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📰 Confartigianato: per portare a termine un procedimento civile a Potenza ci vogliono 2.167 giorni

La lentezza della giustizia civile continua a frenare la competitività delle imprese italiane. A Potenza se si sommano i due gradi di giudizio (Tribunale ordinario e Corte d’appello) per portare a termine un procedimento civile ci vogliono 2.167 giorni (811 giorni per il primo grado e 1356 giorni per l’appello). Ovvero sei anni e quasi il quadruplo del tempo necessario a Torino (585 giorni). Lo certifica l’analisi dell’Ufficio studi di Confartigianato . E’ un’Italia a diverse velocità quella che emerge dal rapporto: si va dai 990 giorni per la durata media di un procedimento civile a Messina per arrivare ai 196 giorni a Trieste scendere a 585 a Torino. Magra soddisfazione è quella che ci vede in dieci anni di sforzi per ridurre i tempi biblici della giustizia civile recuperare nella media solo 90 giorni. I dati dello studio di Confartigianato dicono che le cause di primo grado si esauriscono in media in 419 giorni, cui però ne vanno sommati altri 891 in media per l'appello. Totale, 1.310 giorni. Tre anni e mezzo, in media. Se le promesse del Pnrr fossero rispettate, tenendo anche conto del calo lento ma "fisiologico" della durata, entro il 2026 si potrebbero risparmiare ancora 301 giorni: questo secondo il calcolo dell'ufficio studi della Confartigianato diretto da Enrico Quintavalle. Accade dunque che se a Messina un giudizio di primo grado va avanti in media per 990 giorni, a Potenza per 811 e a Catanzaro per 771, a Milano si può concludere in 282 giorni, a Brescia in 265, a Torino in 205 e a Trieste addirittura in 196. Nel caso dei giudizi d'appello il primato negativo lo prende Potenza con la bellezza di 1.356 giorni, seguita da Reggio Calabria (1.301) e Roma (1.161). Ed il costo economico è importante. Non che sia l’unico elemento di competitività, ma lo strettissimo indice di correlazione negativo tra l’aumento del numero di cause pendenti ogni 1.000 imprese ed un quasi corrispettivo calo del Pil pro capite (valore di -0,82) nel confronto tra le regioni d’Italia fa capire come la giustizia sia uno degli elementi su cui puntare anche per una più efficace ripresa. “L’efficienza del settore giustizia –commenta Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale Confartigianato- è condizione indispensabile per lo sviluppo economico e per un corretto funzionamento del mercato. Come ricorda lo stesso PNRR, alla durata dei processi più elevata si associa una minore partecipazione delle imprese alle catene globali del valore una delle principali debolezze strutturali del nostro sistema. I problemi legati al fattore “tempo” in particolare per la giustizia civile e del lavoro, devono essere al centro dell’attenzione nel dibattito”. Lo stesso Piano -ricorda- stima che una riduzione della durata dei procedimenti civili del 50% possa accrescere la dimensione media delle imprese manifatturiere italiane di circa il 10% e che, a livello aggregato, uno studio recente ha valutato che una riduzione da 9 a 5 anni dei tempi di definizione delle procedure fallimentari possa generare un incremento di produttività dell’economia italiana dell’1,6%. Qualsiasi progetto di investimento, per essere reputato credibile, deve potersi innestare in un’economia tutelata, e non rallentata da un eventuale procedimento giudiziario. Le prospettive di rilancio del nostro Paese sono, dunque, fortemente condizionate dall’approvazione della forma e degli investimenti previsti”.

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