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📰 ISTITUTO COMPRENSIVO BARILE. RICORDATA LA GIORNATA DELLA MEMORIA E DEL RICORDO

Lo scorso 10 febbraio, si è ricordata la Giornata della memoria e del ricordo con gli alunni dell’ I.C. "Giovanni XXIII" di Barile - Ginestra – Ripacandida. Non vogliono dimenticare: “Quando gli adulti saremo noi, atrocità simili non si ripeteranno!”.

I ragazzi della scuola secondaria di primo grado e i bambini della scuola primaria di Barile, Ginestra e Ripacandida, protagonisti assoluti della giornata-evento dedicata agli orrori della Shoah e delle Foibe, ci hanno donato un intenso momento di riflessione, fortemente voluto dai docenti e dalla dott.ssa Antonella Ruggeri, dirigente Scolastico dell’I.C. alla presenza delle autorità locali, i sindaci dei tre comuni del Circolo, Fiorella Pompa, Antonio Murano, Giuseppe Sarcuno e del parroco di Barile, Don Davide Endimione. “Utilizzando una pluralità di linguaggi: immagini, testi scritti, suoni e animazioni, riferisce la dirigente scolastico Ruggero, i nostri alunni ci hanno coinvolto e commosso, inducendoci ancora una volta a fare i conti con un passato, che non si può dimenticare. “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni...”, affermava Shakespeare; sogni belli e sogni brutti, evidentemente.I sogni, che si infrangono in mille dolorosissimi pezzi, diventano incubi; si fissano nella memoria, come un marchio indelebile, così gravoso che è difficile da sostenere. Ogni anno, mentre fluiscono le parole narranti degli alunni e scorrono le immagini dell’Olocausto o dei massacri delle Foibe, i frammenti di quegli incubi riprendono forma, negli occhi increduli dei nostri bambini e dei nostri ragazzi.Il mosaico si ricompone, caricandosi di tinte fosche, in un silenzio innaturale, che difficilmente si può ottenere in altri momenti nelle nostre classi, sempre così vivaci, anche quando tutti sono composti e attenti! No, non è stato facile parlare ai più piccoli della Shoah e dell’orrore delle Foibe, due pagine nere della storia dell’uomo, assolutamente diverse: un genocidio, ingiustificabile, l’una, in un contesto di guerra; un’assurda resa dei conti l’altra, in tempi di pace. Terribile constatare che le “accomuna” solo la cattiveria dell’uomo, le atrocità e le nefandezze che può commettere ai danni di un altro essere umano.Non è stato facile raccontare tali momenti, con tutto il rispetto dovuto, facendo attenzione a non cadere nella retorica o nella banalizzazione, a toccare le corde dell’anima, senza spaventare i più piccoli “Se non ritornerete come bambini, non entrerete mai nel regno dei cieli.” Vorremmo aver appreso dai bambini l’arte dell’espressività, per raccontare ciò che in questi giorni abbiamo colto nei loro sguardi e nei loro silenzi; riportare tutte domande che ancora una volta resteranno senza risposta e tra queste una: “Si può arrivare a tanto?” Vorremmo poter dare alle parole il senso delle emozioni che proviamo noi adulti quando i loro occhi ci restituiscono un’immagine riflessa, incompatibile con il disegno di Dio, che solo alla fine “creò l’Uomo” ... il suo capolavoro.Certo che abbiamo fatto grandi cose, compiuto notevoli progressi; abbiamo doti intellettive e cognitive straordinarie; ma abbiamo compiuto anche tante scelleratezze, tante azioni malvagie e abbiamo osservato senza fare nulla (come diceva Einstein); stiamo insensatamente distruggendo il nostro pianeta; infine, dobbiamo ammetterlo, le nostre capacità mnemoniche sono davvero scarse: ripetiamo sempre gli stessi errori! Non c’è stato solo l’olocausto, altri eccidi sono stati compiuti e ancora si compiono; altre pagine di guerra sono state scritte e ancora si scrivono: in Israele e Palestina; in Afghanistan, in Iraq, in Siria, dove sono stati bombardati ospedali e scuole, uccisi anziani e bambini, sterminate intere famiglie. Ci sono tutti i giorni episodi di razzismo. Ogni giorno alziamo muri e tendiamo barriere di filo spinato contro migranti ed esuli, “il Mediterraneo è diventato il più grande cimitero d’Europa”, come afferma Papa Francesco. Come se non bastasse, venti di guerra stanno di nuovo soffiando verso l’Europa! E la memoria? E il ricordo? Perché le violenze non finiscono mai? Ci si può assuefare al dolore?Queste le domande dei nostri bambini. Giungerà mai il momento in cui restituiremo loro i sogni belli, che gli abbiamo rubato? Pensiamo seriamente che il momento sia “adesso” e facciamo gli adulti, prendiamoci cura di loro; liberiamoli dal peso di colpe che non hanno commesso, di cui non sono affatto responsabili e pensiamo al loro futuro...del quale, sicuramente, siamo responsabili noi. 

Lorenzo Zolfo

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