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📰 SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE E ZERO ISTITUZIONALIZZAZIONI: IL SUCCESSO DEL PROGRAMMA P.I.P.P.I. NEL VULTURE ALTO BRADANO

NEXT GENERATION EU – CUP: G74H2200070006 – CIG: B43A74410B (PNRR) MISSIONE 5 “INCLUSIONE E COESIONE”, COMPONENTE 2 “INFRASTRUTTURE SOCIALI, FAMIGLIE, COMUNITÀ E TERZO SETTORE”, SOTTOCOMPONENTE 1 “SERVIZI SOCIALI, DISABILITÀ E MARGINALITÀ SOCIALE”, SUB-INVESTIMENTO 1.1.1 “SOSTEGNO ALLE CAPACITÀ GENITORIALI E PREVENZIONE DELLA VULNERABILITÀ DELLE FAMIGLIE E DEI BAMBINI”

RAPOLLA – Si è concluso con un bilancio oltremodo positivo l’evento finale di presentazione dei risultati del Programma P.I.P.P.I. (Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione), tenutosi lo scorso 10 aprile presso la sede del Comune di Rapolla. L’incontro ha segnato il traguardo di un percorso di 17 mesi che ha visto protagonista l’Ambito socio-territoriale N5, impegnato in una sfida ambiziosa: trasformare la vulnerabilità familiare in una nuova opportunità di resilienza.

 

 

Finanziato con i fondi del PNRR (Missione 5 "Inclusione e Coesione"), il progetto si inserisce nel sub-investimento dedicato al sostegno delle capacità genitoriali. Il nome stesso, P.I.P.P.I., non è solo un acronimo tecnico, ma un richiamo alla resilienza di Pippi Calzelunghe: come la celebre protagonista, il programma punta a sprigionare le risorse e la forza interiore dei bambini e delle loro famiglie, anche nelle situazioni più complesse.

Il programma, nato dalla collaborazione tra il Ministero del Lavoro e il LabRIEF dell’Università di Padova, è oggi il pilastro delle politiche sociali italiane. Nell'Ambito N5, il progetto ha coinvolto 30 nuclei familiari dei 19 comuni del comprensorio, integrando tre cicli di intervento (PIPPI 11, 12 e 13) tra novembre 2024 e marzo 2026.

 


I dati presentati durante l'incontro descrivono un impegno massiccio: oltre 10.000 ore di servizio erogate da un'équipe multidisciplinare composta da assistenti sociali, psicologi ed educatori. Di queste, ben 6.750 ore sono state dedicate all’educativa domiciliare e 1.165 al supporto psicologico.

Il risultato più significativo, tuttavia, non è un numero, ma una realtà sociale: "Zero istituzionalizzazioni". Come sottolineato dal dott. Elvio Russo, tutti i minori coinvolti sono rimasti all'interno delle proprie famiglie, evitando allontanamenti traumatici grazie al rafforzamento dei legami parentali.

 

 

Il Sindaco di Rapolla, Biagio Cristofaro, nel fare gli onori di casa, ha ringraziato i partecipanti e ha assunto un impegno formale: «Lavoreremo per individuare nuove forme di supporto affinché queste famiglie non tornino a sentirsi sole».

Sulla stessa linea il dott. Michele Pianta, Coordinatore Tecnico dell’Ufficio di Piano, che ha definito l’esperienza come «una crescita per l’intero territorio e un modello da rendere strutturale». Grazie al coinvolgimento di 30 famiglie, il lavoro integrato tra servizi sociali, scuola e Terzo Settore ha permesso di rafforzare le competenze genitoriali, prevenendo il disagio e ribadendo il valore del modello come livello essenziale delle prestazioni sociali (LEPS).

 

 

La forza del programma risiede nella cooperazione. La dott.ssa Giusy Padriciello, coordinatrice della Cooperativa Sociale "La Meridiana", ha rimarcato l’importanza delle metodologie adottate, sottolineando il valore del lavoro d’équipe e della fitta rete costruita tra Comuni, scuole, associazioni e volontariato.

I frutti di questa sinergia sono stati sintetizzati dal dott. Elvio Russo, che ha ricordato un traguardo straordinario: il raggiungimento di "zero istituzionalizzazioni" per tutti i minori coinvolti, segno che l'intervento preventivo ha evitato l'allontanamento dei bambini dai propri nuclei familiari.

 

 

A chiudere l'incontro è stata la dott.ssa Vera Cassano, coach del percorso, che ha espresso profondo orgoglio per gli obiettivi raggiunti. Cassano ha rivolto un ringraziamento speciale agli educatori e alle assistenti sociali dei vari Comuni dell'Ambito N5 per aver creduto nel valore dell’intervento e aver affidato al Programma le famiglie del territorio, trasformando una sfida istituzionale in una storia di successo umano e sociale.

L'evento non ha rappresentato solo la fine di un finanziamento, ma la conferma che la genitorialità positiva può essere appresa e sostenuta. Le testimonianze dei genitori e dei bambini presenti nella sala consiliare di Rapolla hanno lanciato un messaggio chiaro: il Programma P.I.P.P.I. non è stato solo un insieme di ore di servizio, ma un "porto sicuro" dove imparare a navigare nelle difficoltà della vita quotidiana.

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