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📺 TG7 Basilicata 11 Ottobre 2023 Rionero. L'Associazione Ricomincia...mo inaugura il murales "Mi Ritorna in Mente"

 Interviste: Valeria Tirrico - Presidente Ass. Ricomincia... mo. 

Armando Grieco - artista. 
Filomena Barozzino - artista. 
Intervento del Vescovo Mons. Ciro Fanelli. 
 Ammirare l’arte fa bene all’anima: il movimento artistico della street art (arte di strada) provoca svariate sensazioni positive alle comunità che vivono intorno alle suggestive opere. Negli anni Settanta, in America, la street art è nata come forma di denuncia, affermazione di un’identità, riappropriazione di uno spazio urbano: a lungo, è stata considerata come una forma di vandalismo da reprimere. Oggi, invece, è riconosciuta sempre più come uno strumento di riqualificazione urbana, mirato a impreziosire le città. A Rionero in Vulture, negli ultimi tempi, sono nati una serie di progetti artistici, originali e innovativi, che hanno provocato approvazione, interesse ed entusiasmo nei cittadini. Muri, strade e vicoli sono diventati, nella cittadina fortunatiana, mezzi per esprimere un emozionante messaggio. La prolifica associazione culturale “Ricomincia...mo” di Rionero, ha ideato e messo in campo una nuova iniziativa d’arte. È stato realizzato un murales, denominato “Mi ritorna in mente”, nei pressi della gradinata in via Umberto I, e inaugurato lo scorso 8 ottobre, con il patrocinio del comune di Rionero in Vulture, e con la collaborazione dell’ANPI. Erano presenti il Vescovo Ciro Fanelli, il Sindaco Mario Di Nitto e l’ Assessore alla cultura, Cinzia Gliaschera, il Presidente del consiglio Mauro Tucciariello, i parenti del compianto Gerardo Nigro, il Presidente dell’ Anpi Donato Di Pierro, i parroci Don Rocco Di Pierro e Don Giuseppe Cacosso, numerosi esponenti autorevoli degli Istituti Scolastici locali. L’opera, degli artisti Armando Grieco e Filomena Barozzino, è una coinvolgente espressione estetica dell’interiorità e dell’animo umano. Concretizzata con la fattiva collaborazione di molti cittadini rioneresi, che, con instancabile impegno, hanno deciso di immergersi nel mondo dell’arte, è stata dedicata alla memoria di un ragazzo rionerese, ventenne, venuto a mancare drasticamente nel lontano 1922. “Con questo murales- ha dichiarato l’artista Armando Grieco- ho voluto trasmettere l’emozione verso gli anni andati, in cui il divertimento, il gioco semplice, la compagnia, la solidarietà, l’inclusione erano un valore molto grande. La tecnologia, oggi, sta distruggendo la spontaneità, i confronti costruttivi, l’anima. Evidenziamo, attraverso la nostra arte, il voler vivere la propria terra, il proprio paese, il proprio quartiere. Sono onorato di aver contribuito a veicolare un messaggio così profondo agli osservatori”. “Siamo felici- ha aggiunto Valeria Tirrico, presidente dell’associazione “Ricomincia…mo”- di aver ultimato questo importante progetto d’arte: sin dalla nascita della nostra associazione, che risale allo scorso anno, abbiamo voluto dare spazio all’aggregazione sociale, alla creatività ad ampio spettro. Attraverso varie idee dell’artista Filomena Barozzino, abbiamo pensato di ridare vita ad alcuni scorci di Rionero. Dopo esserci confrontati con l’amministrazione comunale, che, sin da subito ha creduto fortemente in noi, ci siamo messi al lavoro. Abbiamo scelto la gradinata di via Umberto I, soprattutto per onorare la memoria di Gerardo Nigro, un ragazzo di vent’anni che lottava con tutto sé stesso per la libertà e, che, un secolo fa, proprio nei pressi della gradinata, venne ucciso dai fascisti. Gli artisti Grieco e Barozzino, durante il loro ottimo lavoro, hanno coinvolto tanti bambini, e tanti genitori che, muniti di pennelli, hanno dato con gioia il loro contributo. Vedere il lavoro finito ci rende orgogliosi, e ci sprona a continuare a credere, per il futuro, in nuovi programmi di questo tipo”. “La denominazione ‘Mi ritorna in mente’- ha concluso Filomena Barozzino, direttrice artistica del progetto- è nata da un avventuroso viaggio nei grovigli del mondo interiore. Attraverso questo lavoro, io ho provato profonde emozioni, che mi hanno donato la capacità di ‘trascendere’. Durante la realizzazione dell’opera, ho percepito il gioco nella dimensione della sua autenticità, di libertà, di ingenuità. Il mondo infantile, nella sua totalità, l’ho contrapposto alla disillusione della consapevolezza dell’adulto. Gli elementi, che compongono il murales, sono stati studiati singolarmente, hanno il valore di oggetti reali, ma divengono, allo stesso tempo, emblemi di situazioni esistenziali: ricordi, desideri, paure. L’albero, per me, rappresenta l’oggetto del desiderio più alto della vita dell’uomo, l’altalena la interpreto come un’oscillazione continua tra il dolore e la gioia, l’occhio come uno sguardo al passato. L’opera crea l’illusione di rappresentare il gioco, ma il ‘messaggio’ è intrinseco nella libertà di essere, di scegliere, di agire, e nella possibilità di superare i propri limiti.

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