nel le scuole delle chiese cattedrali e dei monasteri o furono
fondate con bolla papale (come la mia università KU Leuven nel 1425, la prima nei Paesi
Bassi) e la formazione n elle ‘septem artes liberales’ aveva come obiettivo principale
quello di offrire uno ‘studium generale’ mirato alla crescita intellettuale dell’individuo e al
consolidamento delle gerarchie sociali esistenti. La riflessione critica si fece strada
durante il Rinascimento preparando il terreno per Razionalismo e d Empirismo. Tuttavia,
l’ università moderna , dove il sapere viene acquisito attraverso l’interazione e lo scambio
di idee , dove la libertà accademica e l’autonomia istituzionale sono una strutturale
con ditio sine qua non , risale solo al XIX secolo. Attualmente, le u niversità tendo no a
presentarsi come istituti di ricerca /imprese , in cui la valorizzazione economica si concilia
con la ricerca libera e con la libertà accademica nel contest o dell’innovazione . Lo sforzo
accademic o verso l’eccellenza si accompagna a lla dinamica dell’interdisciplinarietà .
L’Università della Basilicata deve essere stata concepita come un’università di questo
tipo sin dall’inizio per soddisfare i bisogni intell ettuali della regione i n modo più diretto.
La Scuola di Ingegneria e la Scuola di Scienze Agrarie Forestali Alimentari e Ambientali
sono come bozzoli in cui gli student i della regione si (tras) formano a livello accademico
in quei campi che maggiormente contribuiscono a rinvigorire l’agricoltura e l’industria.
Queste Scuole sono supportate e integrate dai Dipartimenti di Matematica, Informatica
ed Economia e dal Dipartimento di Scienze. Anche le Scuole di Dottorato sono incentrate
sull’ innovazione e la sostenibilità ( ad e sempio Biologia appl icata e tutela dell’ambiente,
In gegneria per lo sviluppo innovativo) e sostenibile.
Il Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo, dell’Ambiente e Patrimonio
Culturale e il Dipartimento di Scienze Umane completano le discipline offerte dagli altri
dipartimenti. “La ricerca culturale, come forma complessa di umanizzazione, permea
tutte le cose, dagli individui alle comunità, dalla natura alla tecnologia, dalle strutture
sociali alle istituzioni, con l’obiettivo di renderle più u mane; cioè più appropriate alla
dignità e alla libertà dell’umanità” (Papa Giovanni Paolo II, 1991, discorso tenuto
all’Unibas) – o nelle parole dei ministri europei dell’Univeristà in occasione dell’incontro
tenutosi a Leuven nel 2009; “ la cultura è uno dei fondamenti della democrazia”. La genesi dell’Unibas come seme per la crescita e la prosperità della regione ha portato
al consolidamento di una competenza accademica con un alto potenziale sinergico nei
vari dipartimenti. Inoltre , sin dall’inizio, l’istituzione dell’ateneo deve aver favorito la
collaborazione con le autorità locali. Pertanto, l’università è stato un partner
assolutamente cruciale nella preparazione, organizzazione e probabilmente anche nel
follow - up di Matera Capitale Europea della Cultura 2019.
Ed è in tale contest o che l’Unibas ha proposto alla University Network of European
Capitals di ospitare a Matera per il 2019 il Convegno Annuale dell’UNeECC che si è tenuto
negli ultimi due giorni. Il tema generale del convegno di quest’anno è stato ispirato da
tematiche di interesse locale: “Cultural Resilience: physical artifacts, tan gible attributes,
natural risks”. In linea con la tradizione dell’UNeECC, studiosi provenienti da diverse
università europee hanno presentato i risultati delle loro ricerche e discusso diversi
approcci metodologici in relazione all’impatto di grandi eventi come ECoC (European City
of Culture) su città, territori e comunità coinvolti:
prendendo in considerazione cultura e natura, individuo e gruppo, patrimonio
tangibile e intangibile;
considerando aspetti culturali, economici e ambientali;
e splorando consapevolezza culturale e accessibilità con particolare riguardo a
comunità periferiche e realtà territoriali fragili.
In breve, l’obiettivo è stato quello di mirare a una ‘qualità della vita’ per tutti con risultati
inclusivi, giusti e sostenibili.
Vorremmo dunque esrimere la nostra gratitudine all’Università della Basilicata, alla
Rettrice e al comitato organizzatore, in particolare a Maria Mininni e Francecso Scorza,
per aver ospitato il nostro Convegno Annuale.
Signore e Signori,
La Basilicata, un tempo solo il ‘collo del piede’ dello stivale italiano, fra la punta della
Calabria e il tacco della Puglia, la terra dimenticata attraversata solo quando si viaggiava
da l Mar Tirreno a Salerno verso il Mare Adriatico a Bari o il Mar Ionio a Taranto, sta
diventando una regione attrattiva per l’industria, la Fiat ne è un esempio. Ma anche per il
turismo , nel cui ambito la reg ione coniuga la salvaguardia del proprio patrimonio
culturale e architettonico (basti pensare alle meravigliose chiese rupestri nei Sassi di
Matera, alla cattedrale e al ponte Musumeci a Potenza) con le manifestazioni artistiche e
culturali innovative del la Capitale Europea della Cultura. Il New York Times giustamente
la definisce “il segreto dell’Italia meglio custodito”.
La resilienza consolidata da secoli di repressione e ribellione, e di dominazioni (greca,
romana, saracena, normanna, spagnola, francese, etc.) con le insurrezioni che le hanno
accompagnate, ha certamente reso la popolazione locale più forte nel superare le
calamità e le avversità del passato e nel lavorare con impegno per il futuro. Ma il
successo della rinascita di questa regione è dovuto anche, in misura ragguardevole, alla
presenza di accademici qualificati - ingegneri, scienziati, archeologi etc - che si formano
all’Università della Basilicata. Grazie ai campus di Potenza e della Basilicata c’è stata
un’inversione di tendenza che ha consentito alle nuove generazioni di investire le
competenze acquisite in modo creativo, dinamico e imprenditoriale per il bene della
comunità. A nome del Consiglio direttivo dell’ UNeECC auguro a tutta la comunità dell’UNIBAS di
continuare a perse guire con successo i propri obiettivi, in un clima piacevole e gobibile
dal punto di vista intellettuale:
Rettrice, che l’università possa rimanere un porto del pensiero critico in cui ‘menti
aperte’ possano contribuire alla crescita culturale e intellettuale della società, un
porto in cui la collaborazione tra vari ambiti disci plinari e la creatività possa
portare all’innovazione, un porto in cui la cultura nella sua interezza sia
preservata e difesa;
Colleghi, vi auguro successo accademico e ap pagamento intellettuale
nell’adempimento delle vostre responsabilità, vi auguro che la vostra attività di
ricerca e didattica continui ad essere fonte di ispirazione per i vostri student i ;
Cari student i , vi auguro di cogliere a pieno le opportunità formati ve e di affrontare
le sfide intellettuali che l’Unibas vi offre .
Vi ringrazio per la vostra attenzione.
Prof. dr. Flora Carrijn
President of UNeECC
(The University Network of European Capitals of Culture)
Provost KU Leuven
Managing director Flanders Business School
flora.carrijn@kuleuven.be
Dies Academicus University of Basilicata

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