📰 Segnalazione. Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’ Autismo: Accendere un Fuoco Blu che Va “Oltre Noi”
Mercoledì prossimo, 2 aprile, alle ore 19:00, nel centro storico di Rionero in Vulture, un
“fuoco blu” si accenderà e brillerà per la vita.
Sarà l’inizio di una serata davvero
particolare: l’Associazione Oltre Noi, fautrice di un happening senza dubbio speciale,
materializzerà per tutti un segno forte e intenso nell’alveo della semplicità ma al tempo
stesso del richiamo a stare insieme, riflettendo - anche nella città fortunatiana - sulla
cosiddetta “Giornata della Consapevolezza sull’Autismo” che si celebra in tutto il mondo
proprio il 2 aprile di ogni anno.
Un sottofondo musicale, l’accensione di alcune simboliche luci blu sulla facciata di Palazzo
Fortunato con sindaco e assessore alla cultura della città omaggiati di maglietta ufficiale
rappresentante il logo dell’Associazione e la successiva elargizione di volantini informativi
accompagnati da gadgets rivestiti da sacchetti di velo blu: una confettata d’amore, di
consapevolezza, un segno basilare ma intenso che parla della forza della vita nonostante
la cosiddetta “diversità”.
Una diversità infondo solo apparente, fattore che la sensibilità
consapevole sull’autismo chiama invece in altro modo e cioè “essere davvero speciale”.
Sì, perché questi bambini e ragazzi che vengono chiamati dalla scienza con la stretta
definizione scientifica di “autistici”, sono in realtà delle creature che vibrano semplicemente
ad altezze diverse, creature dotate di un fascino particolare, ben definito dalle ali dei loro
silenzi e dei loro sguardi. Creature che ascoltano e vivono la vita secondo una speciale
libertà che li rende padroni di una loro particolare affettività, di un linguaggio e di un amore
fuori dalla misura ordinaria.
Un sentire “altro” che necessita di quella naturale
corresponsione per le loro “altritudini e altidudini”, quelle alterità nei cui confronti la società
spesso finisce solo col non essere semplicemente abituata.
“Abituarsi”, dunque, è la
parola d’ordine.
Abituarsi a riconoscere e a praticare questo amore: è questo uno degli
obbiettivi fondamentali dell’associazione Oltre Noi, capeggiata da Nicola Fede, papà di
Antonio, un ragazzo pieno di questa speciale voglia di essere, sentire e comunicare che
va “oltre”.
E oltre va anche l’associazione di Nicola e di sua moglie Raffaella Vucci, fondata
ufficialmente a Rionero il 13 maggio 2023 e con - alla sua partenza - diversi obbiettivi già
realizzati e da realizzare: uno su tutti, quello infondo primario, legato alla sensibilizzazione
e alla conoscenza generale di questo aspetto del vivere che da “problema” può essere
trasformato in nuova dimensione.
Essere genitori o parenti di un bambino/bambina con
autismo significa perciò creare condizioni familiari e sociali ottimali affinchè domani, anche
senza l’appoggio dei genitori (che per forza di cose verrà a mancare) questi uomini e
queste donne possano vivere la loro vita nel migliore dei modi, affermando il pieno diritto
all’esistenza e facendolo nel modo più sereno possibile.
Un discorso che non può certo
esaurirsi in due parole e in una sola giornata “celebrativa”.
Un percorso lungo e arduo: ma
che da qualche parte, anche per mezzo della sola informazione e sensibilizzazione, dovrà
pur iniziare. “Abbiamo il dovere di provarci” afferma Nicola “e intanto viviamo con
consapevolezza ma anche con gioia la quotidianità con i nostri ragazzi, una quotidianità
che passa, tra le altre cose, proprio attraverso la vita e le attività all’interno
dell’associazione: i laboratori specifici, la terapia comportamentale, l’acquisizione di
piccole autonomie… tutto fa parte del grande progetto generale che abbiamo voluto
chiamare ‘Dopo di noi’.
Affinché il “dopo” dei nostri figli sia il più possibile autonomo,
sereno, in linea con la parola futuribile, con la parola futuro.
I nostri figli sono preziosi.
Sono come ogni genitore vede il proprio figlio.
L’ auspicio di ognuno di noi è che la società
non li ignori, ma che li veda per quello che sono. Ragazzi che vivono di altri colori, non
meno risplendenti rispetto a quelli degli altri.”
Ragazzi maggiormente inseriti nel contesto
sociale, dunque, amati e compresi da tutti nella loro “alterità” e questo anche a Rionero in
Vulture, grazie all’Associazione Oltre Noi.
Una squadra unita dal collante dell’amore, una
“famiglia allargata” in nome della speranza, un gruppo compatto di persone che ha ancora
una lunga lista di desideri da realizzare per il bene dei “protagonisti” (terapia della natura,
pet therapy, interazione tra autismo e tecnologia) ma che ovviamente da sola non può
farcela.
L’appello urgente alle istituzioni è costante e si spera che i primi risultati, pur
raggiunti, vengano fortificati e appoggiati nel tempo, così come del resto è in parte
accaduto. Perché quando si parla di fragilità non si è mai abbastanza preparati, quando si
parla di cosiddetta “diversità” (che diversità vera non è) non si può dire di aver mai fatto
abbastanza. Ma soprattutto, quando si parla di questi ragazzi che volano con gli occhi e
parlano con il silenzio delle ali, non si può e non si deve mai smettere di sorridere e di
sperare.
Oltre noi: consapevolezza, dignità, amore e tanto futuro.
Commenti
Posta un commento