📰 “La cultura in Basilicata è il volano dello sviluppo e della promozione del territorio”

Questa è la frase più ricorrente che ho ascoltato da quando il 26 novembre 2020 il Presidente Bardi mi ha delegato alle politiche culturali per lo sviluppo economico del territorio. Una delega politica e di indirizzo. Ho ascoltato decine e decine di operatori culturali, macinato chilometri sul territorio, scoperto straordinarie e virtuose realtà nel mondo della cultura, analizzato progetti, determine, atti. Ho proposto e fatto approvare in Consiglio regionale chiare e precise linee di indirizzo strategico, lavoro da mesi al Testo Unico della cultura, strumento che urge per disciplinare seriamente tutti i comparti culturali. Ho fatto chiarezza in commissione sulla incapienza dei fondi 2019 ed indicato le incongruenze emerse dagli atti. Ho espresso con voto palese la mia contrarietà al piano dello spettacolo 2021 proposto perché scritto in continuità con il passato e su fondamenti senza nessuna visione strategica indicata. Analizzo quotidianamente le determinazioni dirigenziali, le attribuzioni delle somme ed altro. Se il consigliere delegato alle politiche culturali boccia un piano predisposto dagli uffici non fa notizia ma possibile che non faccia notizia e non ci si scandalizzi se chi redige gli atti ne cura l’istruttoria ne predispone la graduatoria sia poi la stessa persona che pubblicizza, promuove ed addirittura è su locandina in qualità di attrice in uno spettacolo finanziato anche da Regione Basilicata? Basta mettere a confronto atti, comunicati stampa e locandine. Un’evidente anomalia o inopportunità o forse anche un “leggero” profilo di abuso della posizione dirigenziale. Sono delegata alle politiche culturali ma anche delegata dal popolo lucano al cambiamento e questa contraddizione fra ruoli intendo immediatamente porla all’attenzione.

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