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📰 Editoriale: Melfi: cerimonia di commemorazione nel 34° anniversario della tragica morte del Brigadiere dei Carabinieri Antonio Cezza


Nel pomeriggio di ieri, a Melfi, a partire dalle 18.30, presso la Villa Comunale “A. Sibilla”, nel 34° anniversario della sua scomparsa, si è svolta una solenne commemorazione in onore del Brigadiere dei Carabinieri Antonio Cezza, che, proprio nella città federiciana, perse tragicamente la vita nell’adempimento del proprio dovere. 
Correva il giorno del 17 luglio 1990 quando il Brigadiere Antonio Cezza, nato a Cursi (LE) il 15 febbraio 1964, addetto all’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Melfi, fuori servizio ed in abiti civili, intervenne con altri militari su una violenta rissa scoppiata proprio in quella Villa Comunale, esattamente nel punto in cui, oggi, una Stele lo commemora. 
Quel triste giorno di 34 anni fa, il Carabiniere che era in lui non poté sottrarsi dall’agire, non gli concesse di trincerarsi dietro all’essere “fuori servizio”, ben conscio che un Carabiniere, in fondo, non lo è mai. 
Intervenne, sprezzante del pericolo, affrontando un noto malvivente armato di fucile che, alla sua vista, esplose diversi colpi attingendolo al volto. 
Gli immediati soccorsi ed i disperati tentativi di salvargli la vita non servirono e, cinque giorni dopo, nell’Ospedale di Potenza, la giovane vita del Brigadiere Cezza si spense a soli ventisei anni. 
L’eroismo del suo atto gli valse il conferimento della “Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria”, con la seguente motivazione: “Sottufficiale addetto al Nucleo Operativo e Radiomobile di Compagnia, in data 17 Luglio 1990, appreso che in giardini pubblici era in atto una grave rissa, sebbene libero da servizio e in abiti civili, interveniva prontamente e insieme ad altri militari. 
Intercettato noto pregiudicato, armato di fucile e in atteggiamento minaccioso, lo affrontava con grande sprezzo del pericolo, precedendo i commilitoni. 
 ferito mortalmente dalla ravvicinata azione di fuoco da parte del malvivente a cui aveva intimato la resa. Fulgido esempio di elette virtù militari, altissimo senso del dovere e di generoso altruismo fino al supremo sacrificio.” 
La solenne cerimonia ha avuto luogo alla presenza delle Autorità Provinciali e Locali, il Vicario del Questore e il Sindaco Giuseppe Maglione. 
Insieme a loro il Colonnello Luca D’Amore, Comandante Provinciale Carabinieri di Potenza. Alla deposizione di una corona di alloro presso la “Stele” eretta nella Villa Comunale ad imperitura memoria, è seguita la celebrazione della Santa Messa in suffragio nella Basilica Cattedrale, officiata da S.E. Mons. Ciro Fanelli, Vescovo della locale Diocesi di Melfi – Rapolla – Venosa (PZ). 
L’Arma dei Carabinieri ha reso i meritati onori al suo eroe con la partecipazione di una nutrita schiera di militari della Compagnia Carabinieri di Melfi, del Comando Legione “Basilicata” e dei colleghi in congedo della Sezione dell’Associazione Nazionale, a lui intitolata così come la vicina caserma “Antonio Cezza”, sede della Stazione di San Nicola di Melfi. 
A loro si sono uniti gli appartenenti alle altre analoghe Associazioni del luogo, nonché i responsabili della Compagnia della Guardia di Finanza di Rionero in Vulture e della Polizia Stradale di Melfi, rappresentanti della Polizia Penitenziaria, Polizia Municipale e dell’Amministrazione Comunale. 
Alle Autorità si è unita una folta rappresentanza di cittadini che, con il loro commosso raccoglimento, hanno dimostrato la loro gratitudine ed ammirazione per l’estremo sacrificio compiuto dal Brigadiere Cezza, un uomo coraggioso dagli altissimi valori etici e morali che si è spinto sino all’estremo sacrificio per servire lo Stato ed onorare il suo giuramento: un Carabiniere.

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