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Le piogge torrenziali degli ultimi giorni hanno causato gravi danni ad aziende agricole


Le piogge torrenziali degli ultimi giorni hanno causato gravi danni ad aziende agricole. La Cia-Agricoltori è impegnata in una prima ricognizione per una verifica dei danni. In Val d’Agri quasi tutti i territori comunali e gli areali agrari sono stati colpiti. In particolare in più punti è esondato il torrente Molimara. L’agriturismo Antico Mulino in agro di Missanello è di nuovo sott'acqua. Il titolare lamenta lo stato di dissesto del suolo che ha una storia “antica”: “Non se ne può più. Qualcosa non funziona, e quando una cosa non funziona si prova di aggiustarla (e ci abbiamo provato) altrimenti bisogna cambiarla costi quel che costi.

Ora basta!!!” Nell’area del Marmo-Melandro vari laghetti hanno tracimato l’acqua provocando danni ai terreni golenali; in provincia di Matera soprattutto nella collina Materana oltre al fiume Sinni in agro di Valsinni si ripropone la necessità di manutentare i corsi acqua principali cosi come il reticolo idrografico minore che spesso sono in totale stato di abbandono. Nel Metapontino in alcuni punti del fiume Agri ci sono stati straripamenti dovuti alla piena del fiume.

La viabilità rurale ed interpoderale di collegamento con le aziende agricole risulta in più parti compromessa sino ad isolare del tutto famiglie di agricoltori. La Cia-Agricoltori sollecita il Dipartimento Agricoltura a predisporre sopralluoghi per avviare l’iter della richiesta di riconoscimento della calamità naturale e consentire gli indennizzi. La questione è più generale e riguarda la manutenzione del territorio e delle aree golenali che nei casi di piogge persistenti sono le più vulnerabili.

Non e più rinviabile anche in ragione dei cambiamenti climatici che generano in modo sempre più ricorrenti eventi estremi la definizione da parte della Regione, attraverso il Consorzio di Bonifica, un piano Regionale per la manutenzione degli alvei fluviali e delle reti idrografici minori. Strettamente intrecciata è la proposta di assegnare agli agricoltori, custodi del territorio che vivono, compiti di manutenzione senza spendere un euro nel senso che gli stessi compenserebbero con gli oneri dovuti allo Stato e in particolare al Consorzio di Bonifica che, come è noto, non è in grado nemmeno di garantire la pulizia ordinaria dei canali.

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