Laureato in Giurisprudenza, ha consolidato la sua formazione economica collaborando con figure di rilievo come Federico Caffè, dal quale ha ereditato una visione dell'economia fortemente orientata al sociale e all'intervento dello Stato.
La Carriera Istituzionale
A differenza di molti teorici, Galloni vanta una lunga esperienza pratica all'interno della macchina statale:
È stato Direttore Generale presso il Ministero del Lavoro e il Ministero del Bilancio.
Ha ricoperto il ruolo di funzionario presso il Ministero delle Finanze.
È stato membro del collegio dei sindaci dell'INPS e ha lavorato in stretto contatto con diversi governi della cosiddetta "Prima Repubblica".
Il Pensiero Economico
Galloni è considerato un economista post-keynesiano e "fuori dal coro". I punti cardine del suo pensiero includono:
Critica all'Austerità: Sostiene che le politiche di rigore dell'Unione Europea abbiano soffocato la crescita italiana.
Sovranità Monetaria: È un forte sostenitore della necessità per lo Stato di riappropriarsi della capacità di creare moneta (o strumenti complementari come i "certificati di credito fiscale") per finanziare il lavoro e la produzione.
Economia Post-Industriale: Analizza da anni il passaggio dalla società industriale a quella dei servizi e delle tecnologie, sottolineando la necessità di ridurre l'orario di lavoro a parità di salario.
Attività Recente
Oggi Galloni è un attivo divulgatore. Partecipa frequentemente a convegni, programmi TV e canali web indipendenti, dove analizza i limiti dell'attuale sistema finanziario globale. È autore di numerosi libri, tra cui "L'economia tradita", "Chi ha ucciso l'economia italiana?" e "La moneta copernicana".
In sintesi: Antonino Galloni rappresenta la "voce della coscienza" dell'economia keynesiana in Italia, unendo una profonda conoscenza tecnica burocratica a una visione critica radicale verso l'attuale assetto dell'Eurozona.
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