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📰 Successo a Melfi per la presentazione del libro “Non interferite” di don Marcello Cozzi


Evento organizzato da Associazione “Francesco Saverio Nitti” 
IL SANGUE DEI PRETI SULL’ALTARE DELLE MAFIE 
Un inno alla legalità attraverso il racconto di storie di preti che hanno sacrificato la propria vita pur di non chinare il capo dinanzi ai soprusi delle mafie. Il libro “Non interferite” il sangue dei preti sull’altare delle mafie di don Marcello Cozzi (San Paolo edizioni, 2025) è stato presentato a Melfi, presso l’auditorium del centro culturale Nitti, nel corso di un evento, molto partecipato, che ha aperto la stagione culturale del nuovo anno di Associazione Nitti. 
“Il libro – ha affermato la giornalista Beatrice Volpe che ha animato il dialogo con l’autore- rende giustizia ai sacerdoti impegnati per la giustizia sociale, secondo il vero spirito del Vangelo. 
 
 
 
Quattordici storie dì varie epoche, accomunate dalla necessità di essere dalla parte del popolo. Se don Puglisi e don Diana sono figure note, altri preti trucidati come loro sono invece dimenticati. Resi invisibili, dì fatto. 
Proprio per non cancellare queste vite spente brutalmente dalla mafia, don Marcello Cozzi ha sentito l’urgenza dì raccogliere - in qualche caso con fatica – queste testimonianze dì esistenze vissute con vero spirito cristiano”. 
All’introduzione del direttore di Associazione Nitti Gianluca Tartaglia, è seguito l’indirizzo di saluto del sindaco di Melfi. 
“Don Marcello, nel suo libro, scava in una ferita aperta – ha detto Giuseppe Maglione-. Il titolo stesso, 'Non interferite', rievoca l’intimazione brutale che le mafie hanno spesso rivolto a chi portava la parola di Dio tra gli ultimi. 
Ci ricorda che per troppo tempo il potere mafioso ha preteso il silenzio non solo dalle istituzioni, ma anche dalla Chiesa. 
Eppure, le storie raccolte da Don Marcello ci raccontano l'esatto contrario: ci parlano di preti che hanno scelto di "interferire" con il male, pagando con il sangue la coerenza del proprio mandato evangelico e civile. 
 
 
Ci racconta di uomini che hanno capito che il Vangelo non può essere separato dalla giustizia sociale. 
È nostro dovere non smettere mai di 'interferire' con il male, perché il silenzio è l'ossigeno delle mafie, mentre la nostra voce è l'unica via per restituire dignità e speranza a questa terra”.  Diretta, profonda ed intellettualmente onesta è stata la testimonianza, molto apprezzata dal folto pubblico presente, di don Marcello Cozzi. “Non solo Don Pino Puglisi e don Peppe Diana. Sono molti dì più i sacerdoti che hanno combattuto la mafia e i suoi soprusi – ha affermato l’autore del libro che è anche coordinatore IRFI (Istituto di ricerca e formazione interdisciplinare sulle mafie) -. 
Ne ho individuati complessivamente quattordici, in gran parte siciliani. 
Molti dì loro resi invisibili, spesso dai loro stessi confratelli. 
Alcuni quasi del tutto dimenticati. 
Preti che erano usciti dalle chiese nel mondo, tra il popolo, soprattutto accanto ai più miseri piegati dall’usura. 
 Per loro, essere sacerdoti voleva dire combattere lo strapotere mafioso che strangolava la società. Storie dì vita e dì martirio che partono dà fine ‘800 e arrivano a circa 30 anni fa. 
Storie cui andava resa giustizia, testimoni del bene che insegnano a non abbassare lo sguardo, ma a impegnarsi contro compromessi e connivenze”. Il prossimo appuntamento di Associazione Nitti, in programma il prossimo 7 febbraio, sarà la presentazione del libro “L’altra fuga”, dal treno per Dachau, 3 luglio 1944 di Francesco Fausto Nitti.

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