È scomparsa all'età di 97 anni Fiorenza "Fiore" de Bernardi (1928-2025), una figura leggendaria dell'aviazione italiana, ricordata come la prima donna comandante di linea in Italia.
La sua vita è stata una testimonianza di coraggio, passione e determinazione, un'eredità che si intreccia con le sue radici lucane.
Un'Eredità di Volo e la Terra di Venosa
Fiorenza de Bernardi era la figlia dell'illustre Mario de Bernardi, un asso dell'aviazione italiana, vincitore della Coppa Schneider nel 1926 e pioniere del volo a reazione. È proprio il padre, come confermato dalle autorità locali, a essere originario di Venosa, in provincia di Potenza, in Basilicata. Questa connessione geografica ha reso la città di Venosa orgogliosa portavoce della storia di Fiorenza, che ha portato avanti con onore l'eredità paterna nei cieli.
La Carriera tra le Nuvole
Nonostante la passione iniziale per la montagna e l'alpinismo, il volo è entrato prepotentemente nella vita di Fiorenza grazie all'influenza e alla guida severa del padre, che divenne il suo primo istruttore.
Il Battesimo del Volo: Iniziò a volare su velivoli come l'Fl3, compiendo il suo primo decollo in solitaria senza avvisare il padre per risparmiargli l'emozione del momento.
La Carriera Commerciale: Alla fine degli anni Sessanta, fu assunta da Aeralpi per volare sulle rotte tra Milano, Cortina e Venezia, diventando così la prima pilota di linea italiana.
Il Comandante: Nel 1969, Fiorenza ottenne i gradi di comandante presso l'Aertirrena, consolidando il suo ruolo di pioniera. Successivamente, nel 1980, fu la prima donna a pilotare un DC-8 per la compagnia Aeral.
Non fu facile conquistare il rispetto in un ambiente prevalentemente maschile, ma Fiorenza si impose con carattere e competenza, dimostrando che la cloche non era un affare solo per uomini. Con oltre 7.000 ore di volo al suo attivo, la sua carriera si è interrotta bruscamente nel 1985 a causa di un grave incidente d'auto, ma non ha mai abbandonato il mondo dell'aviazione, presiedendo l'API (Associazione Pilote Italiane), di cui era co-fondatrice.
Pino Di Lucchio

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