Con un annuncio accolto con grande entusiasmo a livello mondiale, la cucina italiana è stata riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dall'UNESCO.
Questo prestigioso riconoscimento, culminato con la decisione del Comitato intergovernativo a Nuova Delhi il 10 dicembre 2025, non celebra un singolo piatto o una ricetta, ma l'intero modello culturale che ruota attorno alla preparazione e alla condivisione del cibo in Italia.
Il Valore del Riconoscimento
La candidatura, lanciata dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e dal Ministero della Cultura il 23 marzo 2023, ha evidenziato come la cucina italiana sia un modello culturale fatto di:
Esperienze comunitarie: Il pasto è un momento di convivialità, un'occasione per rinsaldare legami familiari e comunitari.
Sostenibilità e Biodiversità: Una scelta consapevole delle materie prime, il rispetto delle stagioni e la tutela delle tradizioni locali e artigiane (come la produzione di ceramica per piatti e oggetti da cucina).
Trasmissione dei saperi: La conoscenza culinaria viene tramandata di generazione in generazione attraverso gesti semplici come impastare e tagliare.
Identità e Territorio: Ogni piatto riflette il legame indissolubile tra paesaggi naturali, comunità e cultura, raccontando storie di famiglie e territori.
Questo riconoscimento si aggiunge ad altri già ottenuti dall'Italia nell'ambito enogastronomico, come l'Arte dei pizzaiuoli napoletani, la Dieta Mediterranea e la cerca e cava del tartufo.
🍽️ Sapori d'Eccellenza: I Piatti Tipici della Basilicata
La cucina italiana è un mosaico di sapori regionali, e la Basilicata (o Lucania) contribuisce con una tradizione culinaria forte, basata su ingredienti semplici, legati alla terra e alla tradizione contadina e pastorale. Molti piatti lucani sono oggi riconosciuti come Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) o DOP/IGP.
Tra le specialità che rappresentano l'autenticità di questa regione, spiccano:
Peperoni Cruschi di Senise IGP: Sono peperoni dolci essiccati e poi fritti velocemente in olio extravergine d'oliva fino a diventare "cruschi" (croccanti). Vengono usati per condire pasta, baccalà o gustati come stuzzichini. Vengono spesso definiti l'"oro rosso" lucano.
Rafanata: Una frittata al forno o in padella, ricca e saporita, il cui ingrediente principale è il rafano (una radice dal sapore piccante, chiamato anche il "tartufo dei poveri"), grattugiato e mescolato con uova e pecorino. Tradizionalmente è un piatto di Carnevale.
Crapiata Materana: Una zuppa contadina di umili origini, tipica di Matera, che celebra il buon raccolto. È un piatto ricco che unisce vari legumi (cicerchie, fave, fagioli, ceci e piselli) con grano, patate e pomodori.
Tumact me tulez: Piatto della tradizione arbëreshë lucana (la comunità albanese d'Italia) tipico di Barile. Si tratta di tagliatelle (fatte in casa) condite con pomodoro, alici, mollica di pane fritta e granella di noci.
Cutturidd (o Pastorale): Un piatto a base di carne di pecora (tradizionalmente quella più anziana del gregge) marinata e cotta a lungo in grandi calderoni di rame. È un piatto della transumanza, legato alla vita dei pastori.
Pane di Matera IGP: Riconosciuto per la sua forma a "cornetto" e per l'uso rigoroso di grano locale. Ha una lunga conservabilità ed è un simbolo della panificazione artigianale.
Questi e altri prodotti come la Lucanica di Picerno IGP, il Canestrato di Moliterno IGP e il Caciocavallo Podolico testimoniano la ricchezza e la diversità della cucina lucana, che ora fa parte del grande patrimonio immateriale riconosciuto a livello mondiale.
Pino Di Lucchio

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