Lo sgombero del Leoncavallo a Milano è una scelta indiscutibilmente politica, legittima, anzi doverosa in punta di diritto, ma politica.Riflette i desiderati di una destra formatasi negli anni settanta, cui Meloni non appartiene ma molti dei sui luogotenenti e grandi elettori sì, che vedeva la lotta politica, spesso la violenza, contrapporre poli di socializzazione di cui il Leoncavallo, per la sinistra, era un caposaldo nazionale.
Ma è un po' come se oggi un esercito straniero ci invadesse e come prima cosa occupasse il Colosseo, o confiscasse il David di Michelangelo, una mossa simbolica ma del tutto inutile dal punto di vista strategico, con la differenza che i suddetti luoghi sono visitati da centinaia di migliaia di persone ogni anno, il Leoncavallo proprio no.
Chiedete ai millennials cosa significhi Leoncavallo, vi diranno alla meglio una sala prove gratis o un palco dove fare rime in, relativa, libertà, come hanno fatto ai loro esordi i vari Fedez e colleghi rap & trap.
Il caso esiste solo nei TG e nelle redazioni dei quotidiani, giusto per sviare un dibattito estivo monopolizzato dai morsi del carovita, smuovendo peraltro le coscienze e i sentimenti di giornalisti, quasi tutti tra chi ricopra cariche di responsabilità, che spesso in quelle palestre di confronto intellettuale e fisico si sono formati o che hanno perlomeno bazzicato e che oggi sono la stragrande maggioranza degli assunti a tempo indeterminato in virtù dell'anzianità di servizio.
Esiste al massimo nei semideserti circoli, o relativi account social, dove un sempre più ristretto nugolo di attivisti ricorda come era bello far politica un tempo, quando fra parentesi ci si picchiava anche a sangue per un vessillo strappato.
Ma siccome al peggio non c'é mai fine oggi si rammentano con candore infantile, scordando le bombe, i feriti, i morti.
Che poi lo scoop è riuscito solo in minima parte, perché grazie, o forse nonostante, al dispiegamento di forze dell'ordine in assetto antisommossa, non è volata una carta, chissà magari gli occupanti erano assenti causa villeggiatura.
C'è da chiedersi casomai perché la sinistra, o ciò che ne rimane, quando è al governo non compia analoghe operazioni contro luoghi simbolo della destra estrema, vedi i vari palazzi in carico al bilancio dello Stato ma occupati da gruppi estremisti di destra.
Per senso di responsabilità e serietà istituzionale?
Sì, può darsi.
O magari perché in quel caso l'esito dello sgombero non sarebbe altrettanto pacifico e andare ad infastidire certi ambienti mette paura anche a chi abitualmente viaggia con auto blu e scorta a seguito.
Perché, in fondo in fondo, la legge del più prepotente e del più violento è quella che ancora oggi in Italia, come altrove, non conosce mai crisi di legittimità.

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