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📺 Rionero. Santa Messa per MADRE MIRADIO DELLA PROVVIDENZA

 

Rionero in Vulture, 7 Maggio 2023. 

Madre Miradio della Provvidenza di S. Gaetano, al secolo Giulia Bonifacio, nasce a Castellammare di Stabia (NA) il 2 febbraio 1863, in una famiglia cristiana di modeste condizioni sociali. A soli quattro anni sperimenta il dolore dell’orfanezza in seguito alla morte della madre Maria Vincenza Raffone.

Il padre Francesco Paolo, “falegname di mare” (costruttore navale), dopo pochi mesi dalla morte della moglie, passa a seconde nozze con Anna Spera. Giulia, concluso il ciclo di istruzione primaria, lascia la scuola, dando il suo contributo nella gestione della casa. Nonostante questi avvenimenti, trascorre una fanciullezza serena e impara dalle stesse situazioni che vive che l’amore non è un sentimento, ma impegno, risposta di gratitudine a Dio e agli altri. Durante l’adolescenza diventa, all’interno della famiglia, tra le coetanee, nella parrocchia della Cattedrale di Castellammare, esempio di ammirevole laboriosità, semplicità e bontà. È in quegli anni che Giulia avverte e matura la chiamata alla vita religiosa. Dopo un periodo di intensa preghiera e di discernimento, il 2 luglio del 1882, entra nella Congregazione delle Povere Figlie di S. Pietro D’Alcantara, accolta con gioia da entrambi i Fondatori, Don Vincenzo Gargiulo e Suor Maria Agnese dell’Immacolata, nella Casa Madre, sita nell’ex convento domenicano di S. Croce a Castellammare. Il suo cammino è spedito: Giulia si rivela docile, umile, piena di buona volontà, amante del sacrificio, della preghiera, radicale nel dono a Dio e ai fratelli, nell’osservanza della Regola. Viene ammessa alla vestizione il 3 ottobre del 1882 con il nome di Suor Maria Provvidenza di S. Gaetano e il 1° maggio del 1884 alla professione dei voti semplici. Grazie alle sue qualità umane e spirituali, alla sua carità ardente, alla sua fede profonda, alla sua speranza che rendeva visibile nell’abbandono fiducioso alla Provvidenza divina, Suor Maria Provvidenza conquistò la stima dei superiori che le assegnarono, ancora giovanissima, ruoli di guida e di formatrice. Nel 1884, appena emessa la professione religiosa, Don Vincenzo Gargiulo e Madre Maria Agnese dell’Immacolata la chiamano ad assumere l’incarico di maestra delle probande e delle novizie, che portò avanti per otto anni, fino al 1892, con sapienza pedagogica, discrezione, fermezza unita a profondo affetto. Il 26 dicembre 1891 muore la Fondatrice e Superiora Generale delle Alcantarine, Madre Maria Agnese dell’Immacolata, e con il Capitolo del 1892 Suor Maria Provvidenza viene nominata Consultrice generale. La nuova Superiora generale, Suor Maria Francesca D’Uva, il 23 settembre dello stesso anno, d’accordo con il Consiglio, la nomina Vicaria. Il 1894 Suor Maria Provvidenza viene trasferita a Roma, all’Ospizio di S. Margherita da Cortona, fondato nel 1879 da Padre Simpliciano della Natività, francescano Alcantarino, che per dirigere l’opera aveva chiesto la collaborazione delle suore Alcantarine. Con gli anni la convivenza tra le Alcantarine e le “Margheritine”, le suore fondate da Padre Simpliciano, si era resa difficile, generando incomprensioni e disaccordi che richiesero l’intervento della Madre generale, la quale, data la delicata situazione, ritenne opportuno inviare al S. Margherita Suor Maria Provvidenza che aveva sempre dimostrato grande rettitudine morale, ottime e ferme capacità direttive, equilibrio nel valutare e flessibilità al momento opportuno. Suor Maria Provvidenza restò all’Ospizio di S. Margherita fino al 1896. Spese ogni energia per eliminare le tensioni e rendere più serena la convivenza tra i due Istituti di Suore. Ma non mancarono maldicenze e calunnie, che furono causa per lei di profonda sofferenza. Durante i due anni trascorsi al S. Margherita, conobbe Don Francesco Maria Carisdeo, parroco di Carpino, Foggia, al quale schiude la sua anima. La discreta direzione spirituale di Don Carisdeo è per lei aiuto e conforto. Egli coglie nelle parole e negli atteggiamenti di Suor Maria Provvidenza sane e salde convinzioni, un abbandono fiducioso alla volontà di Dio, una profonda fedeltà ai valori della sua consacrazione. Intuisce in lei la presenza di un progetto che Dio sta lentamente schiudendo, ma del quale lei non sembra avere ancora consapevolezza. Le propone così di lasciare l’Istituto delle Alcantarine per fondare a Carpino un convento di clausura “Le Adoratrici perpetue del SS. Sacramento”. Pur non scartando l’ipotesi che quella proposta poteva essere la volontà di Dio su di lei, Suor Maria Provvidenza sceglie di consegnarsi all’obbedienza e si rimette completamente alle decisioni della Superiora Generale la quale la richiama da Roma a Castellammare per inviarla verso la fine del 1896 a Rende (Cosenza).

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