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📰 Editoriale: Il Consorzio di Tutela del Caciocavallo Silano Dop adegua il disciplinare

Tecniche di lavorazione invariate ma vendita adeguata alle esigenze del consumatore 

Coniugare le esigenze della spesa quotidiana con la tradizione di un disciplinare con radici storiche, datato 1993. E’ il fulcro della proposta portata all’ordine del giorno dell’assemblea straordinaria dei soci del Consorzio di Tutela del Caciocavallo Silano Dop.

La seduta, svoltasi pochi giorni fa presso la sede del Consorzio a Spezzano della Sila (CS), ha trovato il consenso corale di tutti i soci che hanno votato all’unanimità la proposta di variare il disciplinare di produzione nelle sue modalità di vendita ma rimanendo invariate le tecniche di produzione. Il mercato oggi richiede una vendita diversificata, sottovuoto, affettato, porzionato, l’attenzione al confezionamento, all’etichettatura, all’alimentazione degli animali e alla selezione delle razze delle mucche da latte. Tutte le proposte adesso, per diventare “operative”, dovranno seguire un iter di approvazione da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e forestali e da parte della Commissione Europea, ma il Consorzio, attraverso questa approvazione unanime, ha dato segno di voler guardare avanti, aggiornarsi, andare incontro alle esigenze del consumatore. L’ultima modifica del disciplinare era stata fatta nel 2003. Regole rigide che hanno permesso di ottenere sempre un prodotto di eccellenza con caratteristiche immediatamente riconoscibili. Il Caciocavallo Silano Dop, infatti, è un formaggio semiduro a pasta filata, crudo prodotto esclusivamente con latte di vacca o eventualmente termizzato fino a 58° per 30 secondi in caseificio. Può essere realizzato in due formati: quello classico con testina o quello dalla forma allungata (prevalentemente utilizzata in Calabria). Ricordiamo che il caciocavallo silano viene prodotto in cinque regioni diverse del Sud Italia ma con tecniche sempre identiche su cui vigila un consorzio inter-regionale che comprende la Puglia, la Calabria, il Molise, la Campania e la Basilicata. Soddisfatto di questo ulteriore passo fatto in sinergia con tutti i soci, il Presidente del Consorzio, Vito Pace che dichiara: “Oggi il mercato ci chiede porzioni più piccole anche per single o famiglie poco numerose ed è in questa direzione che abbiamo inteso iniziare l’iter per rimodulare il disciplinare che alla fine dell’iter ministeriale ed europeo coniugherà la tradizione e la modernità del prodotto”.

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