Barile e il "Vangelo" di Pasolini: Quando il Vulture divenne Terra Santa
BARILE (PZ) – Era l’autunno del 1963 quando Pier Paolo Pasolini, dopo un viaggio deludente in Palestina alla ricerca dei luoghi biblici (ormai troppo "contaminati" dalla modernità), fu letteralmente "folgorato" dai paesaggi aspri e autentici della Basilicata. In quel momento, il Parco delle Cantine di Barile cessò di essere solo un luogo di contadini e vino per trasformarsi, nell’occhio del poeta, nella Betlemme del suo capolavoro: Il Vangelo secondo Matteo.
Un legame indissolubile
Durante una recente giornata di studi tenutasi nell'Auditorium cittadino, istituzioni e testimoni dell'epoca si sono riuniti per ricordare quell'incontro straordinario. "Pasolini non cercava una scenografia, cercava la verità", è stato sottolineato durante l'evento [
Il debutto di un premio Oscar
L’evento ha visto anche la partecipazione (attraverso un video-messaggio) e l'omaggio a Dante Ferretti, oggi scenografo di fama mondiale e vincitore di tre premi Oscar. Ferretti ha ricordato con commozione come, appena ventenne, iniziò la sua carriera proprio su quel set lucano come aiuto scenografo [
Barile Visionaria: Un futuro di cultura
Il sindaco di Barile, Antonio Murano, ha presentato il progetto "Barile Visionaria", che punta a trasformare il Parco delle Cantine in un vero e proprio parco letterario e cinematografico [
Il Cristo "umano" e la bellezza dell'imperfezione
Anche la Chiesa, attraverso le parole di Mons. Ciro Fanelli, ha riconosciuto il valore spirituale dell'opera pasoliniana. Pasolini, pur dichiarandosi non credente, cercava instancabilmente la bellezza e l'umanità [
Barile oggi non dimentica. Tra le grotte di tufo che ospitarono la nascita cinematografica di Gesù, risuona ancora il messaggio di un intellettuale scomodo che insegnò al mondo a guardare oltre la superficie, trovando il sacro nel fango e nella polvere di una terra autentica.
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