Le indagini socioeconomiche di Ipsos (in collaborazione con Confcommercio/Confesercenti) evidenziano una forte emorragia nel commercio al dettaglio italiano, con oltre 140.000 attività chiuse in circa un decennio.
📉 I Settori in Crisi (Negozi Chiusi)
I negozi che stanno scomparendo con maggiore velocità, schiacciati dalla concorrenza online e dalla GDO (Grande Distribuzione Organizzata), sono:
Articoli Culturali: Librerie indipendenti, negozi di dischi e video (superati da streaming ed e-book).
Commercio Non Specializzato: I vecchi negozi di generi vari o di vicinato ("tuttofare"), essenziali per i piccoli centri.
Abbigliamento e Calzature: Negozi indipendenti che non riescono a reggere la pressione dell'e-commerce e dei grandi outlet.
🏗️ Le Carenze Sentite (Cosa Manca)
La chiusura di queste attività lascia un vuoto nel tessuto urbano, generando carenze percepite dai consumatori, in particolare mancano:
Servizi di Prossimità Essenziali: Negozi di alimentari freschi, edicole e sportelli bancari/postali nei quartieri periferici e nei piccoli comuni.
Artigiani della Riparazione: Sartorie, calzolai e orologiai, essenziali per l'economia circolare, il cui numero è in forte diminuzione.
Punti di Riferimento Sociale: Spazi come librerie e caffè letterari che fungono da centri di aggregazione sociale e culturale.
In sintesi: I consumatori assistono alla scomparsa del negozio di vicinato storico e sentono la mancanza di servizi di riparazione e punti di riferimento culturale, pur vedendo l'espansione dei grandi brand e del commercio online.
Pino Di Lucchio

Commenti
Posta un commento