Verso la Macroregione Sud: Cronaca di una Visione Possibile
Relazioni e prospettive dalla prima sessione del convegno di Rionero in Vulture
Il Mezzogiorno non più come periferia dell'Europa, ma come baricentro strategico del Mediterraneo. È questo il filo conduttore che ha unito gli interventi della prima sessione del convegno sulla Macroregione Sud. Esperti, docenti e professionisti si sono confrontati sulla necessità di superare la competizione tra territori a favore di una cooperazione strutturale.
Pasquale Tucciariello: La sfida dei "visionari"
In apertura, il Professor Tucciariello ha delineato l'obiettivo dell'incontro: ristabilire il "vero storico, geografico ed economico" del Sud per progettarne il futuro. La proposta non mira a scompaginare le attuali strutture burocratiche, ma a introdurre la cooperazione come cifra distintiva. L'idea è quella di unire università, presidi culturali e sistemi sanitari per fare massa critica, trasformando il Sud in un attore politico ed economico coeso.
Mauro Di Lonardo: Fare squadra sul territorio
Il Presidente del Consiglio Comunale di Rionero ha portato l'esempio concreto del Vulture, recentemente riconosciuto come "Città Italiana del Vino" per il 2026/2027. Questo successo è stato presentato come la prova che mettere insieme 14 comuni e diverse identità è possibile quando si persegue un obiettivo comune, trasformando le peculiarità locali in una forza collettiva anziché in motivo di divisione.
Dino Nicolia: Il Mediterraneo come spazio vitale
Il dottor Nicolia ha ricordato come, già vent'anni fa, il Mezzogiorno fosse indicato come la chiave per il rilancio della cooperazione internazionale nel Mediterraneo. Ha criticato l'inadeguatezza delle politiche europee verso la sponda sud e ha esortato a riprendere la strategia Euromediterranea per offrire al Sud Italia una reale possibilità di crescita, sottraendolo ai margini in cui è rimasto confinato.
Francesco Somma: Un nuovo paradigma di sviluppo
Il dottor Somma ha sottolineato l'importanza di trasformare il potenziale del Sud in un piano operativo condiviso. Citando Giustino Fortunato, ha ribadito che il Mezzogiorno deve diventare una "forza attiva della nazione" per necessità di vita. La sfida è un cambio di paradigma che veda la cooperazione come l'unica infrastruttura su cui poggiare il domani.
Luca Buono: La "Fortezza Sud" e la rilevanza geopolitica
L'intervento di Luca Buono ha spostato il focus sulla geopolitica, definendo il Sud Italia come una "portaerei" proiettata verso l'Africa e l'Asia. Ha evidenziato il ruolo strategico di Napoli (Joint Force Command) e dei porti di Augusta e Taranto, descritti come i "cancelli marittimi d'Italia" e nodi nevralgici per la sicurezza e il controllo dei flussi energetici e di dati (cavi sottomarini).
Giuseppe Palamara: Infrastrutture e Corridoio Scandinavo-Mediterraneo
L'ingegner Palamara ha approfondito il tema della logistica, collegando lo sviluppo del porto di Augusta al corridoio ferroviario "Scandinavo-Mediterraneo". Ha sottolineato come il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie nel Sud sia fondamentale per una logistica "green", riducendo l'impatto ambientale delle merci che attualmente circumnavigano l'Europa per raggiungere i porti del Nord.
Antonino Galloni: Oltre l'economia del debito
In una chiusura di sessione di forte impatto, il Professor Galloni ha analizzato il disagio sociale ed economico attuale, proponendo il superamento del capitalismo neoliberale. Ha suggerito l'introduzione di "moneta non a debito" (stato-note) per finanziare investimenti nel patrimonio artistico, ambientale e archeologico, sostenendo che lo Stato debba riappropriarsi della sovranità monetaria per fare l'interesse dei cittadini e rilanciare la produzione rispetto al profitto finanziario.
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